“L’arma italiana contro il Covid: le onde elettromagnetiche”, lo scrive Milano Finanza. C’è un prodotto commerciale e uno studio scientifico

di Maurizio Martucci

I rivoluzionari dispositivi che proteggono dai virus respiratori“. Della serie ‘se non fa male… allora fa bene‘, eccoci ad una nuova rocambolesca puntata sull’invisibile irradiazione elettromagnetica: da alcuni eretici studiosi ritenuto come possibile attivatore di virus, adesso è invece diventato l’arma per combatterlo. Insomma, se non l’uno, allora è l’altro. E un effetto di sicuro lo provoca. “Con un’intensità inferiore a quella di un comune Wi-Fi o Smartphone.” Lo riporta oggi il quotidiano Milano Finanza, intervistato Vincenzo Pompa, amministratore delegato di e4life, azienda produttrice di un’ausilio anti-virus, venduto sul mercato con un’efficacia “superiore al 90% contro Covid e influenza,” ma pure come «una perfetta soluzione complementare ai vaccini“, con tanto di certificazione internazionale CE e SAR (tasso di assorbimento specifico, il valore di assimilazione delle irradiazioni wireless da parte del corpo umano, riportato anche nei bugiardini dei telefoni cellulari e Smartphone). “L’arma italiana contro il Covid: le onde elettromagnetiche di e4life“, è il titolo dell’articolo a firma della giornalista Silvia Valente. Il brevetto è italiano, proprietà e4life. Come funziona? “Si basa sulla trasmissione di onde che, in presenza di virus nell’ambiente, agiscono sull’equilibrio tra cariche positive, interne al nucleo, e cariche negative – che compongono il guscio del virus“, riporta il giornale economico-finanziario milanese. “La creazione di un preciso campo elettromagnetico destabilizza questo equilibrio distruggendo l’involucro esterno del virus inattivandone, di fatto, il potere di diffusione e trasmissione da un individuo a un altro. L’azione sanificante è generata, in parole semplici, attraverso la propagazione istantanea di onde che, con un’intensità inferiore a quella di un comune Wi-Fi o Smartphone, creano la «Life Cloud», uno spazio sicuro dal contagio“. La disponibilità è per due diverse tipologie di prodotti, uno pesa 100 grammi, si porta al collo come una collana con ciondolo, ma è stato progettato anche in una variante per spazi chiusi o aperti, raggio di azione di 50 metri quadri. “Questa tecnologia rappresenta «una perfetta soluzione complementare ai vaccini e agli attuali dispositivi di prevenzione e protezione per ridurre la propagazione di virus nell’aria» a Milano Finanza ha detto Pompa, non chiarendo però né la frequenza né l’intensità di potenza usata, limitandosi ad un generico “intensità inferiore al Wi-Fi” (di norma 2,4 Ghz, seppur con diversa intensità nello stesso intervallo del forno a microonde usato in cucina per cuocere e riscaldare il cibo).

Insomma, per un’empirismo ufficialmente certificato e commercializzato, quanto da anni sostenuto dagli etichettati complottisti e fomentatori delle dichiarate teorie cospirazioniste sulle radiofrequenze come possibile agente innescante il patogeno (il caso di 5G/Bergamo lo ricordiamo bene così come le menzogne istillate ad arte dal sindaco Giorgio Gori:a Bergamo non abbiamo antenne 5G”, quando invece c’erano eccome), adesso trova una virata a trecentosessanta gradi in versione opposta e contraria sui redazionali nel mainstream, secondo i quali le onde non ionizzanti contrastano l’allarme che dal 2020 ha fermato e stravolto il mondo intero. Apriti cielo! Allora una correlazione c’è pure per loro!

e4life è una joint venture, cioé una collaborazione di imprese, tra ELT Group (si occupa di sistemi di Difesa Elettronica) e Lendlease (società australiana nel ramo della rigenerazione urbana, suo anche il World Trade Center a New York), si occupa di innovazione tecnologica ed è presieduta dall’informatico italo-americano Alberto Sangiovanni Vincentelli, tra i nomi noti della Silicon Valley come docente dell’Università della California a Berkeley.

Il funzionamento del dispositivo anti-Covid è spiegato nel sito di e4life: “sottopone i virus ad un preciso campo elettromagnetico oscillante che manda in risonanza il guscio esterno fino a romperlo. In questo modo i virus sono completamente inattivati e non sono più in grado di infettare. I campi elettromagnetici inattivano la carica virale in aerosol che include droplet fino a 10 Micron con una efficacia superiore al 90%. Ciò avviene con una velocità di propagazione pari a quella della luce rendendo quasi istantanea l’inattivazione virale. L’azione sanificante è generata usando onde elettromagnetiche di intensità inferiore a quella di un comune WiFi o telefono cellulare (…)  È la prima volta al mondo che si sanificano ambienti attraverso un sistema non chimico e senza materiali filtranti ma solo con onde elettromagnetiche non dannose“. (curioso quel “non dannose“: ammette implicitamente l’esistenza di quelle invero dannose).

La ricerca di riferimento da cui è nato il prodotto italiano è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature da un’equipe di ricercatori universitari di Taiwan, ufficialmente parte della Repubblica Popolare di Cina. Si intitola “Assorbimento risonante a microonde dei virus SARS-CoV-2“, è uscita nel 2022. Primo firmatario e coordinatore dello studio è Peng-Jui Wang del Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell’Università Nazionale a Taipei. “Le microonde a bassa potenza possono disattivare efficacemente il virus dell’influenza di tipo A attraverso l’effetto di trasferimento di energia di risonanza della struttura non termica, a una frequenza corrispondente alla frequenza della modalità dipolare acustica confinata del virus“, si legge nello studio che parla di vero e proprio effetto biologico dell’elettrosmog .“I nostri risultati suggeriscono la possibile frequenza di radiazione per i dispositivi di sterilizzazione a microonde recentemente proposti per inattivare il virus SARS-CoV-2 attraverso un meccanismo non termico in modo da controllare la trasmissione della malattia nell’era post-pandemia.” Ecco cosa affermano i ricercatori:  “Uno studio recente ha inoltre rivelato che le microonde a 8,4 GHz con densità di potenza di 810 W/m 2 possono rompere efficacemente la membrana del virus dell’influenza A attraverso l’effetto SRET, ottenendo così una riduzione di almeno 3 log al virus attivo in meno di 15 minuti. (…) In questo rapporto è stato osservato un assorbimento significativo delle microonde da parte del virus SARS-CoV-2 alle corrispondenti frequenze di risonanza delle microonde. Abbiamo identificato due frequenze di risonanza, 4 e 7,5 GHz, sugli spettri di perdita di inserzione normalizzata (IL) con un’ampiezza fino al 32% della frequenza di risonanza fondamentale, che è commisurata a quella precedentemente riportata per densità più elevate del virus dell’influenza A H3N2.”

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