Religioni e indigeni attaccati dalla transizione digitale. Obiettivo? cancellare tracce d’elevazione spirituale – IL TECNORIBELLE

31^ e nuova puntata de Il Tecnoribelle, pillole tecnoscettiche del giornalista d’inchiesta Maurizio Martucci in esclusiva su Come Don Chisciotte.org e in collaborazione con OASI SANA. Regia di Giulio Bona.

Lignaggi millenari, popoli indigeni e spiritualità, dogmi secolari e religioni prede privilegiate della transizione digitale, apripista del transumanesimo, l’apocalisse pianificata nel grande resettaggio dell’umanità. Nell’incomprensione generale di praticanti, osservanti e ignari fedeli, l’operazione mistificazione di sacro e metafisica sta infatti passando attraverso la trasposizione artificiale dei piani, in cui la finzione prevale sul vero e sul rito grazie a realtà aumentata, robotica e Intelligenza artificiale, strumenti prediletti della cancel culture, la cancellazione dell’identità culturale per estirpare dalla faccia della terra ogni traccia d’elevazione spirituale.

A Parigi s’è appena tenuto Pawa ‘tecnologie antiche e future a confronto’, insolito raduno da 32 nazioni tra esponenti religiosi-spirituali persino dell’Amazzonia e imprenditori dell’Hi-Tech, compreso quel Tony Fadell padre dell’IPad, dell’IPhone e dell’Internet delle cose del 5G, raduno internazionale parigino dove Web 3.0, Metaverso, Bitcoin e cosiddetti ‘algoritmi del risveglio’ si sono ereticamente amalgamati con la sapienza indigena per esplorare un futuro ibrido a misura di cyborg. “Pawa riguarda la creazione di connessioni tra il mondo materiale e i regni spirituali, ci dicono, “preparati a esplorare il futuro capendo come la coscienza possa essere la base fondamentale per condurre all’auto-trasformazione”, che ambisce ad ergersi come movimento di “cambiamento”.

CLICCA SOTTO – GUARDA LA NUOVA PUNTATA DE IL TECNORIBELLE

Cambiamento che in realtà è già iniziato anche tra i cristiani cattolici e all’interno dell’Unione Buddhista Italiana. Dopo la Fondazione ‘renAIssance‘,cioè rinascimento dove AI sta per Intelligenza artificialeche con le nuove tecnologie sono “un dono di Dio”, parola di Papa Francesco, tocca ora al Cyber-Buddha, dialogo sull’Intelligenza artificiale, tema forte del prossimo Festival Mimesis di Udine. “Nel prossimo futuro lo sviluppo esponenziale dell’intelligenza artificiale è destinato a cambiare le nostre vite – scrivono i buddisti italiani disposti a riconsiderare in ottica tecnologica millenni di tradizione del Siddhārtha Gautama – sono ormai pochi i decenni che ci separano da un’intelligenza artificiale in grado di eguagliare, persino di superare il pensiero umano“.

In pratica ce lo dicono tutti: siamo al sorpasso e così se già nel 2020 il Vaticano ha promosso la conferenza su “etica e robotica”, il collegamento tra Bibbia e Intelligenza artificiale e il nesso tra fede e tecnologia è tema di un articolo su Agenda Digitale a firma di Don Luca Peyron, Teologo Università Cattolica, Apostolato digitale Diocesi di Torino: “il binomio Cristianesimo e intelligenza artificiale – scrive il tecno-teologo – rivela l’esistenza di un nesso attendibile dal punto vista credente e culturale tra la fede in Gesù Cristo e l’intelligenza artificiale,“ tanto che i Gesuiti della Compagnia di Gesù si sono sentiti di dedicare all’Intelligenza artificiale la monografia «Accènti» di Civiltà Cattolica, dove si parla di “praticabilità e possibili principi di un «umanesimo digitale».

Che significa? Che non è complottismo né fantascienza, ma che siamo tutti sotto attacco. Perché se dopo i Governi pure il mondo religioso-spirituale è disponibile al ricatto della transizione digitale mimetizzandosi dietro sterili compromessi e futili spartiacque evolutivo-esistenziali, vuol dire che a breve la tecno-clonazione dell’identità potrebbe disumanizzarci nel progresso tecnologico spingendoci nel tramonto dell’umanità per l’alba del transumanesimo, con la complicità di clero, teologi e spiritualisti assuefatti. Ma non è detta l’ultima. Perché se in un tempio del Giappone c’è già un monaco robot, a Pechino un sacerdote androide e in Germania a Wittenberg, dove teologia la insegnava un certo Martin Lutero, un prete-robot con touchscreen e luce LED dalle mani oggi impartisce benedizioni in 5 lingue, per fortuna 9.000 sciamani russi degli Orchi hanno celebrato un rito contro l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale! Oho Mitakuye Oyasin.

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...