Di Ciaula (medici ISDE Italia): “Come previsto, la propaganda 5G vuol alzare i limiti di legge a 50 V/m. Irresponsabili!”

In Senato sono in corso le audizioni parlamentari della lobby del 5G che, come ampiamente previsto dalle nostre inchieste, in nome del 5G rivendica l’innalzamento dei limiti soglia di legge dell’elettrosmog. Sul tema è intervenuto Agostino Di Ciaula, guida del comitato scientifico dei medici ambientali di ISDE Italia e autore di una ricerca sui pericoli socio-sanitari delle radiofrequenze non ionizzanti del 5G. Ecco cosa ha scritto Di Ciaula sul suo profilo Facebook.   

È in corso una corposa campagna propagandistica pro-5G. Come ampiamente previsto, questa si accompagna alla ripetizione ossessiva della “necessità” di aumentare il limite di legge italiano (6V/m), portandolo ai livelli della molto più alta media europea (circa 50 V/m). Mantenere i limiti vigenti ostacolerebbe la strada del 5G e, ovviamente, gli affari. La normativa vigente si basa sulle determinazioni della ICNIRP (una ONG privata), che valuta le soglie per la sola insorgenza di EFFETTI TERMICI (riscaldamento cutaneo) in seguito ad ESPOSIZIONI ACUTE, ignorando completamente i numerosi effetti BIOLOGICI (non-termici: soprattutto riproduttivi, neurologici, metabolici) successivi ad esposizioni CRONICHE, anche di bassa intensità. Un gruppo internazionale di scienziati indipendenti (il BioInitiative report) ha, al contrario, considerato anche gli effetti biologici descritti da numerosi studi, indicando come soglia di sicurezza 0.04 V/m (di molto inferiore ai 6V/m della normativa italiana).

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Mostro a titolo di esempio uno studio condotto su un gruppo di studenti di età compresa tra 12 e 17 anni, che frequentavano due diverse scuole esposte a intensità molto inferiori ai 6V/m (prossimità a ripetitori di radiotelefonia). Secondo gli Autori, l’esposizione per 6 ore al giorno a 0.2 V/m (valore 30 volte più basso del limite italiano) aumenta il rischio di diabete.

I risultati di questo studio, pur essendo in linea con evidenze precedenti su modelli animali, hanno bisogno di ulteriori conferme nell’essere umano. Indipendentemente da questo, comunque, le evidenze disponibili certamente NON ESCLUDONO la possibilità di effetti biologici per esposizioni croniche inferiori ai limiti italiani, come la IARC (OMS) NON ESCLUDE la possibilità di cancro da esposizione a radiofrequenze. Andare incontro ad un aumento delle esposizioni (h24 per TUTTI), all’utilizzo ampio, specifico e inedito delle onde millimetriche e proporre non una riduzione (come si dovrebbe) ma addirittura un aumento dei limiti vigenti, ignorando completamente le evidenze sull’inadeguatezza dei limiti ICNIRP, è da irresponsabili. Abbiamo bisogno di maggiore prudenza, non di cellulari più costosi o di lavatrici collegate al 5G”.

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