Torino, una mozione del Presidente della Commissione 5G vuol impegnare Appendino sui rischi dell’elettrosmog – NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

di Maurizio Martucci

Giovedì 30 Maggio 2019 è stata depositata in Consiglio Comunale a Torino una rara perla di saggezza per la prevenzione dei rischi derivabili da overdose elettromagnetica. Numero 2019 -0280/002. Titolo:Dalla zonizzazione al centro di ricerca scientifica sugli effetti dovuti all’esposizione”. A leggerla tutta d’un fiato non pare neppure possibile che in una Smart City smaccatamente wireless, votata allo tsunami dell’Internet delle cose, ci si possa imbattere in amministratori competenti, ispirati al principio di precauzione, decisi a spingersi anche contro corrente pur di mettere la difesa della salute pubblica al primo posto, in quell’interregno dove – tra ignoranza e menefreghismo dei più – la regola del buon senso è troppo spesso stracciata dalla spregiudicatezza di chi abbraccia tecnologie pericolose, contrariamente a quanto chiedono Comitati Stop 5G e medici ISDE Piemonte.

Merito dell’avveduta mozione è del consigliere comunale torinese di maggioranza Cataldo Curatella (MoVimento 5 Stelle, nato a Merano con laurea in Ingegneria Informatica al Politecnico è iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Torino), presidente della speciale Commissione SmartCity, la cosiddetta commissione 5G in cui sono stati recentemente auditi LegAmbiente Piemonte e i malati dell’Associazione Italiana Elettrosensibili (presto toccherà anche agli scienziati dell’Istituto Ramazzini). In una mozione di 11 pagine, Curatella ha infatti chiesto espressamente al Sindaco di Torino Chiara Appendino e alla sua Giunta comunale di impegnarsi fattivamente per predisporre un piano di localizzazione delle antenne, di riconoscere la malattia dell’elettrosensibilità (come già in Regione Basilicata), di risanare la famigerata area di Colle della Maddalena (dove è stato persino chiuso un parco bimbi per i livelli allarmanti di elettrosmog, registrati persino oltre 20 V/m), di adottare il Decreto Galletti del 2017 per sostituire negli uffici pubblici il rischioso wireless col più sicuro cavo, di mappare con targhe adesive informative sui pericoli sanitari tutti quei siti in cui insistono antenne telefoniche e sistemi Wi-Fi (finalmente, era ora!), di promuovere campagne di educazione sul pericolo invisibile tra gli alunni delle scuole, di chiedere al Governo di tornare alla valutazione dei 6 minuti per i rilievi dei livelli d’elettrosmog (abrogando l’inganno della media nelle 24 ore, ammortizzati valori extra soglia nelle ore notturne quando i cellulari ‘dormono’) e ai Ministeri di Istruzione, Salute e Ambiente (recentemente condannati dal Tar Lazio in una sentenza persino appellata) di dare seguito ad un obbligo di legge vigente dal 2001 per informare i cittadini dei rischi nell’uso di cellulari e Smartphone.

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Insomma, di tutto, di più, tutto dentro un’unica mozione. Un concentrato di buone pratiche. In piena corsa 5G e coi droni che svettano già sui cieli di Torino, non sembra vero, ma lo è!  Se una Smart City approvasse una mozione come questa…. sarebbe una gran segnale per tutta l’Italia.

Fiduciosi, attendiamo l’esito del voto in aula. E intanto, complimenti Curatella!

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