Colao ci vuole nello spazio: sulla Luna coi bond post-Covid 19. E la chiamano transizione digitale da virus….

di Maurizio Martucci

Puntano allo spazio, puntano su Marte e Luna, entro 3 anni, alla faccia di chi nella transizione digitale, accelerata coi soldi di Bruxelles pel temutissimo virus, vede ancora l’aggiornamento dello Smartphone nel miglioramento del segnale wireless. “Abbiamo fissato con chiarezza un obiettivo vitale per la storia dell’America nello spazionel 2016 disse Barack Obama, inquilino della Casa Bianca inviare esseri umani su Marte entro il 2030 e farli ritornare sani e salvi, con l’ambizione definitiva di fare in modo, un giorno, che possano restare lì per un tempo prolungato“.  Washington chiama, Roma risponde: pochi giorni fa ad Obama gli ha fatto eco Vittorio Colao, per il Governo Draghi Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale. Coi fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la gestione post-Covid19, ha dichiarato che per lo Spazio sono già stati allocati 4 miliardi di euro, più altri 3 ponti all’uso, ma forse se ne potrebbero aggiungere pure di più: tra gli obiettivi, c’è anche quello di creare un riparo italiano per vivere sulla Luna. Si, avete letto e capito bene, un pezzetto di Luna presto potrebbe tingersi di tricolore. Come riporta il Corriere della Sera, nella storia delle attività spaziali italiane «mai si era creata una disponibilità di risorse elevata come oggi: sette miliardi», nota Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (ASI).

Cinesizzare l’Italia, Colao: “Wallet potenzia Green Pass, poi 5G dallo spazio, fascicolo sanitario elettronico e domicilio digitale” per vite digitali nella Repubblica digitale

Tra i vari progetti finanziati da Colao e presentati nella recente conferenza stampa presso la Stampa Estera in cui è stato annunciato anche il Wallet system come potenziamento del Green Pass in un nostrano sistema di credito sociale cinese, figurano infatti ‘Luna e In Orbit Servicing’. Se il secondo inquadra una vasta gamma di attività orbitali, tra le quali possibili applicazioni militari sempre in auge soprattutto in tempo di guerra Nato-Russia, col progetto Luna invece ci si riferisce all’accordo operativo stipulato nel 2020 dall’Italia con la Nasa per attuare gli Artemis Accord, cioé gli accordi internazionali per riportare gli esseri umani sulla Luna entro il 2025: parte dei fondi UE servono proprio a questo, finanziare uno shelter made in Italy per vivere sulla Luna!

Da remoto, nel 71esimo Congresso astronautico internazionale (l’ultimo s’è tenuto a Dubai) per la nuova era dell’esplorazione spaziale sotto l’egida statunitense – come riporta il sito Formiche.netl’Italia è stato è “l’unico Paese europeo a presentarsi alla firma con una dichiarazione d’intenti con Washington nell’accordo tra le due agenzia spaziali Nasa e ASI per rendere “possibile il sogno di una presenza sostenibile in orbita e sulla superficie lunare: dai moduli abitativi, agli esperimenti scientifici, al sistema di telecomunicazione”. Infine, negli Artemis Accords si dice che “la capacità di estrarre e utilizzare risorse su Luna, Marte e asteroidi sarà fondamentale per supportare l’esplorazione e lo sviluppo sicuro e sostenibile dello Spazio”.

La colonizzazione dello spazio è poi un target dichiarato del 5G e dei transumanisti: SpaceX, di proprietà del magnate Elon Musk che sta lanciando in orbita i satelliti per la connessione wireless dal cielo, punta al pianeta rosso: “nel 2029 l’uomo arriverà su Marte“, l’annuncio su TwitterSe restiamo per sempre su questo pianeta dovremo abituarci all’ìidea che un giorno le risorse energetiche finiranno e ci estingueremo. L’alternativa è diventare una specie multiplanetaria che viaggia nello spazio e spero sarete d’accordo che è la strada giusta da percorrere», ha poi detto in conferenza stampa, sei anni prima di Vittorio Colao. Con un accordo da 2,9 miliardi di dollari sottoscritto con la Nasa, SpaceX di Musk ambisce a sbarcare anche sulla Luna. Perché il transumanesimo cerca nuovi pianeti, “un progetto che Muskscrive La Repubblica – coltiva da più di vent’anni, da quando sognava di creare una serra sperimentale sul pianeta rosso, per crescere le prime piante marziane“. Come a dire, dal Virus Corona ai marziani è stato un attimo.

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