Cani sui tombini, 8 folgorati, 6 morti per dispersione elettrica. Colpito un proprietario: “avverto corrente nelle dita”. Che succede sotto i marciapiedi?

di Maurizio Martucci

Otto cani folgorati in Lombardia. Uno dopo l’altro. Erano a passeggio, sono riamasti fulminati appena le loro zampe hanno toccato la ghisa dei chiusini, i tombini pedonali nei marciapiedi. E’ successo a Milano e nelle province di Lodi e Como Prima e dopo Capodanno. Sei cani morti sul colpo, altri due salvi per miracolo. “Il mio è stato folgorato da una scarica da 170 Volt che mi è stata passata tenendolo in braccio mentre era bagnato“. Non solo, uno dei proprietari, un ventenne milanese promotore della petizione on-line “GIUSTIZIA PER TUTTI I CANI FOLGORATI. VOGLIAMO CHIAREZZA E SICUREZZA PER TUTTI”, è dovuto ricorrere alle cure mediche. Non veterinarie, ma per accertamenti sul cuore. Il suo: “a distanza di tre giorni continuo ad avvertire corrente nelle dita e un generale scompenso fisico“. Il caso fa discutere i sindaci dei comuni coinvolti, ne scrivono Sky, Il Giorno e La Stampa. Il mainstream però non riesce ad andare oltre la superfice, fornendo una spiegazione di massima, ripresa anche da Il Corriere della Sera: “Neve e ghiaccio finiscono all’interno dei tombini, formando così un ‘effetto ponte’. La neve fa da conduttore, l’elettricità esce dal pozzetto“. Per l’agenzia di stampa AGILa spiegazione scientifica c’è e ha a che fare con la neve“. Altra tesi è poi quella del sale, sparso per le strade dopo le prime nevicate invernali: avrebbe reso l’acqua ancora più conduttiva d’elettricità. “Maltempo in Lombardia, la neve trappola killer per i cani“, titola Repubblica.

Manca però una domanda: coma mai l’elettricità esce dai tombini? Cosa sta succedendo sotto i nostri piedi? E sotto le zampe dei cani morti folgorati, cosa c’era? Sgombriamo subito il campo, nonostante si provi a far credere il contrario: toccare la neve non uccide per folgorazione. Come per l’acqua della pioggia, nessuno, nè essere umano nè animale, è mai morto per averla toccata. Al massimo può fare da conduttore, questo si, certo, ma è tutto un altro discorso. Perché ad uccidere i cani non è stata la neve, né l’acqua ma l’elettricità. Un po come accaduto a chi, in una vasca da bagno piena, ci ha messo pure lo Smartphone ed è morto all’istante. Folgorato. E’ già successo diverse volte, l’ultima in Russia pochi gironi fa, fulminata una 24enne per aver caricato l’I-phone in vasca. “I paramedici hanno confermato che il suo iPhone era caduto in acqua mentre era ancora collegato alla presa elettrica“.

Diamo quindi per certo che nei casi dei cani si sia trattato di dispersione d’elettricità proveniente dai tombini, nonostante per l’episodio di Bareggio (Milano) in un primo momento si sia pensato ad una luminaria di Natale caduta accidentalmente in acqua (per poi accertare che, inerte, non emetteva elettricità). La folgorazione, più comunemente detta scossa, è causata dal contatto o dalla dispersione elettrica, cioé dal passaggio di una forte corrente elettrica che, in questi casi, ha investito gli animali. E le cronache sul mistero dei cani folgorati ci dice che i tecnici dell’Enel sono prontamente intervenuti, ricondotta la “causa ad un guasto nel pozzetto che ha provocato la dispersione“. Un guasto? Quale? Di cosa? Tre le ipotesi.

  1. CAVO SCOPERTOA causare la dispersione un cavo sprovvisto di copertura di sicurezza che, complice anche la neve e l’acqua, ha portato alla dispersione d’energia dal tombino” , questo ci viene detto da Tavazzano con Villavesco (Lodi). Un pò come a Monte Olimpo (Como), dove “un cane beagle è morto fulminato da una scarica elettrica prodotta da due cavi scoperti all’interno di un pozzetto d’ispezione di un palo della luce“. Cavi scoperti quindi, ma di cosa?
  2. 5G. In fisica significa energia, campi elettromagnetici a radiofrequenza che notoriamente non folgorano. A novembre però un’intesa “Tim e Inwit per accelerare lo sviluppo del 5Gha annunciato il lancio di 100 mini-antenne per il servizio wireless dai tombini dei marciapiedi. Dove? Su Milano e Genova. Si tratta di small cells, cioé di mini celle come quelle installate da Vodafone nel Regno Unito. Ognuna ha un lancio di propagazione del segnale fino a 200 metri, A livello tecnico, a seconda del loro raggio d’azione le small cells si dividono in femtocellpicocell e microcell. Le microcelle hanno potenze di emissione elettrica molto bassa, nell’ordine di unità di misura di una decina di Watt. Altro discorso è però capire, ma soprattutto verificare, se i loro cavi di alimentazione servono più microcelle in contemporanea, altri dispositivi o sottostazioni digitali più automatizzate e dalle prestazioni elevate, connesse sotto al suolo. Perché in questo caso la potenza potrebbe essere anche di diverse centinaia di Watt e una dispersione di corrente molto pericolosa.
  3. FIBRA OTTICA. Il Piano Strategico BUL (cioé Banda Ultra Larga) viene invece realizzato da Open Fiber per conto di Infratel, una società che fa capo al Ministero dello Sviluppo Economico. Entro il 2020 aveva l’obiettivo di coprire il 25% della popolazione con connessioni FTTH. Capace di raggiungere una velocità fino ad 1 Gbps, come riporta Wikipedia, la sigla sta per Fiber to the x, cioé per “un’architettura di rete di telecomunicazioni di livello fisico a banda larga utilizzante la fibra ottica come mezzo trasmissivo per sostituire completamente o parzialmente la rete di accesso locale tradizionale in metallo (solitamente in doppino in rame) utilizzata per l’ultimo miglio di telecomunicazioni“. I pozzetti BUL nei tombini dei marciapiedi, sono l’equivalente del Punto di Terminazione Arretrato da cui partono le fibre ottiche per le abitazioni, la più moderna tecnologia di trasmissione dati. In campo elettrico la fibra viene usata anche per distribuire energia elettrica.

Cavi scoperti, se si, quali? Dispersione d’elettricità da mini celle 5G? Oppure da fibra ottica? Queste le prime ipotesi e gli indizi. Alcune associazioni animaliste sono già sul piede di guerra. E promettono battaglia nelle aule di tribunale. Se così fosse, perizie e rilievi toccherà alla magistratura trovare la soluzione. Ma un dato è certo: l’elettricità adesso viaggia pure sotto i nostri piedi. E pure sotto le zampe degli animali. Mentre a giorni ci finirà addosso, irradiata persino dallo spazio. Intanto, Cristina Galletti proprietaria del levriero folgorato a Cesano Boscone (Milano), pensa ad una class action. Dai veterinari ha portato il corpicino della cagnetta per eseguire l’autopsia, creata una casella email per ricevere segnalazioni di casi simili. (giustiziaperchloe@gmail.com

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