“La fabbrica della manipolazione per il condizionamento mentale”, Perucchietti-Marletta denunciano il controllo sociale nell’avvelenamento della verità

La crisi della democrazia fonda sul controllo sociale nell’appiattimento al pensiero unico come assenza di contraddittorio e alternativa. E l’automatizzazione dei cittadini passa dalla fabbrica della manipolazione come strumento di condizionamento mentale. Perché chi controlla il tuo immaginario, controlla la tua volontà! E’ questo il perno intorno a cui ruota la seconda edizione aggiornata e ampliata de La fabbrica della Manipolazione. Come difendersi Dal condizionamento mentale, libro scritto a quattro mani dai saggisti Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta per Arianna editrice. «La manipolazione consapevole e intelligente, delle opinioni e delle abitudini delle masse svolge un ruolo importante in una società democratica – si legge nel testo, citata una massima del lontano 1928 di Edward Bernays, fondatore delle Pubbliche Relazioni ma soprattutto ideologo degli attuali spin doctors – coloro i quali padroneggiano questo dispositivo sociale costituiscono un potere invisibile che dirige veramente il Paese. Noi siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità, orientare i nostri gusti, suggerirci cosa pensare».

Per gli autori, alla base della società contemporanea vi è l’utilizzo costante e scientifico di tecniche sempre più sofisticate di manipolazione per plagiare le menti e ottenere il consenso. Il controllo si presenta sotto forma di “mode” e tendenze culturali apparentemente spontanee, attraverso cui gli architetti del mondialismo plasmano la mentalità e il pensiero della masse. «Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato» scriveva profeticamente George Orwell in 1984.

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In un’avvincente lettura che straborda di citazioni e riferimenti storici il più delle volte sconosciute al grande pubblico, Perucchietti e Marletta snocciolano una dopo l’altra le regole auree dell’ingegneria sociale, utilizzate da quelli che Giulietto Chiesa definiva come i Padroni Universali, cioé l’elité neoliberista protesa ad immunizzare la società dall’autonomia e dal libero arbitrio, spingendo le masse in una vera e propria riprogrammazione mentale. E’ la matrix, la narrazione del Grande Fratello, l’appiattimento nell’omologazione.La propaganda e l’ingegneria sociale non servono solo a plasmare l’opinione pubblica e a eterodirigere il consenso, ma tendono anche a creare un essere umano omologato, intercambiabile e unidimensionale, che pensa e agisce come tutti gli altri: un clone tra i cloni che sia talmente svuotato e spersonalizzato da seguire passivamente le scelte imposte dal Sistema“.

Dai primi esperimenti di manipolazione mentale del dopoguerra alla “rivoluzione culturale” degli anni ’60; dalla “nuova morale sessuale” all’ideologia di genere; dalla nascita dell’arte contemporanea alla genesi delle rivoluzioni “democratiche” nei paesi dell’est europeo e del Medio Oriente; dal sorgere della “nuova spiritualità” allo sviluppo dei Fondamentalismi Religiosi, il saggio ripercorre una storia altra dell’età contemporanea, tanto misconosciuta quanto inquietante. Quella della verità avvelenata. «L’erosione della democrazia avviene svuotando progressivamente da un lato le nazioni del proprio potere e della propria sovranità, dall’altro facendo diventare tutti noi dei soggetti passivi, dei meri consumatori».

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