DOCUMENTI STOP 5G – Pericoli ambientali, schema di istanza al Prefetto per il Ministero dell’Ambiente (2/3, continua)

OASI SANA pubblica in esclusiva un documento predisposto dall’Alleanza Italiana Stop 5G all’indomani dell’ultima conferenza stampa tenuta presso la Camera dei Deputati, dove l’Avv. Giampiero Milone ha illustrato i contenuti di un’istanza ex art. 300 D. Lgs. 152/2006 che ogni cittadino o gruppo di cittadini può inoltrare all’attenzione della Prefettura, Ufficio del Governo della propria provincia di residenza, al fine di chiedere anche al Ministero dell’Ambiente un intervento urgente per scongiurare i pericoli ambientali derivabili dall’avanzata dell’Internet delle cose. SECONDA PARTE

Ill.ma

Prefettura di _____________

Ufficio Territoriale del Governo

CAP- CITTA’ (PEC)

oggetto: ISTANZA EX ART. 309 D. LGS 152/2006

Il sottoscritto _____XXXXXXXXXXXXXXXXXXXX_______________ rappresenta quanto segue.

PREMESSO CHE

  1. L’ambiente è il complesso dei fattori fisici, chimici, biologici e sociali destinati ad influenzare in modo la salute ed il benessere delle persone, meritevoli di tutele. In particolare, la Suprema Corte di Cassazione ha enunciato che: «Per ambiente deve intendersi il contesto delle risorse naturali e delle stesse opere più significative dell’uomo protette dall’ordinamento perché la loro conservazione è ritenuta fondamentale per il pieno sviluppo della persona; l’ambiente è una nozione oltre che unitaria, anche generale, comprensiva delle risorse naturali e culturali, veicolato nell’ordinamento italiano dal diritto comunitario” (Cass., sez. III penale, 15-6-1993, in Riv. giur. Amb. 1995, 481);
  2. L’art. 174 del Trattato CE enuncia il principio di precauzione a fondamento della politica comunitaria in materia ambientale. Tale principio è recepito dalla normativa interna, ed in particolare dall’art. 301 del D. Lgs 192/2006.
  3. La L. 36/2001, in materia di elettrosmog si prefigge  “di assicurare la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione, nonché la tutela dell’ambiente e del paesaggio, mediante la promozione sia dalla ricerca scientifica per la valutazione degli effetti dell’esposizione a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici“;

CONSIDERATO CHE

Come da osservazioni che si producono,  gli studi sul tema delle radiofrequenze usate dalla tecnologia 5G sono scarsissimi ed ancora esigui. Tuttavia, si può ragionevolmente affermare che “il problema delle radiazioni a frequenze ancora poco studiate (onde millimetriche), verosimilmente sospette di creare gli stessi problemi delle frequenze oggi utilizzate” e quindi rappresentanto un pericolo di insorgenza di tumori, visto che dal 2011 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondale della Sanità ha classificato le onde non ionizzanti a radiofrequenza come “possibili cancerogeni” inserendoli nel gruppo 2B e che entro 2-3 anni, attraverso le “Raccomandazioni del gruppo consultivo sulle priorità per la Monografia IARC” per il periodo 2020-2024, è prevista la rivalutazione della classificazione per portarla eventualmente a Classe 2A (probabili cancerogeni) se non addirittura in Classe 1 (cancerogeni certi), facendo seguito ai nuovi dati contenuti nel rapporto finale del National Toxicology Program e dell’Istituto Ramazzini (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni).

Sta di fatto che dalle onde elettromagnetiche della nuova teconologia 5G saremo esposti “24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, a livelli di radiazione a radiofrequenza (RFR) maggiori di quelli esistenti oggi“. Ciò detto, si chiarisce poi che le radiazioni del 5G vanno a sommarsi a quelle della telefonia mobile attuale (2G, 3G, 4G)  e sistemi Wi-Fi e Wi-Max ed è necessario valutare l’impatto oltre che sulla salute pubblica, anche sulla flora e sulla fauna, della sommatoria cumulativa e multipla di tali esposizioni prolungate nel tempo alla luce degli effetti biologici causati dall’esposizione sinergica a tutte queste frequenze, soprattutto in considerazione del fatto che la ricerca ha trovato effetti biologici potenzialmente responsabili di rischi di patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer, ormonali, per la fertilità, nonché rischi per la flora e per la fauna, anche al di sotto degli attuali limiti di legge.

La ricerca sugli effetti biologici delle frequenze 5G, come sopra citato soprattutto sulle onde millimetriche, è scarsissima, non ci sono studi epidemiologici e si sa solo che le ghiandole sebacee, con la loro forma a tubo elicoidale, costituiscono delle antenne riceventi per le onde millimetriche e ne sono quindi il target primario. I pochi studi pubblicati suggeriscono che potrebbero esserci importanti effetti sulle terminazioni nervose fini sulla pelle. Fino ad oggi le onde millimetriche erano state usate solo in ambito militare per i sistemi di dispersione delle folle (active denial system), che creano una sensazione di riscaldamento intenso.

La ragione per cui l’industria ha deciso di passare alle frequenze estremamente alte del 5G è che con frequenze così estremamente elevate è possibile trasportare molte più informazioni per mezzo di molte più pulsazioni, rispetto a quanto sia possibile trasportare con frequenze più basse anche mantenendosi nella gamma delle microonde. Possiamo essere certi, quindi, che il 5G implicherà un numero di pulsazioni molto maggiore rispetto ai campi elettromagnetici a cui siamo attualmente esposti. Ne consegue che qualsiasi test di sicurezza biologica del 5G deve utilizzare pulsazioni molto rapide, includendo qualsiasi picco a brevissimo termine che possa essere presente, e che sarà presente nel reale 5G. C’è un ulteriore processo di cui è pianificato l’uso nel 5G: l’assetto a fasi (Phased_array). Qui più elementi di antenne multiple agiscono insieme per produrre campi ad alta pulsazione che sono progettati per 5G, per produrre maggior penetrazione. Il 5G comporterà pulsazioni particolarmente potenti da utilizzare, che potrebbero quindi essere particolarmente pericolose. Ciò detto, considerato che

  • Ampia parte della comunità scientifica, italiana ed internazionale, invoca la massima precauzione in ordine alla diffusione di questa nuova tecnologia.

Tanto premesso e considerato, l’istante, ai sensi dell’art. 309, del D. Lgs 152/2006

CHIEDE

Al Ministro dell’Ambiente di valutare, senza indugio, ove ritenga che vi fossero i presupposti, l’opportunità di assumere provvedimenti immediati in ordine alla tutela ambientale ed alla salute dei cittadini.

Si allegano:

  • Osservazioni Istituto Ramazzini sul 5G.
  • Richiesta di moratoria sulla sperimentazione 5G dei medici di ISDE

Distinti Saluti.

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