Sensibilità Chimica Multipla (MCS), a quando il riconoscimento? Se ne è parlato a Montecitorio

di Roberta Borghese (Comitato Oltre la MCS)

Giovedi 28 Novembre 2019, si è tenuta presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, la conferenza sul tema  ‘MCS e malattie da ipersensibilità ambientale, quando il riconoscimento?”su iniziativa dell’On. Sara Cunial (Gruppo Misto).

L’On. Sara Cunial ha moderato gli interventi parlando della Sensibilità Chimica Multipla come malattia ambientale correlata all’esposizione a sostanze chimiche di sintesi che rende “la vita insopportabile per questi pazienti “Pazienti che  hanno grandi difficoltà a rivolgersi a strutture ospedaliere per essere curati a causa della  presenza di sostanze chimiche negli ambienti sanitari. Ha inoltre fatto presente che a differenza di quanto avviene in molti paesi europei, la MCS è riconosciuta solo in alcune regioni come Marche, Abbruzzo, Basilicata, Veneto e Umbria, ma che c’è un grande ritardo per il riconoscimento a livello nazionale. Ha aggiunto “oggi siamo qui non solo per il riconoscimento ma per chiedere delle procedure, l’inserimento nei LEA con l’assegnazione di un codice ICD”.

Tra i relatori il Dott. Francesco Rinaldi in rappresentanza dell’Associazione Assimas per il Sud d’Italia ha parlato di “Patologie Emergenti e convergenti è il momento per un inevitabile cambio di paradigma” per le quali è importantissima la formazione di medici di medicina ambientale; infatti è necessario che il personale medico e paramedico debba essere formato affinché non vengano utilizzate sostanze tossiche all’interno degli ospedali. Inoltre ha parlato di inquinamento ambientale in quanto siamo continuamente in contatto con diverse sostanze tossiche che provocano un accumulo all’interno dell’organismo che non riesce più a difendersi da questi insulti che provengono dall’esterno portando alla cronicizzazione della patologia e ha ricordato che inquinamento ambientale è anche l’elettrosmog e che chi soffre di MCS può sviluppare anche una ipersensibilità ai campi elettromagnetici così come Fibromialgia e Sindrome da Fatica Cronica. Ha evidenziato altresì una nuovissima patologia emergente denominata Sindrome Aerotossica che colpisce piloti di aereo e personale di bordo.

La Prof.ssa Daniela Caccamo dirigente biologa A.O.U. “G.Martino” di Messina ci ha parlato del “Riconoscimento della MCS: a che punto siamo?” partendo dai primi ricercatori che hanno evidenziato lo stato infiammatorio che provoca la MCS attraverso vari stadi fino ad arrivare alla irreversibilità e che i pazienti MCS sono persone suscettibili risentendo dell’ambiente circostante e si sensibilizzano manifestando molti sintomi; del questionario Qeesi, del Consenso Internazionale del 1999 fino ad arrivare alla Risoluzione di Roma del 2015 che evidenziano le difficoltà dei pazienti di vivere il quotidiano e al Consenso Italiano sulla MCS del 2019 che vuole essere una linea guida per un percorso diagnostico, di gestione del malato in ospedale e che è stato diffuso e firmato da varie associazioni e medici.

Il Dott. Franco Trinca, biologo nutrizionista ha affrontato il tema “ Strategie Nutrizionali per ridurre i principali meccanismi patogenetici della MCS” con approcci nutrizionali atti a stabilire un equilibrio acido-basico nell’organismo, come alimentazione biologica con cereali privi di glutine e con un necessario cambio di stile di vita. E’ necessario gestire la malattia attraverso vari approcci come la cura del microbiota e la cura dell’aspetto psichico anche attraverso la meditazione e la preghiera.

Il Dott. Diego Lazzaro Presidente dell’Associazione Ascolto e Azione di Montegrotto Terme in rappresentanza del Comitato Veneto, ci ha relazionato sulla situazione della Regione Veneto dove il problema del fattore ambientale è molto evidente e ha portato al riconoscimento della MCS a livello regionale.

E’ intervenuto il Sen De Bonis che ha dato il suo sostegno per incrementare il principio di precauzione per gli impatti sulla salute in relazione a sostanze chimiche e fisiche come ad esempio il 5G visto anche la carenza di informazione pubbliche.

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Sono intervenute alcune associazioni presenti in aula. Il Comitato Oltre la MCS evidenzia la difficoltà dei malati a farsi curare in ospedale sia per la presenza di sostanze tossiche che per il mancato riconoscimento della patologia;  propone la costituzione di un osservatorio sulla MCS a partire dai centri regionali presenti sul territorio e sottolinea il vuoto assistenziale determinato dalla chiusura del Centro di riferimento MCS del Policlinico Umberto I di Roma e dell’iniziativa presentata alla Regione Lazio insieme al CFU-Italia e all’Ass. Amica, di  una circolare rivolta a tute le strutture ospedaliere sull’assistenza ai pazienti MCS.

L’associazione Umbria MCA anche a nome del Coordinamento, ricorda che ben due Disegni di Legge sono pronti per la discussione in parlamento: il DDL del Sen. Pisani e il DDL della Sen. Bernini.

L’Associazione Amica fa presente la necessità di evitare conflitti di interessi per gestire al meglio i problemi derivanti dalle patologie ambientali.

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