Francia, rapporto sul 5G dall’agenzia governativa sulla salute: scienza libera ed associazioni partecipano per correggere il tiro

C’era una volta la democrazia partecipata. O forse c’è ancora, ma di certo non in Italia. Senza alcuna consultazione popolare, nè consenso informato da parte dei cittadini sottoposti ad una vera e propria sperimentazione a cielo aperto, calato dall’alto il 5G adesso si cerca di correre ai ripari. Ma in Francia, dove le pressioni della comunità e la contestazione del movimento transalpino per la precauzione e la prevenzione del danno da wireless, ha portato l’agenzia governativa per la salute ANSES alla pubblicazione di un rapporto di 250 pagine sugli effetti sanitari del 5G. “Il rapporto volta le spalle alle preoccupazioni circa la diffusione del 5G, espresse da molti scienziati, professionisti sanitari, nostre organizzazioni e cittadini sia in Francia che in Europa”. Per sei settimane il rapporto potrà essere valutato da una consultazione pubblica aperta a tutti gli esperti ed alle libere associazioni che adesso cercano di correggere il tiro.

CLICCA QUI – LEGGI E SCARICA IL RAPPORTO ANSES SUL 5G

ANSES, agenzia pubblica francese dei rischi in ambito alimentare, ambientale e lavorativo supervisionata dai ministri della Salute, Agricoltura, Ambiente, del Lavoro e dei Consumatori, martedì 20 Aprile 2020 ha pubblicato un parere e una bozza di rapporto sui possibili rischi per la salute derivanti dall’esposizione al 5G. Questo rapporto è ora sottoposto a consultazione pubblica per un periodo di sei settimane per consentire a scienziati, professionisti sanitari, esperti e organizzazioni di esprimere le loro opinioni, commenti e proposte sul rapporto. C’è tempo fino a martedì 1 giugno 2021 per partecipare. Intanto un cartello di associazioni (Alerte Phone Gate Ong, Criire,. Sera, Robin des Toit) ha diffuso una nota stampa che OASI SANA riporta integralmente per il pubblico italiano.

Secondo ANSES, “la conseguente esposizione ai campi elettromagnetici (dall’impiego del 5G) non è rappresentativa oggi di ciò che sarà in futuro.” L’agenzia rimane confusa sulle diverse modalità di esposizione tra telefoni cellulari, antenne, oggetti connessi. Non affronta l’effetto cumulativo dovuto all’esposizione a tutte le frequenze, proponendo solo un’analisi differenziata per bande.

Seguendo direttamente le linee guida dell’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection), i cui conflitti di interesse sono ben noti, l’agenzia considera solo gli effetti termici come effetti sulla salute, ignorando volontariamente gli effetti biologici.

Allo stesso tempo, si basa sui dati ANFR, citando valori di esposizione più che discutibili di 1,5 V / m, per confermare l’assenza di effetti sulla salute del 5G. L’agenzia non tiene conto dell’esposizione permanente in tutti i luoghi generata da tutti i nuovi dispositivi necessari per il funzionamento di miliardi di oggetti collegati.

Le nostre organizzazioni sono preoccupate per questo capovolgimento delle opinioni di ANSES fornite nei suoi precedenti rapporti del 2016 e del 2019, tra cui quello intitolato “I telefoni cellulari portati vicino al corpo e alla salute“, un rapporto che è stato totalmente ignorato oggi. Non hanno trovato risposte alle loro domande, né sui diversi scenari di esposizione né sulle strategie di protezione e prevenzione che avevano richiesto nella loro lettera del 19 aprile al Direttore Generale di ANSES, Roger Genet. Saranno molto vigili sulla proposta dell’agenzia di “mettere in piedi un programma per monitorare l’esposizione ai campi elettromagnetici”, in particolare per quanto riguarda i protocolli implementati, soprattutto per l’esposizione ai telefoni cellulari, le principali fonti di emissioni, per non parlare del nuovo connesso oggetti.

Il rapporto sul 5G è stato sottoposto a consultazione pubblica per sei settimane il 20 aprile ed è quindi probabile che venga modificato. Le nostre organizzazioni faranno tutto quanto in loro potere affinché ciò avvenga e saranno estremamente attente ai dati scientifici e tecnici forniti nonché al parere finale formulato.

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