Consiglio Supremo di Difesa, il Quirinale: “investire in tecnologia aerospaziale”. E’ il 5G (militare) dallo spazio?

di Maurizio Martucci

Ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto al Palazzo del Quirinale la riunione del Consiglio Supremo di Difesa. Insieme al Capo dello Stato – tra gli altri – anche il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e il Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Enzo Vecciarelli.

Testualmente, afferma la nota diffusa dall‘ufficio stampa del Quirinale: “Il Consiglio ha quindi analizzato il processo di ammodernamento delle Forze Armate. Gli investimenti della Difesa favoriscono lo sviluppo dell’intero Sistema Paese e fungono da traino soprattutto nei settori ad elevata tecnologia. È auspicabile coniugare la maggiore richiesta di sicurezza con le opportunità di crescita offerte dal comparto. Ciò richiede certezza nell’allocazione pluriennale delle risorse, anche per consentire una proficua sinergia con l’Industria nazionale della Difesa e dell’Aerospazio“.

Leggendo l’intero comunicato lanciato dal sito del Presidente, non può non saltare agli occhi l’accostamento tra tecnologia ed aerospazio: che sia un esplicito riferimento al 5G (tecnologia) dallo spazio (aerospaziale)? O meglio, che sul sacro colle capitolino, con Mattarella si sia stabilito l’uso militare del 5G? La prova, più che l’indizio, può essere nella bozza dei 557 progetti del Recovery Fund, dove al progetto numero 356 si parla esplicitamente di “5G space based (costellazione satelliti bassa latenza per garantire banda larga)” per un investimento richiesto all’Europa di ben 170 milioni di euro da mettere sul capitolato del Ministero della Difesa. l’ennesima conferma di come il 5G non sia altro che uno strumento militare (tuttaltro che una tecnologia di solo uso civile),considerata la nuova guerra fredda USA-Cina sul 5G, confermata anche dall’esito della riunione del Consiglio Supremo di Difesa – in cui era presente Di Maio, il ministro ammaliato sulla via della Seta Digitale – da cui ne è uscito come “la NATO e l’Unione Europea restano i pilastri della politica di sicurezza e difesa nazional“.

Realizzare una costellazione di satelliti modulare (3 famiglie di 12 esemplari ciascuna) al fine di garantire capacità 5G a banda larga e bassa latenza e copertura sul territorio nazionale, europeo e globale a unità della Difesa e altri Corpi dello Stato Organizzazioni Nazionali“, si legge nel documento ripreso dal Corriere della Sera per i prestiti di Bruxelles pensati per la gestione dell’emergenza Covid 19. E’ dunque questo l’investimento tecnologico aerospaziale di cui si è discusso e convenuto col Presidente della Repubblica? Il 5G dallo spazio sarà la nuova arma di difesa per la gestione – usando le parole uscite dal Quirinale – “dell’emergenza sanitaria (che) ha prodotto una crisi globale con conseguenze di natura sociale ed economica che rischiano di accentuare la conflittualità in diverse aree del mondo“? Sarebbe bene che gli italiani che in questi giorni di rivolta per la rivendicazione dei diritti e delle libertà compresse stanno legittimamente scendendo in piazza, cominciassero a guardare la luna e non il dito che la indica. C’è molto altro dietro il virus e la chiusura di ristoranti, discoteche, centri termali, piscine e palestre…

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