Qatar 2022: i mondiali di calcio sono lo spot del Grande Reset – IL TECNORIBELLE

36^ e nuova puntata de Il Tecnoribelle, pillole tecnoscettiche del giornalista d’inchiesta Maurizio Martucci in esclusiva su Come Don Chisciotte.org e in collaborazione con OASI SANA. Regia di Giulio Bona.

Gatekeeper, depistatori e strilloni sono tutti fuori pista: ‘Qatar, un paese in cui ci sono più ombre che luci’, ‘il Mondiale della morte’, ‘il Mondiale dello sfruttamento dei lavoratori’. ‘Il Mondiale delle partite senza birra in una paese in cui vige la pena di morte e i diritti umani sono calpestati. ‘L’inedito Mondiale tra novembre e dicembre in un Golfo Persico senza tradizione pallonara’. E da lì senza sosta, via discorrendo, avvantaggiati dal vuoto azzurro di Roberto Mancini, fuori l’Italia dal torneo calcistico più prestigioso al mondo: ‘boicotta FIFA Qatar 2022’, il mantra dalle curve ultrà fino alla versione edulcorata di Rosario Fiorello, tutti a dire ‘no, no, no a questi campionati’ … compresi Codacons e Famiglia Cristiana. Peccato però che lo dicano eludendo il vero bersaglio. Perché?  Perché il motivo per cui bisogna criticare, denunciare e boicottare questa follia mondiale mascherata da 11 contro 11 nel piccolo emirato, sta tutta nel Grande Reset che questo torneo sfacciatamente rappresenta. E lo spacciano pure per pratica sportiva: ascoltate!

Noto come il football e gli stadi siano da sempre laboratorio sociale e da decenni terreno di sperimentazioni tecno-digitali, dopo la tessera del tifoso come Green Pass ante-litteram, dopo i tifosi ‘virtuali’ come ologrammi su spalti vuoti per confinamento da Covid e dopo la sciarpa biometrico-intelligente, cioè col microchip sul collo per controllare le emozioni dei fans a Manchester, la 22^ edizione della Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022 è un vero e proprio spot pubblicitario della Quarta Rivoluzione Industriale: i 350 autobus FIFA che per tutta la manifestazione trasporteranno i giocatori delle 32 nazionali nei rispettivi ritiri e campi da gioco, sono infatti tutti dotati di banda larga mobile, tra questi circa 300 anche in versione Wi-Fi. E Ooredoo, operatore ufficiale di telecomunicazioni per Medio Oriente e Africa, in tutti gli impianti sportivi del Qatar sta sperimentando la sua pionieristica rete 5G da 3,5 Ghz con velocità download superare ad 1 Gbps, irraggiando tutti i tifosi sugli spalti prima, durante e dopo i 90 minuti di gioco. E ancora: per entrare in ognuno degli 8 stadi dai 40 agli 80.000 posti seduti, confortevoli e coperti, ai cancelli d’ingresso ogni spettatore deve prima passare il vaglio del riconoscimento biometrico digitale, cioè “la scansione di documenti di identità (…) integrata con lo scanner dell’iride”, membrana oculare, con tanto di assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale a condurre l’intera l’operazione, mentre una volta dentro, i tifosi sono sorvegliati a vista d’occhio da 15.000 telecamere con riconoscimento facciale e droni volteggianti in aria, come una sorta di realtà aumentata sfoggiati in cielo nella sfida inaugurale vinta dall’Equador per disegnare una maxi-coppa dorata.

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Ma c’è di più. Perché negli stadi anche la grafica è stata resa smart e realizzata con algoritmi di “intelligenza artificiale calcistica migliorata” per scendere in campo coi calciatori e rendere lo spettacolo più liquido possibile nell’era virtuale dei social. Non solo. Sul rettangolo di gioco, c’è poi l’esordio assoluto del VAR robotico, cioè dell’assistente robotico per i direttori di gara, dove 12 telecamere più un sensore in-ball inviano i dati al robot che poi il VAR comunica all’arbitro girando simultaneamente il responso agli organi di stampa in modello 3D, ovvero la dinamica tridimensionale dell’azione incriminata, ridotti da 70 a soli 25 secondi d’attesa il tempo limite prima che un goal dubbio possa essere più o meno convalidato.

Doha, capitale del Qatar, ovviamente è poi la Smart City dell’emiro: qui tutte le automobili sono controllate in modalità Smart Road con Traffic Technologies, ovvero una rappresentazione digitale della rete stradale per una gestione più efficiente del traffico, stimato che entro il prossimo anno in Medio Oriente le cosiddette auto intelligenti rappresenteranno il 37% del totale di quelle su strade, tutte dotate di tecnologia di bordo, tra sensori e telecamere, in grado di monitorare gli errori del conducente e qualsiasi violazione del codice stradale. Più o meno come in Cina.

Insomma, esattamente come a Dubai dove pochi mesi fa si è tenuto il summit del Nuovo Ordine Mondiale, dopo gli Emirati Arabi adesso si è passati in Qatar dove i mondiali ne sono l’alfiere trasmesso in mondo visione, vessillo di quel traghettamento transumanista che, attraverso le nuove tecnologie, punta a disumanizzare società civile e umanità intera, proprio come fosse un gioco. Tra un fuorigioco e un assist, tra un algoritmo e un robot. Pronostico? 1-X-2 dico … attenti alla Germania… Klaus Schwab, il guru del Forum Economico Mondiale a Bali con capi di Stato e Governo nel recente G20, è infatti socio onorario del Bayern Monaco. Al teorico del microrchip nel cervello umano, quindi, il giocattolo calcio interessa eccome: saranno i panzer ad alzare al cielo la prima edizione della Coppa del Tecno-Mondiale?  

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