Lascia l’Ordine dei Medici per la Respirazione Olotropica di Grof. Perché, come sciamani e curanderi insegnano, la (vera) guarigione è (molto più) in profondità…

 

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di Maurizio Martucci

Non un semplice libro ma un atto d’amore. Un’invocazione a cuore aperto verso scienza, ricerca e medicina ufficiale, affinché – rinsavendosi – riescano a comprendere l’importanza di amplificare panoramica e orizzonti d’indagine, riscrivendo la mappatura diagnostico-terapeutica su cui costruire (più) completi (e profondi) processi di guarigione integrata. E’ il messaggio del medico Patrick Baudin nelle pagine de ‘La respirazione olotropica. Il potere di guarigione degli stati modificati di coscienza’ (Edizioni Mediterranee), un libro leale e sincero, scritto all’indomani dell’abbandono di quell’Albo professionale che, attese gli straordinari riscontri registrati con le pratiche di Stanislav Grof, ha spinto il coraggioso autore fin all’atto più estremo, la volontaria auto-radiazione dall’Ordine dei Medici per potersi liberamente dedicare – senza freni, lacciuoli né inibizioni – alla cura dei pazienti attraverso i meccanismi della respirazione olotropica (non vietata ai medici in Italia, a differenza della Francia).

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COSE’ LA RESPIRAZIONE OLOTROPICA? LEGGI QUA

Senza rimpianti né ego-recriminazioni per una scelta di cui va fiero, Baudin scrive: “Rimanere sul livello materiale non permette alcuna comprensione dei fenomeni pisico-spirituali. Il mondo medico e psichiatrico tradizionale non può che restare in attesa di nuove scoperte scientifiche sul funzionamento del cervello, cercando di attribuire questi fenomeni a disordini metabolici, molecolari, oppure a determinate disfunzioni nei neurotrasmettitori chimici”. Non siamo solo materia, quindi anche la cura non può fermarsi in superficie, dimenandosi nella spasmodica ricerca della composizione giusta per sopprimere farmacologicamente il sintomo dello squilibrio. Perché c’è dell’altro. E qui entra in gioco la respirazione olotropica, il potere di guarigione attraverso stati non ordinari di coscienza per mezzo di una (semplice ma efficace) pratica fondata su respiro e ‘trance music’: così si può giungere alla (vera) radice del male.

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Riti di passaggio, visioni, medicine sacre, inconscio, energia sottile, archetipo collettivo, karma e ridefinizione della geografia della psiche oltre Freud: le pratiche antiche di sciamani e curanderi – erroneamente sbeffeggiate, bollate di ‘selvaggia’ superstiziosità dal pensiero positivista-illuminista – in realtà conserverebbero ancora quella modalità ‘magica’ di sciogliere con successo il nodo della malattia, ponendo il corpo dell’ammalato in rinnovata modalità di auto-guarigione, riconnesse materia, anima e spirito. Deposta la dualità separatrice, imperversante nell’oscurantismo contemporaneo, la ricongiunzione armonica nell’Unicum sarebbe la vera medicina, riproposta (già dagli anni ’60) dalla gigantesca opera perorata da Grof, poi spostata senza riserve dall’audace Baudin.

Questi libro propone di ampliare una concezione a volte eccessivamente materialista della salute, della cura e della guarigione, socchiude delle porte che il lettore è invitato ad aprire liberamente, e si propone di approfondire l’esperienza di noi stessi e del mondo”. Lettura consiglia!

Riproduzione consentita, citando fonte e autore

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