Intervista a Francesco de Cavi, suoi 9 brevetti per difendersi dall’elettrosmog: “risultati verificabili!”

La ricerca di una protezione in grado di schermare le irradiazioni elettromagnetiche è ormai all’ordine del giorno. In molti cercano riparo e protezione, qualcosa come uno scudo per bloccare l’elettrosmog. I tessuti schermanti sono un valido ausilio, verificato non solo nei test in laboratorio ma soprattutto dalle persone più a rischio, compresi quanti soffrono di elettroipersensibilità ai campi elettromagnetici che proprio nei tessuti schermanti riescono a trovare un valido sostegno per non patire come vere e proprie torture l’irraggiamento elettromagnetico sempre più pervadente. OASI SANA ne parla con Francesco de Cavi, titolare del Laboratorio Elettrosmog e ideatore dell’Elettrosmog Tex, il tessuto schermante che in oltre 25 anni ha protetto e continua a proteggere migliaia di persone dal pericolo invisibile.

Francesco de Cavi, numerosi brevetti all’attivo: cosa vuol dire lavorare nel campo delle misurazioni e schermature dall’ elettrosmog? Raccontaci la tua storia….

Sono titolare di nove brevetti per invenzione industriale ed un modello di utilità. Brevetti che riguardano le onde elettromagnetiche e, in particolare, sono soluzioni fisiche per la protezione delle persone e degli ambienti in grado di mitigare le emissioni che ci circondano. Dopo aver lavorato per 20 anni nel settore sicurezza dove ho visto nascere i primi impianti senza fili…. e confesso di averne  installati tanti… nei primi anni ‘90 ho costruito un semplice misuratore di microonde e sono rimasto stupito dalla quantità di onde che entravano nella mia casa specialmente nella zona notte. All’epoca vivevo a Roma Nord con vista su Monte Mario e soprattutto dell’enorme traliccio che sovrasta l’Hotel Hilton: mi arrivavano fino 3-4 Volt/metro! Così ho pensato subito a come schermarmi, inizialmente con una rete metallica cucita su una tenda da sole e messa a terra. Funzionava ma, con il vento, si strappavano i punti e raccoglieva molta polvere. Da lì è nata l’idea di un tessuto schermante che ho brevettato, primo di tre brevetti sull’ evoluzione tecnica del tessuto che sono riuscito a produrre dopo solo 6 mesi. In quegli anni mi ridevano in faccia quando parlavo di elettrosmog e l’inizio è stato tutto in salita. Dal 2000 in poi l’interesse a proteggersi è cresciuto molto anche grazie ad internet che ha diffuso le informazioni. Per circa 12 anni ho fatto personalmente le misurazioni con apparati professionali e certificati progettando e risolvendo molte situazioni difficili con attenuazioni fino al 90%. Ora, per le misurazioni, mi affido a tecnici specializzati dotati di strumentazioni certificate di cui ho i contatti in quasi tutta Italia (fornisco il nominativo di zona su richiesta), e dedico il mio lavoro alla progettazione e alla distribuzione del mio tessuto che ho chiamato Elettrosmog Tex®.  Per fare informazione, amministro anche un gruppo su Facebook ed un canale Youtube

Chi è che la contatta e cosa cerca da Elettrosmog Tex?

Ricevo email e telefonate di persone esposte principalmente alle Stazioni Radio Base, cioè le antenne, i ‘ripetitori per cellulari’, ma anche da chi chiede di proteggersi dai Wi-Fi dei vicini. Spiego cosa fare: misurazione con individuazione della direzione di provenienza delle onde, schermatura della finestra, delle pareti, del soffitto, del pavimento etc. interponendo il tessuto schermante tra la fonte di elettrosmog e la zona che si vuole proteggere. Mura spesse e piene non hanno bisogno di schermatura.”

Dalle sue parole si deduce che il concetto chiave allora è questo: perché è necessario difendersi dall’elettrosmog? Ma soprattutto, come è possibile farlo?

Perché il nostro corpo è un’antenna che può andare in risonanza con alcune frequenze. I singoli organi risuonano a frequenze più alte e, per esempio, l’occhio è molto sensibile alle microonde ed è frequente tra gli operatori radar l’insorgenza di glaucoma, opacizzazione e cataratta. Il nostro sistema nervoso invia deboli impulsi elettrici che possono essere disturbati e sovramodulati dalle emissioni elettromagnetiche artificiali. Ci sono molte ricerche sugli effetti legati all’ esposizione costante specialmente in camera da letto o in presenza di bambini che sono più sensibili all’ elettrosmog. Per mitigare le emissioni e conseguentemente il loro effetto sul nostro corpo la migliore soluzione è una schermatura della casa, del letto o della persona. È una soluzione i cui risultati sono facilmente verificabili con un misuratore di onde elettromagnetiche (es. tenda aperta-tenda chiusa) ed è certificata da Enti terzi a norme CE e MIL.

CLICCA QUI – ELETTROSMOG TEX, il tessuto schermante certificato 5G: “protegge migliaia di case e persone dall’inquinamento elettromagnetico”

Torniamo al tessuto, di cosa è composto l’Elettrosmog Tex?

Elettrosmog Tex® è costruito con un filato di Poliestere al 90% ed una lega metallica inossidabile ed anallergica. Questi sottili filamenti di pochi micron miscelati con il Poliestere formano un filo con incorporati molteplici filamenti metallici che viene tessuto in trama e ordito o stile Gabardine (sottili linee oblique a 45°).”

Come può essere usato nella sua versatilità? Ha bisogno di uno scarico a terra?Alla base dell’utilizzo dell’Elettrosmog Tex® ci deve essere una valutazione di come e dove applicarlo a seconda della situazione evidenziata dalla misurazione ed individuazione della sorgente di elettrosmog. Il tessuto schermante Elettrosmog Tex® (es. in vista di un ripetitore) si applica come tendaggio ed anche sui muri se composti da foratini. Mura spesse e piene non hanno bisogno di schermatura. Nel caso degli invadenti Wi-Fi dei vicini molti miei clienti hanno schermato il muro divisorio o, in casi gravi, realizzato con l’Elettrosmog Tex® un letto a baldacchino o zanzariera, schermatura sotto materasso e copriletto, tappeti con il tessuto cucito sotto, indumenti. Le applicazioni sono tante e vanno studiate caso per caso. E’ possibile realizzare anche premaman e culle schermate.Per la schermatura delle tasche ho realizzato la versione Termoadesiva:
Elettrosmog Tex
® non è una “gabbia di Faraday” che è composta da materiali conduttivi ed ha bisogno della messa a terra. La particolare lavorazione brevettata a cui sottopongo i filamenti metallici fa sì che non ci sia quasi più conduttività eliminando l’assorbimento delle onde e causandone la quasi totale riflessione. Altrimenti non si potrebbero realizzare capi di vestiario.

Su quali radiofrequenze opera il tessuto schermante? E’ stato testato anche per arginare l’irradiazione delle onde del 5G?

“L’Elettrosmog Tex® ha avuto 4 certificazioni negli anni da parte di laboratori terzi a norme CE, MIL: Tecnolab, Polab, Tuv ed ultimamente il laboratorio CELAB di Latina a cui ho commissionato, visto la comparsa del 5G, un accurato test che arriva fino ai 26 GHz del 5G. Ottenendo ottimi risultati con attenuazioni medie del 90%. Scherma anche il campo elettrico a 50 Hz senza bisogno di messa a terra.”

Mettiamoci nei panni di chi sta leggendo quest’intervista e vuole capirne di più: come si può scoprire se nella propria abitazione entra dall’esterno elettrosmog, oppure ci sono valori pericolosi all’interno?

L’ ideale è la misurazione professionale certificata a larga banda e, in casi particolari, a banda stretta con un analizzatore di spettro con antenna direttiva che permette di identificare le frequenze più impattanti. Ho contatti con i migliori professionisti in quasi tutta Italia, scrivetemi indicando la vostra città. C’è chi si affida alle varie app presenti sugli store. Sono fuorvianti, come sensore usano il magnetometro della bussola, danno risultati assolutamente da non considerare. L’ unica app usabile, ma solo per il Wi-Fi, è “analizzatore WiFi” per Android. Altri strumenti amatoriali da 40-50 euro sono poco più di un giocattolo e spesso ho letto di persone che con un gaussmeter (per i 50Hz, rete elettrica) pretendeva di misurare l’alta frequenza. Altri, come il Cornet, sono discreti indicatori.”

Il tessuto ha una durata? Una scadenza?  

“Rilascio ben 15 anni di garanzia contro i due obbligatori di legge. Lo posso fare perché i componenti del tessuto Elettrosmog Tex® sono robusti e resistono a lavaggi ed abrasioni. Un telo della prima produzione, fine 1995, che ho usato per anni come tenda dell’ufficio, è ancora perfettamente funzionante. Applicato ai muri è praticamente eterno. Al contrario chi mi ha imitato ha usato materiali più deteriorabili e con un solo filamento.

Imitato? Da chi? E i brevetti?

Eh sì, tutte le mie invenzioni sono state imitate, questo mi consola perché vuol dire che erano buone idee. Comunque, per fortuna, nel caso del tessuto schermante, sono state riprodotte malamente, con un solo filamento metallico, minori percentuali di metallo e quadrettatura più larga. La quadrettatura dell’ Elettrosmog Tex® è di 0,55 mm, èmolto fitta per poter funzionare anche sulle frequenze del 5G.

Per quanto riguarda i brevetti è stupido chi, in Italia, crea imitazioni. Per guadagnare onestamente e senza violare la proprietà intellettuale altrui potrebbe essere rivenditore dell’Elettrosmog Tex®,coperto dai miei brevetti, dalle certificazioni, dal riconoscimento come “dispositivo medico classe 1 e senza bisogno di averne un magazzino. Non perdo nemmeno tempo e soldi per decennali cause civili. Semplicemente pubblico, come consentito dalla legge, il confronto delle caratteristiche tecniche, delle prestazioni, della durata, della garanzia, delle certificazioni e del costo.Queste analisi e tabelle comparative sono molto utili al consumatore per orientarsi nella scelta di un tessuto schermante. E nel confronto l’Elettrosmog Tex® risulta sempre vincitore e, lasciamelo dire, è un prodotto italiano che ho perfezionato negli anni sia nelle prestazioni che nell’estetica, fare meglio è difficile”.

E sulla salubrità delle componenti del tessuto?

Il poliestere è il filato usato nelle magliette sportive per la caratteristica di non trattenere l’umidità ed asciugare rapidamente, non restringe, è auto stirante e molto duraturo nel tempo. E’ stato utilizzato da molti MCS senza avere fastidio. I filamenti metallici sono inossidabili e resistono anche al sale (l’Elettrosmog Tex® , essendo radioriflettente anche se bagnato, è stato usato nel settore nautico come riflettore radar su giubbotti salvagente, carene di vetroresina, gommoni), sono composti da una lega anallergica senza alcun metallo potenziale allergene come nickel, stagno, piombo, rame, alluminio. È stato il mio primo pensiero quando progettai il tessuto.”

Un’altra schermatura in commercio sono le vernici grafitate per le pareti, non ha pensato anche a quelle?

Certo che ci avevo pensato, volevo chiamarla “Elettrosmog Paint”, era il 1996 ed ho rinunciato a brevettare quel tipo di pittura a base di grafite, fibre di carbonio, polveri metalliche finissime, sia per miei scrupoli, sia su consiglio del mio avvocato che mi disse che rischiavo cause per danni materiali (inquinamento della casa) e fisici se qualcuno si ammalava a causa di quelle polveri. La pittura che è composta da micropolveri assimilabili alle emissioni del diesel ed aggreganti chimici, alla prima ristrutturazione, carteggiatura, apertura tracce, si diffonderà nell’ambiente e le polveri, indubbiamente pericolose per inalazione, arriverà anche dai vicini. I calcinacci della ristrutturazione diventeranno rifiuti pericolosi. Avevo già scritto il brevetto ma non l’ho più depositato. Con il mio tessuto invece non ci sono materiali potenzialmente pericolosi, non c’è la messa a terra ed altri vantaggi. Perché usare materiali dubbi quando ci sono alternative ecologiche e più semplici da installare?  A proposito della messa a terra, quella condominiale è piena di picchi e spurie provenienti da motori elettrici, luci al neon etc., la cosiddetta elettricità sporca, che verrebbe diffusa sulla schermatura.

Quali sono i costi del tessuto schermante? Essendo un ausilio medico, è deducibile a livello fiscale?

“L’Elettrosmog Tex® modello Gabardine 0,55 mm di quadrettatura, 18 fili a cm, 10% di lega metallica, certificato 5G, dispositivo medico classe 1, ha un costo di 45 euro a metro quadro + Iva 22% con sconti a seconda della quantità. Deducibilità: Iva al 10% e detrazione fiscale del 50% in caso di ristrutturazione CILA SCIA DIA. Essendo dispositivo medico classe 1 è detraibile al 19%. Iva agevolata per i disabili.”

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