Giorgio Matteucci: col digitale hanno ucciso la scuola, “informatici al posto di docenti” – ALLERTA 5G

Qualcuno, venuto dalla Silicon Valley, ha convinto Governi, Ministri dell’istruzione, dirigenti scolastici, insegnanti e mondo della scuola che per formare i nuovi studenti non si può non avere Tablet, LIM, E-book, stare in DAD e usare Byod in classi irradiate dal Wi-Fi, in attesa di Metaverso, aule 5G in visore ottico e realtà aumentata. Questo perché negli ultimi anni, prendendo il posto di pedagogisti e docenti, un nutrito novero di ingegneri e informatici si è travestito da educatori, spogliando la scuola delle sue naturali prerogative e sembianze per rivestirla con abiti nuovi nel nome del progresso tecnologico. Da qui le domande: a cosa servono i diari scolastici cartacei se abbiamo i registri elettronici? A cosa servono la storia, la filosofia e le scienze umane quando ci sono le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione? A cosa serve il pensiero critico se abbiamo il pensiero computazionale? A cosa servono le aule di mattoni se abbiamo le classi virtuali? A cosa serve allenare l’attenzione se ci sono i videogiochi educativi? Alcune risposte prova a darle “Il Libro nero della scuola. Come le lobby dell’educazione tecnologica e digitale hanno conquistato la scuola, gli studenti e il futuro post-pandemia” (Arianna Editrice).

Per Allerta 5G, in esclusiva su La Casa del Sole Tv il giornalista d’inchiesta Maurizio Martucci ne parla con l’autore e docente scolastico Giorgio Matteucci.

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