5G, in sciopero della fame contro l’innalzamento dell’elettrosmog: “no 61 V/m, overdose elettromagnetica!”

Per favorire il 5G nell’installazione di milioni di nuove antenne via terra e del Wi- Fi dallo spazio, Governo e Parlamento sono intenzionati a mettere seriamente a rischio la salute pubblica, completamente ignorate le evidenze sull’inadeguatezza e la pericolosità degli standard di wireless ed Internet delle cose.

Nella Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza approvata dalla IX Commissione (Trasporti, poste, telecomunicazioni) della Camera dei Deputati, si chiede infatti di innalzare drasticamente l’elettrosmog passando dall’attuale media di 6 V/m ad un massimo di 61 V/m (valore per il campo elettrico) e da 0,1 Watt/mq ad un massimo di 10 Watt/mq (valore per la densità di potenza del campo elettromagnetico in alta frequenza).

Si tratta di un’overdose di radiofrequenze che metterebbe ognuno, in maniera definitiva, in ostaggio di irresponsabili politiche votate alla sperimentazione permanente sull’intera popolazione, riscontrati gravi pericoli per l’umanità e l’ecosistema come provato dai numerosi casi di malati ambientali, sentenze di tribunale e da ampia letteratura biomedica.

Per scongiurare l’aumento dei limiti italiani sulle emissioni elettromagnetiche nel rinnovo della moratoria nazionale sul 5G ispirata al principio di precauzione e di prevenzione del danno, Alleanza Italiana Stop 5G promuove una catena solidale per lo sciopero della fame, invitando i cittadini consapevoli ad aderire in questa civile forma di lotta politica e sociale.

Con l’obiettivo di sensibilizzare Governo Draghi, Parlamento italiano e mezzi di informazione, da Martedì 13 Aprile 2021 si metterà in moto una virtuosa staffetta di cittadini in sciopero della fame.

PERCHE’

Siamo giunti al punto di non ritorno. La condizione attuale, critica ed emergenziale dell’Italia nel sistematico calpestamento di diritti costituzionali, civili e umani, impone scelte consapevoli e forti in grado di risvegliare le coscienze, sensibilizzando l’opinione pubblica su un grave problema di interesse generale, volutamente sottostimato per i troppi interessi in gioco. Se nel Piano nazionale di ripresa e resilienza venisse infatti dato il via libera alla legalizzazione di uno tsunami elettromagnetico senza precedenti, chiunque si troverebbe impossibilitato a trovare anche un solo lembo d’aria non elettrizzata. Non è questo il futuro che vogliamo!

COME ADERIRE

Lo sciopero della fame è una forma di protesta nonviolenta caratterizzata dal digiuno degli scioperanti. Liberamente e in coscienza, ognuno – autonomamente secondo le proprie condizioni e possibilità – può scegliere il numero dei giorni in cui praticare lo sciopero della fame: è richiesta l’adesione per un minimo di 24 ore, a partire da Martedì 13 Aprile 2021.

COSA FARE

Acconsentendo al trattamento dei dati come descritto nella dichiarazione di consenso sul sito Internet ufficiale di Alleanza Italiana Stop 5G (www.alleanzaitalianastop5g.it), si può scrivere una email all’indirizzo stop5gmeeting@gmail.com indicando NOME, COGNOME, GIORNI DI SCIOPERO SCELTI, se si desidera allegandoanche ad un proprio messaggio di testo e/o video.Nella successiva risposta fornita della Segreteria organizzativa, verrà indicata la calendarizzazione della virtuosa staffetta di cittadini in sciopero della fame, con l’obiettivo di creare un’azione congiunta senza soluzione di continuità.

LA VIRTUOSA STAFFETTA

Le date in cui verrà praticato lo sciopero della fame, i nominativi dei partecipanti e i loro messaggi di testo e/o video saranno pubblicati sui mezzi di comunicazione e canali social di Alleanza Italiana Stop 5G, forniti anche ai mezzi di informazione.

LA PETIZIONE

Infine, la richiesta di non innalzare i limiti italiani sulle emissioni elettromagnetiche è per altro già contenuta nella petizione Stop 5G lanciata nel 2019 da Alleanza Italiana Stop 5G e già sottoscritta da oltre 62.000 cittadini, nella richiesta al Governo dimantenere gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica, puntando sulla minimizzazione del rischio proprio come indicato nei Report del Bioinitiative Group, dal Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e l’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011, volta ad un abbassamento dei limiti di legge a 0,6 V/m nell’immediato e a 0,2 V/m sul lungo termine, valutando tutte le opinioni critiche e i giudizi negativi giunti dalla comunità scientifica in merito agli effetti di un eventuale innalzamento dei limiti di legge, abrogando altresì l’articolo 14 del Decreto Sviluppo “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (DL n° 179 del 18/10/2012 pubblicato sulla G.U. n° del 19/10/2012), che impone una misurazione dei campi elettromagnetici su una media di 24 ore (valore arbitrario), anziché sui 6 minuti (valore basato su motivazioni biologiche)”.

CLICCA QUI – FIRMA LA PETIZIONE

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