Maurizio Martucci, speaking to the European Economic and Social Committee on behalf of the European Alliance Stop 5G and Italian Alliance Stop 5G

Brussels, 20 July 2021, the European Economic and Social Committee (EESC) dedicated a debate to the concerns of civil society organizations for 5G. Among the interventions, also that of the European Stop 5G Alliance, represented by Maurizio Martucci, national spokesperson also for the Alleanza Italiana Stop 5G. In a video message, Martucci pointed out that one of the most serious problems is compartmentalization, that is to say the fact that the debate focuses only on some of the dangers of 5G, thus losing sight of the overall picture of the epochal changes already in course in the Smart Cities and Gigabit Society projects, and called for Europe to immediately adopt an international moratorium on the introduction of 5G in order to prevent European citizens from becoming guinea pigs of this technology

Comitato economico e sociale europeo, audizione di Maurizio Martucci: “l’Europa fermi il 5G, ha tutto per farlo!”

Good morning, I’m Maurizio Martucci from Italy. I’m an investigative journalist and author and today I’m speaking on behalf of the European Alliance Stop 5G and Italian Alliance Stop 5G.

Predicting the social and ecological impact of 5G ecosystem is such a wide and radical task that I‘ve had to make it the subject matter of an investigative book.

I’ve tackled this issue by analysing the dark side of 5G, not only in terms of health and the environment, but also in terms of privacy and social control.

I’ve exposed the real purpose of the race to the Internet of Things. Its real aim is to create the Internet of Bodies using 6G because this is what makes transhumanism possible, towards posthumanism. Transhumanism is the merging of the physical and biological with the digital world and this cultural and philosophical approach is supported by supranational bodies like the World Economic Forum.

One of our biggest problems is compartmentalization, that is, focusing the debate on only certain aspects of the dangers of 5G and the proposed digital future, and thereby missing the big picture of epoch-making and tectonic changes that are already being implemented in  the Smart City and Gigabit Society projects.

Coming to the theme of today’s hearing, we would like to bring the following observations and proposals to the attention of the Committee:

1.   It’s a fact that no preliminary studies on the environmental effects of 5G have been carried out to date by the telecommunications companies, much less by public institutions, and that the European Commissioner for Economy and Digital Society has even affirmed that they are not necessary.  However,  the Commissioner for the Internal Market has said that the rollout of 5G is exclusively based on political engagements and that therefore there is no legal obligation to deploy 5G. That being so, Europe must immediately adopt an international moratorium on the 5G rollout in order to prevent European citizens from becoming guinea pig victims of this technology.  A moratorium on 5G is vital in view of the following facts:

  • The latest findings of the European Parliament’s Science and Technology Options Assessment (STOA);
  • The imminent reclassification of radiofrequency carcinogenicity by the International Agency for Research on Cancer (IARC);
  • The vast amount of incontrovertible scientific evidence of biological effects in the bio-medical literature;
  • And the injuries inflicted on individuals by electromagnetic waves, including so-called electro-hypersensitivity;

2.   STOA has also confirmed the unreliability of the International Commission on Non-Ionising Radiation Protection (ICNIRP), so much so that the Health and Food Safety Commissioner has committed himself to revising ICNIRP’s guidelines. That will necessitate the complete revision of the whole process the European Commission has supported up to now;

3.   In fact, there are a lot of alternatives to wireless technology, safer and green technologies. There are also alternatives to ICNIRP. I’m going to enclose the relevant documents.

4.   Finally, the lack of independent information, free from conflicts of interest and bias in favour of the telecommunication companies, disempowers people and doctors. That’s why we should be devoting public funds to finance research covering the following areas:

  • Epidemiological studies on radiofrequency effects;
  • Air pollution level monitoring;
  • International informative and educational campaigns to inform citizens about risk minimization;
  • The “As Low As Is Reasonably Achievable” (ALARA) principle;
  • The extreme health risks of compulsive use of the smart phone and Wi-Fi
  • The state of the art of all the criticalities emerged in the digital future plannng amd implementation so far, without taking zero risk for granted as it does not exist

Thank you for your attention.

Cese, europei divisi sul 5G: sicuro per il 39%, dannoso per il 21%

(FONTE: ANSA)

Bruxelles, 20 luglio 2021, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha dedicato un dibattito alle preoccupazioni delle organizzazioni della società civile per il 5G. Tra gli interventi, anche quello della European Stop 5G Alliance, rappresentata da Maurizio Martucci, portavoce nazionale anche di Alleanza Italiana Stop 5G. In un videomessaggio, Martucci ha sottolineato che uno dei problemi più gravi è la compartimentazione, vale a dire il fatto che il dibattito si concentra solo su alcuni dei pericoli del 5G, perdendo così di vista il quadro complessivo dei cambiamenti epocali già in corso nei progetti Smart Cities e Gigabit Society, e ha chiesto all’Europa di adottare immediatamente una moratoria internazionale sull’introduzione del 5G per evitare che i cittadini europei diventino cavie di questa tecnologia.

Buongiorno sono Maurizio Martucci, giornalista d’inchiesta, scrittore e portavoce nazionale dell’Alleanza Italina Stop 5G e promotore dell’Alleanza Europea Stop 5G.

 La previsione dell’impatto sociale ed ecologico dell’ecosistema 5G è talmente ampia e radicale che ho dovuto farne un libro di inchiesta, affrontando i lati oscuri del 5G da un punto di vista non solo sanitario e ambientale, ma anche in termini di privacy e controllo sociale, arrivando a denunciare nell’Internet delle cose la corsa verso l’Internet dei corpi, cioè del 6G, di quel transumanesimo come fusione del mondo fisico, biologico e digitale professato da organismi sovranazionale come il Forum Economico Mondiale. Dico ciò perché uno dei grossi problemi è parcellizzare, cioè ridurre solo ad alcuni temi parziali il dibattito sui pericoli del 5G e del futuro digitale, mancando invece una visione d’insieme sui cambiamenti epocali e drastici programmati già nelle Smart City e nella Gigabit Society.

Restando però sul tema dell’audizione di oggi, come Alleanza Europea Stop 5G ed Alleanza Italiana Stop 5G poniamo a questo gruppo di lavoro le seguenti osservazioni e proposte:

  1. Nonostante il 5G sia privo di studi preliminari sugli effetti ambientali perché l’industria non li ha condotti, tantomeno gli enti pubblici li hanno finora eseguiti e il Commissario europeo per l’economia e la società digitale ha persino affermato che non sono necessari, il Commissario al Mercato Interno ha però detto che il 5G si basa esclusivamente su impegni politici e che quindi non è un obbligo di legge, motivo per cui – per evitare che i cittadini siano trasformati in cavie umane – è fondamentale che l’Europa adotti al più presto una moratoria internazionale, visti i recenti risultati emersi dallo STOA, l’attesa riclassificazione della cancerogenesi delle radiofrequenze da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro e la mole schiaccianti di prove in letteratura biomedica sugli effetti biologici e il danno da onde elettromagnetiche alla persona, compresa l’elettro-iper-sensibilità
  2. Sempre lo STOA ha poi confermato l’inaffidabilità della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni non ionizzanti, tanto che il Commissario per la salute e la sicurezza alimentare si è impegnato a rivedere le linee guida ICNIRP. Questo significa rivedere l’intero processo sinora sostenuto dalla Commissione europea.
  3. Ci sono infatti molte alternative al wireless, tecnologie più sicure e green come il Li-Fi e il cablaggio in fibra ottica, così come ci sono alternative all’ICNIRP, metterò queste negli allegati per favorire l’esame del gruppo di lavoro
  4. Infine, l’assenza di informazione libera, indipendente e svincolata dagli interessi commerciali delle industrie di telecomunicazioni fa poi della popolazione e dei medici l’anello debole dell’intero processo, per cui è auspicabile il finanziamento pubblico di studi epidemiologici sugli effetti delle radiofrequenze, il monitoraggio dei livelli di inquinamento nell’aria e una campagna di pubblicità progresso internazionale in grado di informare i cittadini sulla minimizzazione del rischio, principio ALARA, sui gravi rischi anche nell’utilizzo compulsivo di Smartphone e Wi-Fi e sullo stato attuale delle criticità emerse nella pianificazione del futuro digitale, assente il cosiddetto rischio zero  

Grazie per l’attenzione

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