ESCLUSIVO Parlamento, Regioni, Province, Comuni: ecco la lista delle 50 istituzioni italiane Stop 5G. Il Governo non può più far finta di nulla – ESCLUSIVA OASI SANA

di Maurizio Martucci

Il dado è tratto. La Risoluzione di Vicovaro seguita al 1° meeting nazionale Stop 5G ha segnato uno spartiacque. Non si può più tornare indietro. Perché la storica iniziativa promossa dall’alleanza italiana Stop 5G sta dando i suoi frutti. L’emergenza politica di precauzione è reale e non si può più continuare a far finta di niente. Il Governo Conte non può più ignorare la richiesta di moratoria e le denunce sui rischi per la salute pubblica, espresse non solo da medici e scienziati. Perché il 5G è diventato un problema politico nazionale e locale, persino di libertà, democrazia e diritti costituzionali, come ha ripetuto Franca Biglio presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia. Dopo Vicovaro (era il 2 Marzo 2019) in poco più di 60 giorni una cinquantina di istituzioni a vario titolo si sono interrogate o espresse contro lo tsunami elettromagnetico. Senza contare le conferenze stampa tenute alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, oltre le innumerevoli conferenze organizzate in giro per l’Italia.

Questi i numeri della resistenza attiva. Sette interrogazioni parlamentari una dietro l’altra, question time e mozioni presentate nei consigli di Regioni e Province Autonome. Approvazioni all’unanimità di mozioni e delibere di Giunta per la precauzione in Municipi e Comuni d’Italia. Senza contare poi l’incalzante campagna elettorale dove tra la corsa alle Europee (spicca la candidatura della scienziata Fiorella Belpoggi che ha condotto lo studio più importante al mondo sulla cancerogenesi dell’elettrosmog) e le Amministrative Comunali avanzano candidati contrari all’Internet delle Cose, tra patti firmati coi comitati Stop 5G a Pescara e Bari dagli aspiranti Sindaco e l’esposto alla Procura presentato a Prato da una battagliera concorrente alla poltrona di primo cittadino, supportata da 280 cittadini firmatari dell’atto ora in tribunale.

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Ma l’azione più determinante arriva proprio dall’Aula del Parlamento italiano: a Montecitorio cinque deputati di diversi schieramenti (Sara Cunial prima firmataria insieme a Silvia Benedetti Gloria Vizzini, Veronica Giannone e Schullian Manfred), con una concisa mozione parlamentare hanno appena impegnato il Governo italiano in una moratoria nazionale sul 5G. Non era mai successo prima. I deputati hanno messo il Premier Conte davanti le sue responsabilità, avanzando la sospensione di “qualsiasi forma di sperimentazione tecnologica del 5G nelle città italiane in attesa della produzione di sufficienti evidenze scientifiche per giudicarne l’innocuità”, chiedendo di “mantenere gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica, puntando sulla minimizzazione del rischio”, “promuovendo uno studio epidemiologico sui campi elettromagnetici che sia sviluppato da enti indipendenti non riconducibili alle aziende di telecomunicazione interessate a sviluppare la tecnologia 5G anche a discapito della salute della popolazione”, puntando sull’integrazione dei “contratti d’asta da stipulare e/o già stipulati con l’industria aggiudicataria delle nuove bande 5G con l’inserimento di una clausola per un contributo risarcitorio per eventuali danni cagionati sulla salute della popolazione”. Insomma, un’altra Italia, inversa e contraria al 5G, esiste eccome. E fermare l’invasione elettromagnetica del wireless di quinta generazione si può fare. Si tratta semplicemente di una scelta di campo.

In esclusiva per OASI SANA, ecco la lista aggiornata dell’Italia per la precauzione. Sicuri che altre istituzioni presto s’aggiungeranno. Con una premessa d’obbligo: ogni azioni individuale necessità i doverosi distinguo nei contenuti.

Maurizio Martucci

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CAMERA DEI DEPUTATI

  1. On. Sara Cunial prima firmataria con On. Silvia Benedetti, On. Gloria Vizzini, On. Veronica Giannone, On. Schullian Manfred MOZIONE STOP 5G
  2. On. Sara Cunial INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
  3. On. Sara Cunial (On. Veronica Giannone) INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
  4. On. Galeazzo Bignami INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

SENATO DELLA REPUBBLICA

  1. Sen. Andrea de Bertoldi INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
  2. Sen. Andrea de Bertoldi INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
  3. Sen. Andrea de Bertoldi (Sen. Isabella Rauti) INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
  4. Sen. Saverio De Bonis INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

REGIONI

  1. Regione Lazio MOZIONE da votare
  2. Regione Campania INTERROGAZIONE
  3. Regione Piemonte MOZIONE da votare
  4. Regione Umbria MOZIONE da votare
  5. Regione Valle d’Aosta MOZIONE da votare
  6. Regione Liguria QUESTION TIME
  7. Regione Veneto MOZIONE da votare

PROVINCE AUTONOME

  1. Trento MOZIONE da votare

COMUNI

  1. Roma Capitale Municipio XII MOZIONE APPROVATA
  2. Comune di Firenze MOZIONE APPROVATA
  3. Comune di Torino audizione in commissione di associazioni ed esperti Stop 5G
  4. Comune di Rocca di Papa (Roma) DELIBERA APPROVATA
  5. Comune di Savignano Irpino (Avellino) DELIBERA APPROVATA
  6. Comune di Viareggio (Lucca) DELIBERA APPROVATA con esposto alla Procura presentato da comitati e associazioni Stop 5G
  7. Comune di Cinto Euganeo (Padova) DELIBERA APPROVATA
  8. Comune di Cervaro (Frosinone) DELIBERA APPROVATA
  9. Comune di Fresagrandinaria (Chieti) MOZIONE APPROVATA
  10. Comune di Tossicia (Teramo) DICHIARATO CONTRARIO
  11. Comune di Bologna QUESTION TIME
  12. Comune di Borgofranco d’Ivrea (Torino) DICHIARATO CONTRARIO
  13. Comune Trento MOZIONE da votare
  14. Comune di Terragnolo (Trento) DICHIARATO CONTRARIO
  15. Comune di Barete (L’Aquila) DICHIARATO CONTRARIO
  16. Comune di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani) INTERROGAZIONE
  17. Comune di Rimini MOZIONE da votare
  18. Comune di Ravenna QUESTION TIME
  19. Comune Ventasso (Reggio Emilia) MOZIONE da votare
  20. Comune Ladispoli (Roma) MOZIONE da votare
  21. Comune di Prato ESPOSTO ALLA PROCURA firmato da 280 cittadini
  22. Comune di Cerveteri (Roma) MOZIONE da votare
  23. Comune di Crotta d’Adda (Cremona) DICHIARATO CONTRARIO
  24. Comune di Perugia DIFFIDA al SINDACO sottoscritta da 300 cittadini
  25. Comune di Città di Catello (Perugia) MOZIONE da votare
  26. Comune di Canistro (L’Aquila) DICHIARATO CONTRARIO
  27. Comune di Morino (L’Aquila) DICHIARATO CONTRARIO
  28. Comune di Arco (Trento) MOZIONE da votare
  29. Comune di Castiglione a Casauria (Pescara) DICHIARATO CONTRARIO
  30. Comune di Capistrano (Vibo Valentia) DICHIARATO CONTRARIO
  31. Comune di Filacciano (Roma) DELIBERA da votare
  32. Comune di Pizzighettone (Cremona) MOZIONE da votare
  33. Comune di Marsaglia (Cuneo) NOTA AL PREFETTO
  34. Comune di Roascio (Cuneo) NOTA AL PREFETTO
  35. Comune di Trezzo Tinella (Cuneo) NOTA AL PREFETTO
  36. Comune di Sesto Fiorentino (Firenze) MOZIONE da votare
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