Yoga a scuola. Si, ma quale (Yoga)? E come?

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di Maurizio Martucci

 

La transizione dell’Io individuale nel Noi collettivo: nell’immaginario, l’era dell’Acquario riunisce i megaliti di Stonehenge, le porte solstiziali di Giano e i bagni sacri nel Gange, quando il Sole allo zenit entra nel Cancro e l’energia cosmica, verticalmente, si canalizza con il pranayama. Ne sarà al corrente il Premier Paolo Gentiloni che, da New Delhi in visita dall’omologo indiano Narendra Modi, ha ipotizzato di introdurre lo Yoga a scuola nelle ore di educazione fisica? Cosa succederà? Non si corre il rischio di annacquare una pratica millenaria affidandola, magari, all’insegnamento di persone inesperte? E poi, come si può pensare di praticare Yoga (disciplina che lavora sui piani sottili, energetici) in ambienti (come le scuole) irradiati costantemente da onde elettromagnetiche pulsate dal Wi-Fi?

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Al netto di polemiche e perplessità, l’idea non dispiace affatto alla Federazione Italiana Yoga che, mostrandosi favorevole alla proposta ‘Yoga a Scuola’ di Gentiloni, mette le amni avanti e dice: avremmo “il compito di certificare che gli insegnanti iscritti all’Albo abbiano intrapreso un percorso di formazione e ottenuto il diploma federale, abbiano maturato almeno due anni di esperienza di insegnamento dopo il diploma e seguano annualmente i corsi di aggiornamento” Chiaro, ma oltre l’aspetto burocratico c’è dell’altro?

 

Un’oculata chiave di lettura l’offre lo scetticismo ‘consapevole’ di Barbara Jasjit Kaur Conte, 15 anni tra Yoga Kundalini (secondo gli insegnamenti del Maestro Yogi Bhajan) e Sat Guru Charan (riflessologia plantare con approccio meditativo) ora al servizio del nuovo centro olistico Leitmotiv Academy di Roma: “Il rischio è che diventi una variante dell’ora di ginnastica, c’è tanta confusione, colpa della commercializzazione di una pratica millenaria che, se sdoganata nelle scuole, rischia di perdere l’essenza più profonda.” Esempio? “Non vorrei si possa correre il rischio di soddisfare l’ego di insegnanti poco inclini alla disciplina, pensando allo Yoga anche come valvola di deresponsabilizzazione per le famiglie.” E quale sarebbe, per lei, il pericolo di uno Yoga di massa per bambini? “Che la situazione possa sfuggire di mano. Lo Yoga s’è preservato fino ad oggi perché da sempre è stato trasferito da maestro a discepolo e per ricevere quella sapienza antica dovevi sudare sodo! Più che per gli alunni delle scuole, proporrei lo Yoga ai loro genitori: dovrebbero trasmettere ai figli uno stile di vita sano!”

 

Proviamo a caprine di più, partendo da una semplice domanda:  cos’è lo Yoga? “Uno dei significati del termine ‘yoga’ deriva dal sanscrito ‘yujir’, cioè unire – afferma Svamiji Yogananda Ghiri, guida spirituale del monastero hindù Matha Gitananda Ashram (presso Savona), di recente a Roma per una cerimonia con l’Ambasciata d’India nell’ultimo Diwali (festa della luce) – una radice significativa della necessità di relazioni simpatetiche per una società pacifica e non violenta nel rispetto dei valori universali che lo Yoga insegna: è corpo, mente e anima della spiritualità, un diffusore di valori etici che favoriscono rispetto e sensibilità per l’ecosistema”.

 

Ma dove sta andando lo Yoga? E quale funzione può rivestire in Occidente per chi non è induista, buddhista né sikhista? L’ho chiesto a Jayadev Jaerschky, tedesco trapiantato nella comunità spirituale Ananda (vicino Assisi), discepolo del Maestro Paramhansa Yogananda attraverso Swami Kriyananda, fondatore della Scuola europea di Ananda Yoga. “Possiamo fare molto per contribuire a una soluzione di benessere in un mondo messo male. C’è tensione, aggressività, instabilità economica: lo Yoga insegna a guardare dentro, attraverso il respiro dona felicità in equilibrio a chi lo pratica”. Gli chiedo se non ci sia il rischio di uno svilimento del messaggio originario, di uno Yoga 2.0 mercificato nella speculazione. Tra i vari (cosiddetti) yoga della risata, acrobatico, in sauna, a cavallo. E poi che ne sarà dello Yoga a scuola ipotizzato da Gentiloni? “Consiglio di seguire la via tracciata da Maestri di alta levatura, altrimenti lo Yoga diventa fitness, ginnastica”, spiega Jaerschky. E in termini sottili, lo Yoga è benefico contro lo stress, agendo sulle vibrazioni negative di tensione veicolate dai mass media e contro le tossine dell’elettrosmog e dell’inquinamento ambientale. Lo Yoga ci aiuta? “Se il nostro campo energetico è equilibrato diventiamo inattaccabili. Va rafforzata l’Aura, ristabilito un flusso di prana corretto per donarci salute, sciogliendo blocchi energetici”.

 

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Sembra chiaro: nell’oscura era di Kali, ci salverà lo Yoga! Sì, ma quale?Seguiamo la tradizione degli Yoga Sutra di Patanjali, lo Yoga delle origini, tantra shivaita kashmiro della tradizione Kaula. Lo Yoga come filosofia ortodossa e via assoluta nel praticante – forte di una consapevolezza trentennale”, mi ripete il romano Hari Ji (con approccio laico ha fondato Yogadharma e con Bibi Guru Inder dirige l’Ashram di Bracciano) – Non c’è nulla è da aggiungere o eliminare in noi, abbiamo già l’Essenza assoluta, la Totalità, il Tantra. Lo Yoga è l’ascesa laica per eccellenza, oltre dogma, credenze e religioni”. Però? “Il nostro campo magnetico oggi è minacciato da relazioni esterne pericolose. Per fuggire le violenze si può spegnere internet e tv, non leggere i giornali, ma non ci si sottrarrà da quest’immersione di frequenze senza senso”. C’è chi parla di ipnosi di massa, di una vita imposta dal sistema per produrre e consumare, dove l’unica libertà resta la scelta di prodotti ‘globalizzati’ diversi. E invece? “Con lo Yoga possiamo difenderci autorevolmente, riprenderci l’amore per la vita. Intensificando il nostro personale ‘scudo protettivo sottile’, riequilibrando i Chakra, i centri di coscienza ed energia custoditi in ognuno di noi. La via del dharma è un lungo sentiero spersonalizzato di ‘azione e sperimentazione senza richiesta’: può portare al risveglio, realizzando il sé”. Andare oltre l’apparenza del mondo fisico? E’ così oggi nelle megalopoli d’Europa come ieri sulle vette dell’Himalaya? “Lo Yoga è consapevolezza, tecniche di concentrazione e meditazione, mantra e mudra potenti per la difesa nostra e del pianeta”.

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