Ficoncella, i poteri curativi di un’acqua termale (quasi) unica al mondo

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di Maurizio Martucci

 

Antinfiammatorie, disintossicanti e chelanti: le cure idropiniche in acqua calda trovano un’applicazione d’eccellenza nei Bagni della Ficoncella di Civitavecchia (Roma), nei pressi del sito (ora archeologico) delle antiche Terme Taurine (Terme di Traiano), già rinomate per le benefiche proprietà terapeutiche sin dai tempi degli etruschi. Oggi i Bagni della Ficoncella sono una struttura pubblica, la gestione (dopo un lascito privato) è comunale, affidata ad una cooperativa: l’ingresso per i non residenti a Civitavecchia è di solo 1,50 € (cinquanta centesimi in più rispetto ai locali), per un tempo consentito di permanenza nei bagni di 2 ore. Ci arrivano, come in una sorta di pellegrinaggio della salute, persone da tutta Italia, anche dall’estero, persino col camper e in cerca di un affitto di una casa limitrofe per brevi soggiorni terapeutici, giusto il tempo per sostare il più possibile nella speranza di beneficiare delle straordinarie proprietà dell’acqua del Fico (il nome Ficoncella viene proprio da quest’albero: si tratta del genius loci?).

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La Ficoncella è composta da cinque vasche di piccole e medie dimensioni, riempite quotidianamente di acqua sulfurea (non emette intollerabili odori di zolfo) che si spingono fino alla temperatura di 60° (in vasca se ne avvertono all’incirca 40°) con proprietà oligominerali pressoché uniche al mondo (se ne trovano simili soltanto in Giappone, nella regione di Okinawa): “il calore raggiunto dall’acqua permette una reazione del solfato di calcio che libera l’acido solforico e gli altri sali, garantendo un’azione benefica, idratante ma al contempo stimolante. Le acque sono infatti definite solfato calciche leggermente alcaline”.

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E ancora: “L’acqua viene così riscaldata dal sottosuolo e, ricca di sali minerali, emerge in superficie generando varie sorgenti idrotermali che depositano il carbonato disciolto in nuovi strati geologici di tipo gessoso e travertinoso. Queste acque hanno delle peculiarità curative già conosciute sia nell’antichità che nel secolo scorso (VEDI IMMAGINE PUBBLICITARIA DELL’EPOCA) e sfruttate fino ai giorni nostri.” Infatti nell’800 tra i medicinali delle farmacie romane approvati dal Protomedico Generale Ecclesiastico, tra le acque termali in vendita (in fiasche di vetro) c’era proprio l’acqua della Ficoncella.

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Ne usufruirono etruschi, antichi romani e persino l’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, finito alla Ficoncella dopo il ferimento nella battaglia dell’Aspromonte del 1862. Tutt’oggi, a Civitavecchia, campeggia la targa che ricorda come “il Generale Giuseppe Garibaldi sofferente per dolorosissima artrite e qui racquistò salute per efficacia delle acqua termali delle antiche Terme di Traiano”.

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Quest’illustrazione d’epoca descrive la composizione chimica dell’acqua dei Bagni della Ficoncella, ricompresa nella classificazione delle acquee di ‘solfato-bicarbonato-alcalino-terrose’, ideali per curare problemi di artrite, reumatismi, infiammazioni neuromuscolari e dolori osteoarticolari. Con una percentuale di radioattività, queste acque sono utili sia nelle malattie croniche (dermatologiche) che acute (flogistiche cutanee e mucose, è ideale anche per problemi di psoriasi). Non da meno, sono profondamente rilassanti!

Riproduzione consentita, previa citazione fonte e autore

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