Programma Gupta, dalla rieducazione del sistema nervoso una (valida) risposta contro le malattie croniche

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Negli ultimi decenni è in aumento il numero di sintomi cronici e di patologie correlate ad un’iperattività dell’amigdala, che è una piccola struttura del Sistema Nervoso Centrale Autonomo, responsabile di alcune funzioni essenziali alla sopravvivenza della specie, come la risposta immediata ai pericoli ambientali e l’innamoramento. L’amigdala, infatti, si comporta come una centrale di comando che apprende dall’esperienza quali sono i pericoli ambientali a cui è necessario fare fronte così da diventare capaci di rispondere ad essi, quando si presentano, in modo velocissimo, attivando il lobo prefrontale senza prima sprecare tempo prezioso ad interrogare la parte conscia del cervello.

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Le risposte tipiche dell’amigdala ad un pericolo sono “attacca”o “fuggi”, ovvero rispondere con un attacco alla minaccia esterna oppure allontanarsi. In realtà in natura si osserva una terza risposta utilizzata da certi animali per apparire una preda non interessante, ovvero si “paralizzano” per fingersi morti. Le ultime ricerche scientifiche hanno messo in correlazione un’iperattività dell’amigdala con alcune patologie croniche invalidanti, come la Sindrome da Fatica Cronica, la fibromialgia, la Sensibilità Chimica Multipla e l’elettrosensibilità. Secondo il professore di Biochimica dell’Università di Washington Martin J. Pall, tutte queste patologie hanno in comune un meccanismo biochimico cerebrale denominato circolo dell’ossido nitrico e perossinitrito o, più comunemente “circolo NO/ONOO”.

 

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Pall ritiene che nel cervello si crei un aumento dello stress ossidativo per un’esposizione acuta a stress psico-fisico ambientale, in seguito al quale si attiva un circolo vizioso che fa aumentare progressivamente il livello di sensibilizzazione delle strutture profonde del cervello agli stimoli ambientali producendo così sempre nuovi sintomi. Questo spiegherebbe anche perché uno stesso paziente spesso soffre di più di una di queste patologie. In genere la Sensibilità Chimica Multipla inizia in seguito ad un’esposizione acuta o prolungata a sostanze chimiche, la Sindrome da Fatica Cronica in seguito ad un’infezione batterica o virale, la fibromialgia in seguito ad un trauma fisico e l’elettrosensibilità dopo un’esposizione prolungata a campi elettromagnetici.
Da circa 10 anni il ricercatore inglese Ashok Gupta ha messo a punto un programma di rieducazione dell’amigdala che si è rivelato utile, secondo uno studio scientifico, per risolvere i sintomi della Sindrome da Fatica Cronica. Il 93% dei pazienti trattati ha avuto un miglioramento significativo e il 67% ha avuto una guarigione totale. Attualmente è in corso in Spagna uno studio scientifico sull’efficacia del Programma Gupta per il trattamento della fibromialgia e, a detta di Ashok Gupta, i primi risultati sono molto incoraggianti.

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Molti dei pazienti che hanno seguito il Programma hanno riferito di aver avuto un miglioramento significativo anche dalla MCS e dalla Elettrosensibilità. Il Programma Gupta si basa sul presupposto che queste malattie sono reali, fisiche e non mentali, ma che il miglioramento può avvenire attraverso una serie di tecniche di meditazione, di mindfullness e di Programmazione Neurolingustica che attivano la plasticità neuronale del cervello, proprio come avviene con la fisioterapia per il trattamento di coloro che hanno avuto un ictus o un incidente.

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Il cervello, infatti, se adeguatamente stimolato, ha la capacità di ricostruire nuovi percorsi neuronali per recuperare le funzionalità perse. Il Programma Gupta non fa altro che stimolare la formazione di nuovi percorsi neuronali per rieducare l’amigdala e far sì che smetta di lanciare la cascata di neurotrasmettitori che scatenano reazioni nervose e ormonali responsabili di sintomi come stanchezza cronica, tachicardia, emicrania, insonnia, difficoltà digestive, tensione muscolare, vertigini, ecc.
Per consentire la rieducazione dell’amigdala è necessario praticare le tecniche in modo costante e quotidiano per sei mesi e, man mano che l’amigdala riprende a funzionare correttamente, i sintomi diminuiscono e in alcuni casi spariscono del tutto.

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