5G e rischio cancro, c’è un’altra versione dall’Istituto Superiore di Sanità. Perché in Parlamento non è stata ascoltata? NOTIZIA ESCLUSIVA OASI SANA

di Maurizio Martucci

Commissione parlamentare, indagine conoscitiva sul 5G, atto quarto sentita (già) la lobby del wireless. “Nessun pericolo dal 5G: questo dice la scienza”. Festa grande per Mirella Liuzzi (MoVimento 5 Stelle), transumanisti e sostenitori dell’intelligenza artificiale: auditi gli esperti chiusa da un pezzo l’asta per le radiofrequenze, ciliegina sulla torta arriva il lasciapassare per proseguire la sfrenata corsa verso l’iperconnessione, irradiazione multipla e permanente sulla popolazione ignara. Altro che moratoria precauzionale, indagine epidemiologica e studi preliminari sulla valutazione del rischio socio-sanitario. Milioni di nuove antenne per tutti a 61 V/m, ipse dixit: “Ho chiesto personalmente l’audizione dell’Istituto Superiore di Sanità per dare una risposta da parte della scienza riguardo le possibili controindicazioni del 5G: ha permesso di fugare ogni preoccupazione per la salute”.

dott. Alessandro Vittorio Polichetti – ISS

Alessandro Vittorio Polichetti è primo ricercatore del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, convocato dalla Camera ha spiegato ai deputati come il ‘5G non porrà prevedibilmente nessun problemaper la salute’ richiamate le attuali tecnologie 2G, 3G e 4G. Un duro colpo per la più aggiornata letteratura biomedica che attesta il contrario e per le vittime del pericolo invisibile, malati a cui i tribunali riconoscono il nesso radiofrequenze=cancro e sindrome da elettrosensibilità. Se non altro perché, prevedibilmente, nell’analisi dei pericoli da elettrosmog la partita è tutt’altro che chiusa, come invece Liuzzi lascerebbe intendere, vista la disponibilità dell’indipendente Istituto Ramazzini a studiare gli effetti del 5G prima dell’annunciato salto nel vuoto, richiamate le priorità degli agenti tossici nell’aggiornamento sulla cancerogenesi dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro: radiofrequenze ‘cancerogene probabili’ o ‘certe’ già nel 2020?

dott. Pietro Comba – ISS

All’Istituto Superiore di Sanità infatti non c’è solo Polichetti (noto per la sua posizione negazionista sugli effetti non termici di Wi-Fi, Smartphone e cellulari), perché l’ente dispone pure di un parere altrettanto autorevole ma (guarda caso) inverso e contrario al primo: il biglietto da visita di Pietro Comba, dirigente di ricerca nel Dipartimento ambiente e salute e responsabile del reparto di epidemiologia ambientale e sociale, lo tratteggia così Angelo Gino Levis (ex mutagenesi ambientale dell’Università di Padova): “In Italia Pietro Comba è uno dei migliori epidemiologi in attività, già nel 1998 pubblicava dei rapporti, certificati anche dall’Iss, in cui queste frequenze venivano classificate come probabili agenti cancerogeni, cioè classe 2A, dietro solo alle radiazioni ionizzanti, che sono sicuri cancerogeni”. In questi vent’anni, Comba è stato perito nel giudizio contro Enel finito nella condanna di risarcimento per danni alla salute provocato dall’elettrosmog aziendale su due agricoltori di Rimini (Cassazione 2008) e, sempre Comba, nel 2002 sostenne il nesso causale poi per getto pericoloso di cose (art. 674 codice penale, le onde elettromagnetiche) in favore dei colpiti da leucemia nella zona della periferia romana irradiata da Radio Vaticana (Cassazione 2011). La domanda, quindi, sorge spontanea: perché è stato sentito solo Polichetti e non pure Comba?

               Il dubbio sui motivi per cui in Parlamento sia stata audita solo una versione e non l’altra (o quanto meno entrambi) è più che legittimo, considerato che proprio in casi come questo si applica il Principio di Precauzione sancito dall’Unione Europea, vista l’assenza di una posizione univoca sui pericoli sanitari dell’inesplorato 5G (denunciati anche dal Comitato scientifico europeo) e la mobilitazione della comunità medico-scientifica internazionale che a gran voce invoca una moratoria per fermare lo tsunami elettromagnetico. Ignorato volontariamente da Di Maio & C. “Quando un perito come Pietro Comba dell’Istituto Superiore di Sanità – di giustezza, chiosava Levis in una vecchia intervista quanto mai attuale – sostiene che al di sopra di valori di 0,3-0,4 microtesla aumentano, oltre le leucemie infantili, diversi tipi di tumori, il magistrato dice che bisogna intervenire anche se non ci sono casi di malattie conclamate, perché quando si tratta di proteggere la popolazione non conta solo il danno, ma anche il rischio“.

Appunto, è proprio quello che l’alleanza italiana Stop 5G chiede di scongiurare. E in audizione, come poi nella successiva conferenza stampa di Montecitorio, c’erano ISDE Italia, Istituto Ramazzini e – a denunciare il pericolo – con gli ammalati c’eravamo pure noi. Mica solo Polichetti, capito Mirella Liuzzi?

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