Roberto Cingolani si dimette: fuori un transumanista dal Governo (ma ne restano altri, uno aspira al Colle)

di Maurizio Martucci

Il mio compito è esaurito, lascio l’incarico“. Così Roberto Cingolani: tra annunciati blackout e catastrofi ambientali da cambiamenti climatici, il ministro della Transizione ecologica ha anticipato l’uscita dal Governo Draghi. Oltre ai conflitti interni tra il MoVimento 5 Stelle, secondo rumors pomo della discordia sarebbe l’ascesa del Presidente del Consiglio al Quirinale. Da qui la rottura del fisico-manager in aspettativa da Leonardo (ex Finmeccanica), noto per le sue posizioni transumaniste, mai nascoste né edulcorate. “L’uomo è superato, meglio i robot“, in un convegno organizzato da Limes ha di recente proclamato, teorizzando un tecno-umanesimo otto anni dopo aver dichiarato chel’essere umano è un parassita perché consuma energia senza produrre nulla“. Ma non solo.

“Oggetti intelligenti molto piccoli in grado di viaggiare nel corpo umano, nanotecnologie nella misura di nanometri”, ripeteva Cingolani al tempo in cui era Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, mentre nel Congresso Mondiale della Telefonia Mobile di Barcellona il grafene veniva presentato come un devices, dispositivo di connessione tra cervello umano e macchina. “Il pianeta è progettato per 3 miliardi di persone”, continuava il ministro dimissionario senza poi chiarire dove sarebbero finiti i restanti 4,85 miliardi di cittadini in esubero, scritto poi a quattro mani il libro ‘Umani ed Umanoidi. Vivere coi robot‘: “Tra vent’anni potrebbe esserci un umanoide amico in ogni casa per assistere i nonni, portare i nostri figli a scuola e prepararci il caffè“.

In ossequio al lancio del 5G favorevole all’innalzamento dei limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica dalla media dei 6 V/m fino al pico dei 61 V/m, Roberto Cingolani è un esperto di robotica e intelligenza artificiale e nel 2018 ha partecipato al Festival Economia di Trento per parlare del rapporto fra uomo e robot portandosi dietro iCub, un robot umanoide dalla manifattura alla movimentazione, il packaging, l’ambito sanitario. L’automazione è ovunque, è un ecosistema di macchine che lavora con noi. Icub è un robot umanoide con le sembianze di un bambino: ne abbiamo venduti 40. Serve per sviluppare interazioni cognitive, la lingua, le protesi, macchine per la riabilitazione, ma anche per produrre la pelle come quella umana, telecamere, motori e batterie di nuova generazione. È un robot palestra che ha tutti i sensi, tatto vista e udito e che ci ha consentito una serie infinita di applicazioni in ambito medicale”. Sempre nel 2018, Cingolani è stato relatore in un incontro promosso dalla Bayer Italia. Titolo? “Un robot come amico“, ovvio! (PS, in tempi di crisi sanitaria e obbligo vaccinale di massa, è bene specificare come oltre al marchio Aspirina® la Bayer Healthcare Manufacturing Srl produca “specialità farmaceutiche” e il “confezionamento e la distribuzione di prodotti medicinali” e dal 2022 pure il vaccino antiCovid sviluppato dalla connazionale tedesca CureVac…. non è un’eresia della cospirazione, il sillogismo robot+vaccini è vivo e vegeto!)

Con le dimissioni di Cingolani, l’esecutivo Draghi perde quindi una figura chiave delle politiche transumaniste di governo. Ma per quanti vogliono restare umani e stasera intendano brindare anticipando il Capodanno, non c’è molto da rallegrarsi: in sella restano ancora Vittorio Colao (“col 5G si potranno Iniettare sostanze mediche in remoto“, la massima dell’ex bocconiano apicale in Vodafone e Verizon) e lo stesso Mario Draghi, dai tempi della Banca d’Italia in tandem stretto col Forum Economico Mondiale e Klaus Schwab, il guru di Davos appena ricevuto a Palazzo Chigi, visionario del microchip nel cervello delle persone, quello per cui “il futuro metterà alla prova la nostra concezione di ciò che significa essere umani, sia dal punto di vista biologico che sociale. Già oggi i progressi delle neurotecnologie e delle biotecnologie ci costringono a chiederci cosa significhi essere umani”. Insomma, avanti un altro e sotto a chi tocca. C’è ancora tempo per i fuochi artificiali col grande botto finale!

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