Coronavirus e didattica, appello di Alleanza Italiana Stop 5G: “non robotizzate la scuola”

L’Osservatorio Scuola Stop 5G denuncia i pericoli per l’istruzione nelle misure d’emergenza sanitaria: gravi rischi nell’iperconnessione e didattica virtuale. Valorizzare libri e condivisione umana    

Valorizzare la centralità della condivisione umana anche nell’emergenza Coronavirus perché la scuola digitale dell’iperconnessione permanente può finire nell’isolamento virtuale tra alunni e docenti, in un’involuzione qualitativa dell’offerta didattica oltre che in un’imperdonabile sovraesposizione elettromagnetica di radiofrequenze onde non ionizzanti, già possibili agenti cancerogeni. E’ questa la denuncia dell’Osservatorio Scuola dell’Alleanza Italiana Stop 5G dopo le recenti misure adottate da Governo, Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca per la gestione della crisi Covid-19 nel settore dell’istruzione. Il rischio è che l’epidemia virale sia arbitrariamente trasformata in un pretesto per robotizzare artificialmente l’intero comparto scuola, traghettandolo verso inediti scenari, atteso l’imminente lancio di Intelligenza Artificiale e del controverso Internet delle cose, cioè 5G (wireless di quinta generazione) a discapito di un equilibrato e sano compromesso tra salute, nuovi mezzi tecnologici, didattica e gestione delle risorse umane.

L’Osservatorio Scuola dell’Alleanza Italiana Stop 5G, composto prevalentemente da insegnanti già autori del dossier ‘La Scuola Elettromagnetica, il pericolo invisibile tra i banchi’, sostiene infatti:

  1. La centralità della programmazione e della condivisione umana nell’emergenziale e temporaneo ricorso alla didattica a distanza, rivendicando l’essenzialità della comunicazione tra persone e non tra certo tra macchine e tecnologie, per evitare un’artificiale rielaborazione degli elementari principi di comunità umana e sociale, fatta di vite, relazioni interpersonali e dinamiche socio-culturali;
  2. La gestione sicura e consapevole delle nuove tecnologie, in protezione della salute pubblica pianificando in questa fase di stallo emergenziale urgenti interventi di cablaggio negli istituti scolastici e nelle università per provvedere all’immediata sostituzione delle pericolose irradiazioni wireless, rendendo inclusiva l’istruzione anche verso quanti sono affetti da patologie croniche e malattie ambientali altamente invalidanti correlate all’esposizione elettromagnetica;
  3. La centralità del Registro Elettronico, non solo nella sezione Materiale Didattico, oltre ai canonici canali di condivisione files (email, mailing list, etc.) per consentire agli studenti di fruire di lezioni off-line e prevalentemente in versione cartacea, limitando all’essenziale il ricorso a versioni digitali;
  4. Di puntare sul libro di testo cartaceo, chiedendo agli alunni – soprattutto a quelli della scuola dell’obbligo – di approfondire il programma sinora svolto in classe, di verbalizzare le particolari emozioni emerse in questo momento storico, aiutandoli a capire le insidie e le prove che la vita ci pone di fronte, senza sovraccaricare – in particolar modo le fasce più giovani – di inutili contenuti digitali nel rischio di impigrire i ragazzi nel deterioramento della qualità d’apprendimento;
  5. Di evitare una pericolosa deriva di sovraesposizione oraria a Videoterminali, quando persino non a Tablet e/o Smartphone, richiamati il D. Lgs 81/2008 e l’art. 1 legge 3 agosto 2007 n. 123 che, in materia di misure ‘tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro’, affida al Dirigente Scolastico, assimilato al datore di lavoro in materia di sicurezza, la vigilanza su quanto normato al titolo VII (attrezzature munite di videoterminali), cioè la valutazione dei tempi – e pause – di esposizione ai computer, sulla salubrità e adeguatezza delle postazioni (allegato XXXIV), ignote per altro le modalità di connessione domestiche o personali di alunni e docenti, ovvero gli standard di prestazione dei singoli devices, postura assunta, protezione degli occhi, areazione locali (etc.), nel grave pericolo che si finisca perfino nel dare per scontato che chiunque, anche un alunno di Scuola Primaria, sia dotato di una connessione Internet.

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Pertanto l’Osservatorio Scuola dell’Alleanza Italiana Stop 5G s’appella al buon senso comune nonché a Governo e ministri di istruzione, università e ricerca, istituzioni e dirigenti scolastici, insegnanti, famiglie e alunni affinché questo particolare momento d’emergenza sanitaria legato al Coronavirus non diventi l’alibi storico per ridisegnare il modello scuola, sostituendo o integrando in maniera massiccia e scriteriata la didattica reale e in presenza con forme di istruzione virtuali, artificiali e robotiche: se usati con precauzione e in modalità protetta, i mezzi tecnologici possono esserci d’aiuto, ma smettiamola di correre dietro a chi crede che saranno questi a salvare scuola e umanità. Si eviti di condurre la scuola italiana verso una scellerata disumanizzazione e un conseguenziale crollo qualitativo.

3 commenti

  1. Non abbiamo bisogno dei 5G abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Ora è prioritaria la salvaguardia di casa nostra..il nostro splendido pianeta che stiamo sfruttando all’inverosimile..smettiamola di costruire supermercati e piantiamo alberi e creiamo zone verdi smettiamo di produrre beni di cui non abbiamo bisogno e iniziamo a curare e coccolare il ns pianeta!

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