Stop 5G, via alla campagna nazionale per raccogliere fondi. Obiettivo: informare correttamente del pericolo cittadini e Governo

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“Fermiamo lo tsunami elettromagnetico!” Solo pochi giorni, scadenza 15 Dicembre, è la data finale fissata dagli organizzatori dell’iniziativa senza scopo di lucro STOP 5G per informare Governo e cittadini italiani dei possibili pericoli per la salute pubblica derivabili dal wireless di quinta generazione. OASI SANA ha aderito all’azione di controinformazione libera e partecipata. L’obiettivo è raccogliere 15.000 euro per acquistare spazi pubbliredazionali sui maggiori quotidiani italiani e lanciare un disperato grido d’allarme prima che sia troppo tardo. OASI SANA invita tutti i suoi amici lettori ad aderire! Grazie  

CLICCA QUI PER ADERIRE ALLA CAMPAGNA NAZIONALE STOP5G

‘Stop 5G e Principio di Precauzione:
fermiamo un pericolo sanitario’
Iniziativa promossa da Terra Nuova e dal giornalista Maurizio Martucci, autore del libro d’inchiesta ‘Manuale di autodifesa per elettrosensibili’.

Aderiscono

Associazione Italiana Elettrosensibili
Associazione Elettrosmog Volturino (Foggia)
Associazione Obiettivo Sensibile
Comitato Oltra la MCS
Comitato No Wi-Fi Days
Istituto Ramazzini
Oasi Sana
Sensibile (docu-film)
Terra Nuova

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IL PROGETTO
Stop 5G e Principio di Precauzione: fermiamo un pericolo sanitario’ è un’iniziativa no profit senza scopo di lucro con un obiettivo da raggiungere:

1) creare una nuova massa critica nella società civile aprendo un dibattito pubblico sui possibili effetti sanitari del 5G.

L’obiettivo della raccolta fondi ‘Stop 5G e Principio di Precauzione: fermiamo un pericolo sanitario’ è destinata esclusivamente all’acquisto di più spazi pubblicitari sui maggiori quotidiani nazionali (tra cui Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica) e sui maggiori circuiti Web. Gli spazi pubblicitari su testate cartacee saranno pagine o parti di pagine con inserzioni pubbliredazionali prive di immagini, loghi aziendali e promozione di prodotti, beni/servizi. Così per gli spazi pubblicitari sul Web, diretti e divulgativi. Tutti i fondi raccolti, al netto dei costi fissi e per le ricompense, saranno interamente utilizzati per l’iniziativa, indipendentemente dalla quota raggiunta. Gli spazi pubblicitari conterranno:

• I dati delle più recenti ricerche medico-scientifiche sul 5G come pericolo sanitario e sull’emergenza elettrosmog, ignorata dall’opinione pubblica;

• Un appello al Governo italiano e agli organi politico-istituzionali in nome del Principio di Precauzione, per fermare la pericolosa avanzata del 5G.

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IL LATO OSCURO DEL 5G
Nel 2019 partirà il 5G e tutta la popolazione verrà irradiata da un’ondata di inesplorate radiofrequenze senza precedenti nella storia dell’umanità. Il progetto dell’Internet delle cose si serve di frequenze prive di studi preliminare sul rischio sanitario. Il 5G prevede una copertura dell’intero territorio nazionale nel 98% del suolo pubblico Ai 24.000 hot spot Wi-Fi pubblici e alle attuali 60.000 Stazioni Radio Base (le antenne di telefonia mobile spesso sui tetti dei palazzi, sistemi 2G, 3G e 4G), col 5G sarà installato un imprecisato numero di mini-antenne a microonde millimetriche, quantificabili persino in milioni se dai nuovi lampioni della luce LED, riconvertiti in ripetitori wireless. E c’è pure il progetto del Wi-Fi dallo spazio, la messa in orbita di droni satellitari. Le conseguenze potrebbero far rivisitare i limiti soglia stabiliti per legge, spingendo gli attuali 6 V/m di campo elettrico al valore picco di 61 V/m, ovvero 110 volte in più della potenza oggi misurata.

“Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno, nessuna persona, nessun animale, nessun uccello, insetto e pianta sarà in grado di evitare l’esposizione, senza alcuna possibilità di fuga da nessuna parte sul pianeta”
Appello internazionale all’ONU-OMS
‘Stop 5G dalla terra e dallo spazio’

copertina

 

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5G, UN PERICOLO SANITARIO
Dal 2011 l’Organizzazione Mondiale della Sanità valuta le radiofrequenze come ‘possibili cancerogeni’ per l’uomo e parte della comunità medico scientifica internazionale, sulla base degli studi più aggiornati e pubblicati nel 2018 dall’americano National Toxicology Program e dell’Istituto Ramazzini Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni (Bologna), chiede un’urgente classificazione dell’elettrosmog come cancerogeno probabile (Classe 2A) se non addirittura certo (Classe 1), mentre la posizione cautelativa della magistratura italiana (Cassazione 2012, nel 2017 tribunale civile di Verona, Ivrea e Firenze) ha giuridicamente sancito il nesso causale telefonino=cancro. Denunciando il grave pericolo, nel 2014 una task force internazionale di 238 medici e scienziati di 38 nazioni nel mondo ha presentato ad ONU e OMS un altro appello per ‘adottare norme di protezione a tutela della salute pubblica’. Nel 2018 l’associazione dei medici ISDE Italia ha chiesto al Governo italiano di fermare il 5G, adottando una moratoria. E in Italia sempre più cittadini si stanno ammalando di Elettrosensibilità, malattia ambientale altamente invalidante.

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INFORMIAMO GOVERNO e OPINIONE PUBBLICA
L’assenza di notizie e la carenza di un dibattito per indagare i possibili rischi sanitari, spinge i promuoventi all’azione di crowdfunding ‘Stop 5G e Principio di Precauzione: fermiamo un pericolo sanitario’ con l’obiettivo di promuovere una campagna di promozione sociale sul pericolo in corso, con lo scopo di informare i cittadini, sensibilizzando Governo, Parlamento, Regioni e amministrazioni locali in nome del Principio di Precauzione sancito dalla Commissione Europea e fatto proprio dalla giurisprudenza italiana.

Il conflitto tra più interessi provvisti di alta garanzia costituzionale si deve risolvere sulla base di una graduatoria che assegna ai valori della persona un rilievo maggiore e prevalente rispetto a tutti gli altri; pertanto nel conflitto tra l’Art. 32 (tutela della salute) e I’Art. 41 Costituzione (tutela dell’iniziativa economica), il bene afferente alla salute, come diritto fondamentale delle persone, va considerato e posto al vertice della gerarchia degli interessi.”
(T.A.R. Lazio, 19 settembre 1992)

 

Riproduzione consentita, citando la fonte

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