Valle d’Aosta e Umbria, interrogazioni e mozioni STOP 5G ai Governatori: “tutelate la salute!”

Dopo Piemonte e Lazio, altre due mozioni e interrogazioni nel consigli regionali italiani sui pericoli socio-sanitari del 5G: una è stata presentata nel Consiglio della Regione Umbria dal consigliere Claudio Ricci (gruppo misto), l’ultima è stata appena discussa nel Consiglio della Regione della Valle d’Aosta su iniziativa della consigliera Daria Pulz (Ambiente, diritti, uguaglianza). Infine, anche nel consiglio della Provincia Autonoma di Trento è stata presentata una mozione Stop 5G a firma del consigliere Filippo Degasperi (M5S).

STOP 5G – VALLE D’AOSTA

Riprendiamo dal sito del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta il resoconto della seduta del 20 Marzo 2019:

La Consigliera Daria Pulz, considerati «i pericoli per la salute rappresentati dall’elettromagnetismo in particolare del 5G, già evidenziati dal Consiglio d’Europa e denunciati con forza da 160 scienziati e medici di 36 Paesi», ha chiesto informazioni «in merito all’inserimento nella tabella del Ministero per lo sviluppo economico tra gli aggiudicatari dei lotti di frequenza dei Comuni di Bionaz, Cogne e Perloz pare a loro insaputa. Mi chiedo anche quali azioni il Governo regionale intenda mettere in campo per contrastare i pericoli da elettrosmog a favore della salute della popolazione valdostana.»

L’Assessore all’ambiente, risorse naturali e Corpo forestale, Albert Chatrian, ha risposto: «La questione è molto delicata e non va sottovalutata. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha concluso l’asta per l’assegnazione delle bande disponibili per l’implementazione della tecnologia 5G, evidenziando che il Ministero per lo sviluppo economico (MISE) ha individuato nel territorio italiano 120 Comuni, tra cui Bionaz, Perloz e Cogne, nei quali l’aggiudicatario del bando è tenuto a raggiungere almeno il 90 per cento della popolazione. La Regione non è stata coinvolta in questa scelta, credo al pari di qualsiasi altra Regione o Ente locale. Il nostro auspicio, essendo il problema sanitario collegato all’utilizzo di tali frequenze e apparati di carattere quantomeno nazionale, è che il MISE, nell’individuare le proprie scelte strategiche, si sia confrontato con i Ministeri della salute e dell’ambiente riguardo all’eventuale adeguamento dei limiti di emissione e la necessità di rivedere la normativa concernente le trasmissioni di banda millimetrica.»

Riguardo alle azioni per contrastare i pericoli da elettrosmog, l’Assessore Chatrian ha affermato che «la Regione, in collaborazione con l’ARPA, mantiene un costante controllo dei livelli delle radiazioni elettromagnetiche generate dalle diverse fonti (elettrodotti, impianti radio, televisivi, trasmissioni dati) potenzialmente dannose per la salute umana. La nostra legge regionale (n. 25 del 2005) che disciplina l’installazione, la localizzazione e l’esercizio di stazioni radioelettriche e di strutture di radiotelecomunicazioni prevede, all’interno del procedimento autorizzativo, l’espressione del parere preventivo da parte dell’ARPA sul rispetto dei limiti. Il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, che mette in rete l’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente e le ARPA, sta già affrontando il problema delle modalità per eseguire le stime previsionali e i monitoraggi sul territorio dei segnali 5G, sempre nel rispetto delle leggi di settore che sono in fase di emanazione a livello internazionale. L’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente ha partecipato il 26 febbraio, a nome del sistema ARPA, a un’audizione della Commissione parlamentare competente proprio sul tema del 5G, volta alla definizione di tali modalità. Al momento dell’installazione di tali nuovi impianti sarà avviata una specifica campagna di monitoraggio del livello di emissioni di tali sistemi di trasmissione dati, proprio per verificare la presenza di eventuali esposizioni potenzialmente pericolose per la cittadinanza derivanti da radiazioni elettromagnetiche emesse da apparati 5G.»

La Consigliera di ADU-VdA Daria Pulz ha replicato: «Noi crediamo che si debba cercare e trovare il punto di equilibrio tra le nuove tecnologie che ci espongono a danni per la salute umana. Non siamo contro il progresso, ma siamo per il principio di precauzione: finché non vi saranno certezze maggiori su questa nuova tecnologia, le cui conseguenze sulla salute sono allo studio del mondo scientifico, noi siamo per una Valle d’Aosta 5G free, almeno finché non vi saranno chiare evidenze scientifiche. Non possiamo affrontare questa questione in solitudine, che rischia di affogare la salute di tutti, ma dobbiamo prendere contatti con il Governo italiano per studiare normative che garantiscano la salute pubblica. La tecnologia 5G è ancora priva di sperimentazione

STOP5G – REGIONE UMBRIA

Il consigliere Claudio Ricci (misto Rp–Ic) l’11 Marzo 2019 ha presentato una mozione alla Giunta della Regione Umbria di Palazzo Doni a Perugia, chiedendo di procedere ad “una ricognizione applicativa dei sistemi wireless 5G per verificare la tutela dell’ambiente e della salute attraverso le azioni ritenute utili e concordate con Agenzia regionale per la protezione ambientale e Unità sanitarie locali”.

Nell’atto di indirizzo, Ricci spiega che “in Umbria sono previste attivazioni delle tecnologie wireless di quinta generazione (5G), con evoluzioni in termini di velocità nella trasmissione delle informazioni e connessioni, mediante l’installazione di numerose mini antenne. Il sistema, pur rappresentando una opportunità di sviluppo necessità di un’adeguata pianificazione, per la tutela dell’ambiente e della salute, visto che la nuova tecnologia si sovrappone alle reti esistenti di telefonia mobile”.

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO LA FONTE

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