L’opposto dell’Italia: prima dell’asta 5G, in Germania uno studio per difendere la salute. “Necessarie altre ricerche!” E’ quanto offre al Governo Conte l’Istituto Ramazzini….

di Maurizio Martucci

Complice una fiacca opposizione parlamentare e un frenetico Luigi Di Maio, asta bandita e chiusa orami da un pezzo col tesoretto 6,5 miliardi di euro incassato dal Governo. Colpevolmente nascosto il problema socio-sanitario dall’assenteista Giulia Grillo, stile Ponzio Pilato non è mai intervenuta sui pericoli del 5G, con lo sbarco dei cinesi noi in Italia stiamo ad interrogarci sul cyberspionaggio mentre in Germania la parola d’ordine è un’altra. Prima d’irradiare tutti col 5G, ci vuole uno studio che ne valuti l’impatto sulla popolazione. La tutela pubblica è nel comprenderne la pericolosità prima del roll out: “Indipendentemente dal 5G, ci sono ancora incertezze scientifiche riguardo ai possibili effetti a lungo termine dell’uso intensivo del telefono cellulare. Il cancro si sviluppa per periodi anche di 20-30 anni. Anche quando si tratta di effetti sui bambini, non tutte le domande hanno avuto una risposta definitiva.” Stiamo valutando i “piani per l’introduzione del 5G assegnando progetti di ricerca sull’esposizione della popolazione e sui possibili effetti delle nuove frequenze. Valuteremo questa tecnologia dal punto di vista della radioprotezione e avvieremo le misure appropriate e se è necessaria un’azione” per la tutela della salute.

Prima d’avviare l’asta per la vendita delle inesplorate radiofrequenze, è questa l’innovativa posizione dell’Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni (BFS) che ha sollecitato ulteriori verifiche sulle possibili conseguenze dell’elettrosmog, sostenendo “che anche le frequenze più alte cambiano l’intensità della radiazione. Sono necessarie ulteriori ricerche”.

Volumi di trasmissione dati significativamente più alti, trasmettitori nuovi e aggiuntivi e frequenze più alte hanno cambiato le intensità della radiazione”, ha detto il presidente della BFS Inge Paulini, affermando chedevono essere investigati”, proprio come in Italia sostiene l’Istituto Ramazzini che ha messo a disposizione gli impianti già usati per studiare la cancerogenesi delle frequenze del 2G e 3G. Sul nuovo standard 5G “abbiamo ancora poche conoscenze e continueremo a fare ulteriori ricerche a medio termine“, ha affermato lo scienziato tedesco, mentre sul sito dell’agenzia federale è scritto: “L’assorbimento dei campi elettromagnetici ad alta frequenza avviene nella gamma di onde millimetriche o centimetriche molto vicino alla superficie corporea. Effetti potenziali quindi sulla pelle e sugli occhi. Non è ancora possibile stimare in che modo ciò influirà sulla misura esatta in cui la popolazione sarà esposta alle radiazioni. Tuttavia, si prevede che la gamma di esposizioni possibili aumenterà”.

Sul controverso tema s’è espresso anche l’europarlamentare e fisico Klaus Buchner (nato a Monaco è nel partito democratico tedesco, a Bruxelles sta nel gruppo Verdi, alleanza libera europea) che, soddisfatto dell’annuncio della ricerca preliminare sul 5G, afferma tramite social: “Quanto circolava solo pochi anni fa come una voce viene finalmente adesso preso sempre più sul serio. Le radiazioni del telefono cellulare ci fanno ammalare. Queste non sono ipotesi allentate, ma fatti concreti. Non sono un nemico della tecnologia e dei telefoni cellulari, ma non possiamo più permetterci una tecnologia arretrata e dannosa come quella di oggi. Prima di iniziare le aste per le licenze del 5G, si studino le conseguenze della salute”.

Sarcastici infine i commenti dei cittadini tedeschi sul gruppo Facebook STOP 5G Germania: “Il fatto che c’è una richiesta di ricerca in Germania può essere visto come un passo indietro, perché sappiamo che le radiofrequenze sono dannose, o un passo avanti, se con questo tutte le ulteriori attività verranno fermate fino a quando la sicurezza del 5G non sarà provata. Magia delle parole: la sicurezza deve essere indagata, i danni che conosciamo già…”

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO AUTORE E FONTE cked

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