Spagna, malattie negate: suicida giovane donna Elettrosensibile (MCS-CFS-FM) – NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

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di Maurizio Martucci

“Un’altra morte inutile come nel deserto, senza nominare i colpevoli. Mia cara Sonia, riposa in pace...” Da alcuni anni in lotta contro il tempo. Vittima del sistema e del misconoscimento della pubblica sanità. Mascherina in volto, anche di notte, viveva avvolta in una schermatura di fortuna per proteggersi da elettrosmog, profumi e chimica pervadente. Per lei tanta solidarietà, affetto incondizionato, ma non dallo Stato. E alla fine, una giovane donna martoriata dal male invisibile, non ha più retto e due giorni fa s’è tolta la vita.

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Arriva dalla Spagna la triste notizia del suicidio di Sonia Cuetos (47enne, mamma di un figlio), da soli tre anni gravemente malata di Elettrosensibilità, Sensibilità Chimica Multipla, Fibromialgia e Sindrome da Fatica cronica, malattie ambientali immuno-neuro-tossiche altamente invalidanti e prive dei livelli essenziali d’assistenza. Il suo compagno l’ha trovata esanime, riversa in casa. “Amore mio, non so in che momento hai deciso di lasciarmi la mano e volare da sola, mi sarebbe piaciuto avere il tempo di salutarti con calma, per farti sapere quanto ti amavo e avevo bisogno di te, perché la mia bambina, anche se non Credevi, avevo bisogno di te più di te che di te“.

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Sui social in molti stanno piangendo la scomparsa di Sonia, epilogo in fotocopia dell’ennesima tragedia come quella di un’altra donna spagnola, Angela Jean (elettrosensibile di Madrid, suicida nel 2012). Sonia abitava a Laredo, comune di 12.000 anime nella comunità autonoma della Cantabria, sulla costa orientale. Un servizio televisivo la mostra come prigioniera, costretta a sopravvivere in una stanza ricoperta da nastri e fogli d’alluminio: in assenza dello Stato, per lei s’era mobilitata la solidarietà della gente comune che, per pagarle le cure nella clinica della Fondazione Alborada, per una raccolta fondi aveva promosso una marcia di solidarietà. Sul suo profilo Facebook, in molti ora postano il loro volto coperto da mascherina anti-odori, per non farla sentire sola anche nell’estremo viaggio. “Questa foto me l’hanno fatta la settimana scorsa nel giardino della Fondazione Alborada – ha scritto Sonia nel suo ultimo post del 29 Settembre – Questi sono i primi passi di un trattamento molto lungo e molto costoso. Voglio ringraziare di tutto cuore la collaborazione ricevuta da molte persone che in maniera altruista e solidale mi hanno aiutata ad arrivare fin qui. Domani c’è una marcia che organizza il Club Ademco Colindres con l’obiettivo di raccogliere fondi per me. Grazie alla mia famiglia e a tutti voi. Ho ancora bisogno di tutti.”

 

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Come già denunciato nel mio ultimo libro d’inchiesta, la Sensibilità Chimica Multipla non è riconosciuta in Spagna come in Italia dove, presentato dal senatore di maggioranza Giuseppe Pisani, è pronto un disegno legge per il riconoscimento della patologia a livello nazionale. Così per la Fibromialgia: “In qualità di Portavoce al Senato del Movimento 5 Stelle – scrive Pisani che dalla prossima settimana annuncia di depositare la bozza nella XII Commissione (Igiene e Sanità) prima della discussione nell’aula del Senatoho presentato sulla piattaforma Rousseau la prima stesura di un disegno di legge recante disposizione in favore dei soggetti affetti da MCS.” Nella bozza c’è scritto come i malati come Sonia “non vengono sufficientemente tutelati nel loro diritto ad avere un’assistenza sanitaria adeguata e commisurata all’entità ed alla gravità delle loro limitazioni attitudinali e lavorative”.

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Proprio in Spagna, nella città di Segovia, a Giugno s’era poi svolta la manifestazione Stop 5G. Una simbolica muraglia umana, unita nel nome del Principio di Precauzione, si strinse in cerchio per rivendicare la supremazia del diritto alla tutela della salute pubblica sul diritto d’impresa. Sonia ha però fatto prima degli altri: decidendo di non aspettare il nuovo tsunami elettromagnetico, col suo gesto estremo manda un segnale forte al sistema. Politica, istituzioni e comunità internazionale dovranno rispondere, smettendola di sviare la triste realtà. Il problema esiste ed è grave. E va risolto, subito, con urgenza. “Ti rendiamo omaggio, cara Sonia – è scritto sui social – e sosterremo la lotta di altre persone con la tua stessa sofferenza quotidiana”. Mai più: quest’assurda conta dei morti deve finire!

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