Elettrosmog USA, antenna sulla scuola elementare: quarto bambino malato di cancro! Insorgono i genitori: “i nostri figli non sono cavie!”

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Stati Uniti d’America, Ripon, nella contea di San Joaquin, in California: esplode la protesta dei genitori. In 200 si riuniscono nella scuola elementare di Weston per chiedere misure drastiche a salvaguardia della salute degli alunni. Su 400 iscritti, sono già 4 i casi di bambini malati di cancro. E i sospetti ricadono sulla stazione radio base, cioè l’antenna di telefonia mobile piazzata praticamente all’interno dell’edificio scolastico, per cui la direzione ricevere 2.000 dollari al mese per l’affitto del sito. Del caso se ne sta interessando anche la TV americana: diffuse le strazianti immagini del piccolo ricoverato in ospedale.

La storia si ripete nello stesso copione: le istituzioni, monitorate le soglie d’irradiazione elettromagnetica emesse dell’antenna, sostengono che i parametri registrati rientrano nella norma stabilita per legge. Ma i genitori dei bambini, denunciano come questi non siano sufficienti a garantire la salubrità dei loro figli in ambito scolastico e riportano dichiarazioni mediche secondo cui l’insorgenza anomala della malattia sarebbe proprio di origine ambientale.

A quattro studenti è stato diagnosticato un cancro da quando la polemica è scoppiata per la prima volta nel 2016. Monica Ferrulli, genitore di uno degli studenti (Mason, di soli 10 anni) operati per cancro al cervello nel 2017, ha affermato che nella negazione delle istituzioni viene citato uno studio obsoleto dell’American Cancer Society per giustificare il posizionamento dell’antenna”.

Sgomento e rabbia tra i genitori dei piccoli che, nel consiglio d’istituto, hanno ribadito come “i nostri figli non sono cavie umane!” La direzione scolastica ha fatto sapere di non voler rimuovere l’antenna, legittima, autorizzata e regolare.

Il caso riporta alla mente la tragica fine di Jenny Frey, 15enne inglese gravemente elettrosensibili che preferì suicidarsi piuttosto che subire il Wi-Fi della scuola, mentre in Italia di recente il Tribunale di Firenze ha disposto lo spegnimento del Wi-Fi in una scuola pubblica per tutelare un alunno disabile. Diversi regolamenti comunali, in attesa dello stravolgimento annunciato nella rivoluzione del 5G che incrementerebbe il numero delle antenne anche nelle scuole, adottano il divieto di installare antenne di telefonia mobile in prossimità proprio di scuole, nidi e siti frequentati da minori.

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