Spoleto, chiede udienza al Sindaco per fermare il 5G. Non la riceve. E inizia lo sciopero della fame: “devo fare qualcosa, per la libertà!”

di Maurizio Martucci

Tempra ghandiana, nel solco delle plateali proteste anni ’70/’80 nell’insegnamento non violento di Pannella e Bobby Sands. La forza di volontà è nella ragione, nella consapevolezza di non stare dalla parte del torto. Da qui la scelta del digiuno come forma di protesta civile, per farsi ascoltare, ma prima ancora ricevere. In audizione dal sindaco della sua città, per farsi portavoce del movimento contrario all’Internet delle cose: “Desideravo sapere le intenzioni di Umberto de Agustinis e avere da parte sua un impegno, anche se informale, sulla possibile moratoria al 5G. Ho aspettato a lungo, finchè è sopraggiunta l’emergenza Covid19 e i vari DPCM ci hanno bloccato un pò tutti negli spostamenti anche minimi.”

Il Sindaco di Spoleto (Perugia) è stato vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri col Governo Berlusconi, confermato dai governi Monti e Letta e poi incaricato di seguire i problemi per il MUOS di Niscemi in Sicilia. Quindi di rischi elettromagnetici ne sa qualcosa, eccome. Ma, evidentemente, non a sufficienza per ascoltare una donna che avrebbe voluto incontrarlo per rappresentargli i seri pericoli del 5G: “Da quel momento abbiamo subìto, decreto dopo decreto, l‘annullamento di diritti fondamentali dei cittadini come lavoro e libertà di movimento, fino al diritto di opinione e parola.

In solitaria, da oltre due settimane Roberta ha iniziato lo sciopero della fame, come forma di lotta politica per la rivendicazione del principio di precauzione contro lo tsunami elettromagnetico. E’ il primo caso in Italia, forse anche nel resto del mondo. Prima di Roberta, nessuno ha mai smesso di mangiare per denunciare il lato oscuro del 5G: “per non soccombere all’angoscia mi sono detta che dovevo fare qualcosa, pur essendo una comune cittadina. Non avendo altri mezzi, anche dato il momento di particolare emergenza sanitaria, ho pensato allo sciopero della fame. Per la libertà e la Costituzione.

Per restare idratata, ogni giorno Roberta beve almeno 2 litri di acqua (di rubinetto come tiene a sottolineare), si concede qualche tisana e un magari un brodo vegetale la sera, ma niente cibo solido. Nè pasta, nè carne, nè pesce. Ha perso oltre 2 chili dall’inizio della protesta. I suoi parametri vitali vengono seguiti dalla farmacista di fiducia, mentre un medico sensibile alla causa le presta ‘telematicamente’ assistenza. Le restrizioni logistiche impongono questo. “Non so se il mio medico di base approverebbe la mia scelta del digiuno“.

Ma allora, perchè il Sindaco di Spoleto non riceve Roberta?

Non so se abbia timore di incontrarmi. Ma essendo un uomo di legge credo conosca i pericoli di una deriva dittatoriale

Dice di voler proseguire ad oltranza, fino al raggiungimento del suo obiettivo. L’aumento della consapevolezza tra l’opinione pubblica nel pericolo incombente, per l’assunzione di responsabilità politica pubblica. Roberta sostiene che spegnere la TV renda la persona più libera e meno soggetta al cosiddetto pensiero unico. Se il primo sciopero della fame Stop 5G è programmato sine die, una risposta dalla massima istituzione locale, più prima che poi dovrà arrivare: “Nel frattempo, spero di avere ‘udienza’ dal sindaco e poco dopo inoltrerò la lettera di ‘Significazione e Diffida’, completa di firme, che sto cercando di raccogliere”. La libertà si nutre di lotta.

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO AUTORE E FONTE

Un commento

  1. Buonasera,
    Credo che la questione del 5G, come le numerose prese di posizione da parte degli uomini di governo, siano questioni che andrebbero sottoposte al libero volere della comunità.
    In merito al 5G ed alle su frequenze, non esistono studi scientifici che smentiscano la loro pericolosità, infatti tutte le ricerche sono solo ipotesi, il piú delle volte basate su test che non prendono in considerazione l’elettromagnetismo ma solo l’aspetto termico.
    A mio modesto parere, scelte di questo tipo, dovrebbero essere sottoposte al volere dei cittadini o al massimo rimandate fino a quando ricerche scientifiche comprovate, né attestino la non pericolositá.
    Il Sindaco, dovrebbe ascoltare le questioni sollevate dai sui cittadini, anche in virtú del fatto che egli rappresenta ed é responsabile della loro salute.
    Forse una bella raccolta firma, sarebbe auspicabile.
    Cordiali saluti
    Luca

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