Uruguay, giudice ordina allo Stato: “specificare se nei sieri c’è grafene e nanotecnologie”

Ordinanza senza precedenti in Sud America. Nell’ambito di un giudizio civile intentato per sospendere le politiche di vaccinazione dei minori a partire dai 5 anni di età, Alejandro Recarey, giudice supplente con equità del tribunale per il contenzioso amministrativo, ha ordinato alla Presidenza del Governo della Repubblica Orientale dell’Uruguay, al Ministero della Salute Pubblica, all’Amministrazione statale dei servizi sanitari (ASSE) e alla Pfizer di presentare entro domani 6 Luglio 2022 ore 9.00 tutte le informazioni sui vaccini anti-covid-19, chiarendo se – si legge nel dispositivo in cui si elencano 15 punti – “i cosiddetti vaccini (o quali di essi) contengono la sostanza denominata messaggero RNA“, se c’è la “possibile presenza di ossido di grafene nei cosiddetti vaccini” ed infine se “quelli etichettati come vaccini contengono o possono contenere elementi nanotecnologici“. Sempre nell’ordinanza, il magistrato uruguagio chiede alle autorità statali ed alla multinazionale americana “se sono state studiate terapie alternative anticovid-19” e “in caso negativo, chiariscano perché queste soluzioni non sono state esplorate“. Le richieste del giudice, di capirne di più sui contratti di acquisto e le loro clausole, fino alla composizione dei vaccini e alle loro implicazioni, così come chiarito hanno come oggetto l’“istruzione probatoria”.

Contrariamente alla posizione negazionista, sulla presenza di grafene e nanotecnologie all’interno dei sieri genici sperimentali convergono invece diversi test ed analisi effettuate nel mondo da ricercatori indipendenti che sostengono di averne trovato la prova. In Italia, una denuncia presentata lo scorso anno alla magistratura è poi partita dai medici Franco Giovannini, Gianpaolo Pisano e Riccardo Benzi Cipelli, autori della prima ricerca italiana condotta sul sangue di soggetti inoculati e sintomatici. Secondo Benzi Cipelli. intervistato dal giornalista d’inchiesta Maurizio Martucci sia per OASI SANA che per la Casa del Sole TV, “nel sangue materiale presumibilmente grafene, abbiamo tanti indizi coerenti e concordanti per affermarlo e ci sono brevetti per l’utilizzo dell’ossido di grafene come coadiuvante nei vaccini. E’ un materiale tecnologicamente formidabile ma anche un tabù come il 5G, nonostante le nano-tecnologie iniettabili siano state messe a punto già dal 2015.Dopo la ricerca abbiamo depositato una formale denuncia in Questura, adesso auspico un intervento e le indagini della magistratura!

Ricerca shock, Benzi Cipelli: “grafene nel sangue degli inoculati? Ora indaghi la magistratura!” – INTERVISTA ESCLUSIVA OASI SANA

Noto per la sua posizione terza, indipendente da qualsiasi altro potere dello Stato, il giudice sudamericano Recarey in passato si è distinto per aver adottato posizioni integerrime ed intransigenti nei confronti dell’esecutivo e della politica parlamentare. Nel 2019 ha denunciato l’ex ministro della salute Jorge Basso per disprezzo verso la toga, per non aver “rispettato una sentenza emessa dallo stesso Recarey in merito all’acquisto di un farmaco e non aver partecipato all’udienza indetta dal giudice“. Nel 2003, sempre Recarey, ha poi affrontato l’amministrazione di Jorge Batlle (Presidente dell’Uruguay dal 2000 al 2005, morto nel 2016) per la ricerca dei resti della militante anarchica Elena Quinteros, sequestrata e scomparsa nel 1976 durante la dittatura militare degli anni ’70.

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