Altre medicine: la vasca di galleggiamento, tra benessere (anti-stress) e terapia (extra-sensoriale)

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di Massimo Claudio Volpicelli

Privazione sensoriale, transizione dalle onde beta a quelle alfa e theta, normalmente raggiungibili (quest’ultime) solo nel sonno o durante profondi stati di meditazione: “Nella provincia della mente, ciò che si crede vero o lo è, oppure lo diventa entro limiti stabiliti per via empirica e sperimentale. Tali limiti sono convinzioni da trascendere“: John Cunningham Lilly, psicanalista e neuroscienziato statunitense (rifiutò un ingaggio dalla CIA) è l’inventore della vasca di deprivazione sensoriale, detta pure vasca di isolamento o – meglio ancora – vasca di galleggiamento, rappresentata pure in diversi film (il primo fu ‘Stati di allucinazione‘ di Altered States, 1980).

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Secondo Wikipedia, la vasca consiste in un guscio di vetroresina che accoglie al suo interno una soluzione ipersatura di solfato di magnesio, mantenuta costantemente alla temperatura di 34,8 °C. Una volta preso posto all’interno, il corpo umano inizia a galleggiare sulla superficie del liquido che ha una profondità di soli 20 cm. All’interno della vasca si ricreano il buio e il silenzio assoluti, in modo da annullare tutti gli stimoli esterni. Dopo circa mezz’ora di sospensione nel liquido, si iniziano ad avvertire i primi segnali che qualcosa di insolito sta accadendo all’organismo. La percezione dei confini corporei in genere svanisce, per cui la persona che vi è immersa non sente più di possedere un corpo che la confina. La sensazione di profondo rilassamento indotta da questo stato induce quella che viene chiamata “risposta parasimpatica”. L’organismo si trova ad essere defaticato dall’impegno costante di monitorare la temperatura corporea e l’assetto gravitazionale (che occupano il 90% delle risorse) [2], e inizia a produrre sostanze associate al benessere come le endorfine. Dopo un’ora di permanenza in questo stato, tutte le tensioni corporee sono eliminate, e anche lo stress psicologico accumulato viene rilasciato.

 

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L’hanno provata Robin Williams, John Lennon, i Philadelphia Eagles e i Dallas Cowboy, così pure la medaglia d’oro olimpica Carl Lewis. James e Lance Morgan in “Intelligenza di un genio”, affermano che “Lilly dimostrò che le onde cerebrali sono significativamente alterate in questo stato di profondo rilassamento (….) molti hanno paragonato quest’esperienza ad essere dentro l’utero“.

 

I motivi per scegliere di immergersi nella vasca di galleggiamento sono spiegati dalla svizzera Floating: “Sarebbe sbagliato guardare al Floating come ad una pratica, mirata a risolvere una serie di disturbi o patologie. Non occorre assolutamente essere “malati” per apprezzare il Floating. L’immersione nella Vasca di Deprivazione Sensoriale rappresenta un’esperienza che travalica di gran lunga i confini di una cura o di una terapia.
Il Floating è innanzitutto un regalo che fai a te stesso, un modo per volerti bene, un’oasi dove riprendere fiato, un luogo dove chiudere fuori per un attimo il frastuono del mondo e prendere contatto con la tua interiorità, una maniera per depurarti dalle scorie del vivere quotidiano, recuperare le energie perse e guardare alle cose che ti stanno più a cuore con maggiore lucidità. Un’esperienza che ti rende più forte ed arricchisce le tue risorse e le tue potenzialità.

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Ma non è tutto, la pratica del Floating è raccomandata per tutte quelle categorie di persone che manifestano un qualche grado di sofferenza a causa della loro professione o attività, come coloro che sono impegnati negli affari, gli studenti, gli impiegati costretti ad una vita sedentaria, gli atleti e chiunque sia particolarmente soggetto all’accumulo di stress. Ne possono trarre beneficio tutte le persone che manifestano patologie specifiche, come problemi all’apparato scheletrico, alle vertebre e alle articolazioni, pelle acneica e anche sintomi causati da affezioni respiratorie, come asma, sinusite o allergie“.

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L’italiana Floating Flo invece riassume: ” I benefici fisici e mentali sono riconducibili a tre effetti principali: 1) Riduzione (80% circa) del peso corporeo; 2) Deprivazione o isolamento sensoriale; 3) Adsorbimento a livello cutaneo degli ioni Magnesio e Solfato contenuti nel sale di Epsom (MgSO4) disciolto nella soluzione in cui si galleggia“.

 

Riproduzione consentita, citando fonte e autore

 

 

 

 

 

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