La scienziata Belpoggi (Ramazzini): “Il 5G è inesplorato, fatecene studiare gli effetti!” E parte la raccolta fondi per completare la ricerca sul 3G: cancerogeno certo? – INTERVISTA ESCSLUIVA OASI SANA

di Maurizio Martucci

Sono radiofrequenze del tutto inesplorate, utilizzarle in maniera così massiccia e diffusa sulla popolazione è rischioso. Fateci studiare gli effetti del 5G. Prima di partire, la nuova tecnologia deve fornire prove di sicurezza! Noi siamo a disposizione.” E’ l’appello lanciato da Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro per la Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini, dal 1971 studiano degli effetti tossici di sostanze chimiche e fisiche. Un’eccellenza indipendente italiana, la scienziata ha guidato lo studio più importante al mondo sugli effetti dell’elettrosmog per le bande del 2G e 3G. Come il 4G, anche il 5G è però inesplorato: nessuno ha mai condotto uno studio preliminare per valutarne le ripercussioni socio-sanitarie. “La nostra equipe ha già maturato l’esperienza sul campo nel precedente lavoro che, per mancanza di fondi, deve però essere completato. Contiamo di finire tra qualche mese. Ma avendo già in sede gli impianti, cioè la strumentazione tecnica per eseguire una nuova ricerca sul 5G, siamo pronti a metterci a disposizione. Ho chiesto un incontro con la Ministra della Salute Giulia Grillo. Se non vogliono affidarlo a noi, lo studio sul 5G che lo diano all’Istituto Superiore di Sanità: qualcuno deve farlo”. Ma non l’industria e le aziende, per carità, quanto meno per evitare evidenti conflitti d’interessi e sospetti su evitabili distorsioni metodologiche nell’indagine, come invece lasciato intendere nella recente mozione cautelativa presentata nel consiglio della Regione Piemonte (prima regione in Italia ad aprire comunque sul versante sanitario) che individuerebbe in TIM il soggetto per monitorare popolazione e ambiente irradiati dal wireless di quinta generazione.

La richiesta della scienziata Belpoggi arriva in piena corsa 5G, mentre tra il 2019 e il 2020 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) sarà chiamata a riaggiornare le priorità nella classificazione per gli agenti cancerogeni. Come noto, dal 2011 le radiofrequenze sono in Classe 2B (“possibili cancerogeni”), adesso gli studi del Ramazzini e dell’americano National Toxicology Program potrebbero rivedere al rialzo la lista. E parte la raccolta fondi promossa dall’Associazione Italiana Elettrosensibili (AIE), un’operazione no profit pensata su scala mondiale: obiettivo trovare almeno 50.000 euro per finire lo studio su 2G e 3G, da far poi confluire sui tavoli IARC

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In un video la Belpoggi lancia il crowdfunding sulla piattaforma Appela mentre l’appello degli elettrosensibili italiani è tradotto in sei lingue (c’è pure il cinese, l’elettrosmog è un rischio universale): finanzia la verità! Si potrà solo per 40 giorni. “Gli studi hanno rilevato aumenti statisticamente significativi dello stesso tipo di tumori maligni del cuore, nei ratti maschi, e del cervello, nelle femmine. La relazione tra esposizione alle RF e insorgenza di alcuni tipi di tumore permetterà una riclassificazione come probabile cancerogeno per l’uomo (Gruppo 2A) o come cancerogeno certo (Gruppo 1). Ma per procedere a una valutazione completa è necessario disporre del report finale”.

Paolo Orio (presidente AIE, “scriviamo la storia insieme” afferma) sarà al 1° meeting nazionale STOP 5G in programma Sabato 2 Marzo 2019 a Vicovaro (Roma): sul tavolo dei relatori anche Gianpaolo Andrissi (M5S) consigliere della Regione Piemonte e la scienziata Fiorella Belpoggi, che annuncia nuovi dati da fornire ad istituzioni e Governo per la tutela della salute pubblica. Invitata anche la ministra Grillo, ma dal dicastero della sanità finora nessun segnale. L’istituto Ramazzini ha invece patrocinato l’atteso evento.

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