Spesa tossica? Cosa ci mangiamo (veramente) a tavola?

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di Maurizio Martucci

 

Sei sicuro di conoscere quello che metti nel carrello della spesa? E degli effetti del cibo sulla salute? Sai quello che mangi? E della relazione tra alimentazione e malattia, cosa ne sai veramente? Forte di una nutrita rassegna di studi epidemiologico-scientifici, il polivalente comunicatore Stefano Momenté (fondatore di Vegan Italia) prova a dare delle risposte accessibili al grande pubblico nel suo “Ciò che non sai sul cibo e che potrebbe salvarti la vita” (Edizioni Il Punto d’Incontro), sfatando tabù della medicina convenzionale e miti della pubblicità della grande distribuzione organizzata. La catena del benessere, infatti, si trova sulla sempre verde via di Ippocrate: dieta rigorosamente mediterranea e prevenzione a tavola per non scadere nelle (sempre più diffuse) patologie metaboliche e del consumismo onnivoro.

CIBO2

Muovendo da una (personalmente discutibile e non condivisa!) tesi evoluzionistico-darwiniana (con buona pace dei creazionisti: siamo certi della nostra provenienza dalle scimmie?), l’Autore smonta l’assioma dell’uomo cacciatore (ergo, per la masticazione-frantumazione della carne non abbiamo dentatura affilata e dura, da cui la conseguente cottura per ammorbidirla, cioè non fa per noi!), mettendo in luce limiti e pericoli di una dieta carnivora, erroneamente ribattezzata paleolitica: le bruciacchiature delle padelle, grigliate, barbecue, brace e carbonella aumenterebbero la possibilità di incidenza tumorale: “Il 40% dei tumori – scrive Momenté – si potrebbe evitare se nei paesi ricchi si mangiasse diversamente. Il consumo esagerato di carne e proteine animali ne sono responsabili”.
Indice puntato anche contro il pesce (“chi mangia pesce si nutre di mercurio”!), le uova (“iperproiteiche e iperlipidiche, con conseguenti problemi cardiaci per i consumatori”), il latte vaccino (veri e propri bicchieri di pus che ingeriti diventano colla, rendendo complicato il funzionamento di tutto l’organismo), zuccheri, sale sbiancato e farine raffinate (lo sapevate? Il 90% della produzione italiana di grano è della tipologia Creso, frutto della mutagenesi nell’incrocio tra grano messicano Cymmit e il nostrano Cp B144, mutante Senatore Cappelli, sottoposto a bombardamento con raggi gamma: da qui l’esplosione di intolleranze e celiachia?). La salvaguardia della salute passa quindi nella riscoperta di una vera dieta mediterranea, per l’esattezza quella dei contadini della Basilicata di inizi Novecento: pane (integrale), legumi, frutta, ortaggi, verdura e (di rado, per chi scegliesse di non optare per il radicalismo Veg) carne bianca, oggi diremmo ‘biologica’, cioè priva di ormoni, farmaci e residui di trattamenti industriali/chimici tipici degli allevamenti intensivi.

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