Medicina, gli effetti dell’elettrosmog sulla salute materia d’esame all’Università in un master post-lauream

Il pericolo invisibile sbarca all’università e diventa materia d’esame per un master di secondo livello in medicina integrata. “L’insieme di conoscenze che gli scienziati hanno ottenuto muovendosi all’interno del paradigma cartesiano, e successivamente di quello meccanicistico, riduzionista ed infine materialista, ha permeato la scienza occidentale e le sue mirabili conquiste. Oggi, tuttavia, non possiamo che constatare l’irreversibile crisi di questo paradigma“. La docenza è stata affidata al Prof. Maurizio Martucci nel Master di secondo livello in Medicina Integrata diretto dal cardiologo Prof. Massimo Fioranelli e promosso dall’Università degli Studi Guglielmo Marconi:“I destinatari del Master possono essere identificati in tutti gli operatori sanitari che hanno conseguito una laurea magistrale – in particolare, medici chirurghi, odontoiatri, biologi, farmacisti, psicologi, osteopati, Infermieri, fisioterapisti e in tutti quegli ‘operatori della Salute’ che, nell’ambito delle proprie mansioni e competenze professionali, si trovino nella necessità di interfacciarsi con pazienti che richiedano prestazioni della medicina integrata.

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Il tema dell’inquinamento elettromagnetico nell’iterazione biologica coi corpi viventi è inserito nel terzo modulo del master, dal tiolo =Oltre l’orizzonte conosciuto. Si legge dal sito dell’UniMarconi, università telematica di Roma:

In questi ultimi anni abbiamo compreso a fondo come la scienza ed il senso comune non siano avulsi, ma si influenzano vicendevolmente in quanto le principali teorie scientifiche, complice un sistema mediatico impreparato, attraverso la scuola, la divulgazione, entrano a far parte del bagaglio culturale di un popolo e ne modificano la visione del mondo, le credenze, gli stili di vita e quindi il senso comune; ma anche il ricercatore risente degli assunti di senso comune, dell’ambiente socioculturale di cui fa parte e ciò si riflette anche sui confini della ricerca.

Molte cose stanno tuttavia cambiando nel mondo della medicina e nuove scoperte rendono disponibili nuove visioni della realtà; nuove mappe semantiche stanno creando un nuovo paradigma, nel quale i medici sperimentano che non esiste una sola medicina, ma che l’integrazione di più approcci terapeutici risulta più appropriata ai bisogni di chi sperimenta la malattia. In questa nuova visione i pazienti sono parte attiva ed irrinunciabile nel determinismo del proprio benessere, della propria salute e del processo di guarigione.

La medicina integrata è una combinazione di medicina convenzionale e di altre tecniche di cura che non sono usualmente insegnate nelle Università occidentali. Oltre ad incorporare tutti gli incredibili progressi della tecnologia e della farmacologia, la medicina integrata pone al centro della cura dell’essere umano la nutrizione, gli stili di vita, i vissuti emozionali e, in ultima analisi, le interazioni tra mente e corpo. Il medico che segue i dettami dell’integrazione è consapevole che il suo compito è un compito maieutico: quello di tirare fuori dalla persona la sua potenza di autoguarigione e che l’atto medico ideale è quello che attiva la guarigione da dentro.

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