Frossasco (Torino), maxi-antenna (5G?) tra le scuole. Insorgono i genitori: 400 firme e dubbi sul Consorzio per la mozione bocciata. Conflitto d’interessi?

Piemonte, l’ennesima scuola elettromagnetica: un comitato di cittadini si mobilita contro i pericoli sanitari di una nuova Stazione Radio Base (non quella in foto di copertina) pensata a ridosso di un complesso scolastico (materna, primaria e secondaria) frequentato anche 11 ore al giorno da 300 tra bambini e ragazzi della Val Noce, vallata alpina situata nelle Alpi Cozie nella città metropolitana di Torino. I genitori insorgono contro l’amministrazione locale chiedendo un sensato ripensamento nell’adozione di Regolamento e Piano Antenne. Vengono raccolte più di 400 firme per la precauzione e nel Consiglio comunale di Frossasco (Torino) presentata anche una mozione Stop 5G che, però, viene stranamente bocciata al contrario dei 163 Comuni d’Italia già schierati a difesa della salute pubblica. “UNITI in ValNoce – affermano i residenti – non intende assolutamente ostacolare il progresso e lo sviluppo tecnologico! Vogliamo promuovere la ricerca di soluzioni che non impattino negativamente sulla salute della popolazione e, nel dubbio, siano ispirate al principio di precauzione”. Ora però, oltre a rivendicare tutela per i loro figli, i cittadini si interrogano sui possibili effetti sanitari dell’elettrosmog e sui conflitti d’interessi in capo alla società consortile appaltante, composta da enti pubblici ma tra i cui membri figurano però anche alcuni colossi delle telecomunicazioni. Così, indomiti, i genitori e comitati scrivono una lettera di denuncia alla Città Metropolitana di Torino, Regione Piemonte e Valle d’Aosta, Fondazione Ugo Bordoni, La Stampa e Politecnico di Torino.

OASI SANA riporta il testo della lettera di Uniti in Val di Noce in versione integrale, seguita da un’altra nota diffusa dallo stesso comitato civico e relativa alle motivazioni della mancata approvazione della mozione Stop 5G nel Comune di Frossasco.

“Siamo un gruppo di cittadini del Pinerolese, residenti nell’area metropolitana di Torino perlopiù nei Comuni di Frossasco, Cantalupa e Roletto. Scriviamo per sollecitare il vostro intervento per la risoluzione della questione in oggetto, sulla base dell’applicazione del principio di precauzione.

Nel Comune di Frossasco sorge il plesso scolastico di riferimento del territorio, che ospita bambini dai 3 ai 14 anni. Nel maggio 2019, mentre i bambini giocavano in giardino, accanto all’edificio della scuola elementare e a pochi metri da materna e secondaria (che si trova su una collinetta) è stato posizionato, ad opera del Consorzio TOP-IX (TOrino Piemonte Internet eXchange) del quale possedete partecipazioni, un palo di acciaio alto 25 metri.


Tale palo è predisposto come supporto per ospitare un numero indefinito di apparati di ripetizione del segnale digitale (antenne). I nostri bambini passano in quel plesso, che ospita anche pre e doposcuola, palestra e campo da calcio, fino a 11 ore al giorno. Nei giorni successivi, in seguito a una protesta, è stato indetto un incontro con il responsabile del
Consorzio Top IX che ha parlato di un’unica antenna punto-punto da 0.1W. Successivamente però, verificando la documentazione, è emerso che il palo potrà ospitare antenne di
varie potenze e frequenze, persino compatibili con la tecnologia 5G. Tutto questo per una lunghezza lineare di m 15, dai 25 ai 10 m di altezza: dunque ad oggi non è dato sapere né quali né quante antenne saranno posizionate sulla testa dei nostri bambini. Per opporci al posizionamento delle antenne abbiamo raccolto oltre 400 firme a sostegno di una petizione che abbiamo consegnato al Comune di Frossasco.

OSSERVATORIO SCUOLA – ALLEANZA ITALIANA STOP5G

Solo dopo la nostra protesta, il Comune di Frossasco ha ricordato di non aver mai provveduto a dotarsi del Regolamento sugli Impianti Radioelettrici. Lo ha dunque approvato ad ottobre 2019, ma il testo non ci ha tranquillizzati: il palo alle scuole è stato infatti lasciato fuori dalla regolamentazione, dalle dichiarazioni della Giunta parrebbe proprio su consiglio di Città Metropolitana. Visti risultati degli studi dell’istituto Ramazzini e del National Toxicology Program statunitense, che mettono in evidenza l’associazione tra l’esposizione alle onde elettromagnetiche tipiche delle antenne e alcune forme tumorali fra cui Schwannomi e Gliomi, vista la crescente parte del mondo scientifico internazionale che allerta sui rischi dell’esposizione ai CEM, visto il richiamo al principio di precauzione previsto dalla legislazione nazionale e regionale, ci chiediamo come sia possibile che voi siate sostenitori di un progetto che mette a rischio la salute dei bambini.

Perché la presenza, all’interno del Consorzio TOP-IX, di consorziati come BBBell, Elsynet, Eolo, Fastweb, Tiscali, Wind ed altre numerose società di servizi internet e telefonia non sollevi dubbi sulla reale natura senza fini di lucro del Consorzio stesso, è necessario che gli Enti che ne fanno parte esercitino la loro vigilanza a tutela dei cittadini. Siamo certi che la situazione sia stata determinata da un errore di valutazione e vogliamo credere che agirete sul Vostro Consorzio affinché il palo venga spostato e regolamentato”.

Comitato
UNITI IN VAL NOCE
per un futuro sano e sostenibile

In data 3/10/2019 la consigliera Rosanna Napoli del gruppo di minoranza Vivere Frossasco ha depositato una mozione nella quale si richiedeva al Comune di dotarsi di un Regolamento sugli impianti radioelettrici e di un Piano di Localizzazione antenne. Tale richiesta nasceva dalla constatazione sia della mancanza di regolamentazione, sia del posizionamento di un traliccio porta antenne alto 25 metri nel bel mezzo del plesso scolastico, senza peraltro che la relativa contrattualistica specificasse numero e tipologia di antenne da installare.

Facciamo presente che il plesso scolastico ospita circa 300 bambini dai tre ai quattordici anni, per otto e piu’ ore al giorno. Nella stessa mozione, al punto 6 veniva richiesto al Consiglio Comunale di esprimersi a favore dello STOP 5G per il principio di precauzione, fino alla pubblicazione di studi scientifici che attestassero con certezza l’assenza di rischi per la salute.

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Tuttavia, nonostante una petizione supportata da oltre 400 firme, in data 22 ottobre 2019 il Consiglio Comunale di Frossasco rigettava interamente la mozione.

In quella data l’Amministrazione si dotava si’ di un regolamento ma, paradossalmente, senza regolamentare il palo alle scuole in quanto per il momento destinato ad ospitare “solo” antenne di potenza inferiore ai 5W l’una, seppur in numero imprecisato per 15 metri lineari lungo l’altezza della struttura portante.

Suscita peraltro perplessità la scelta della Giunta di non recepire la consulenza del tecnico appositamente ingaggiato, che consigliava di normare anche gli impianti con antenne sotto i 5W: in risposta si faceva notare che l’Amministrazione stava rinunciando a tutelare i bambini.

Esprimiamo la nostra delusione, in primis per la decisione del Comune di Frossasco di posizionare delle antenne nel plesso scolastico, e successivamente per la scelta di non normarle e di permettere l’installazione della tecnologia 5G sul territorio, esponendo i nostri bambini e tutta la cittadinanza a rischi per la salute.

Il Comitato UNITI in Val Noce

per un futuro sano e sostenibile

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