Clamoroso in USA, 5G bloccato per un anno: stop fino al 2023 negli aeroporti, per evitare “crisi catastrofiche”!

di Maurizio Martucci

Clamorosa notizia dall’America: il 5G è stato ufficialmente bloccato, anzi ritirato da tutti gli aeroporti statunitensi per un anno, almeno fino a Luglio 2023. Motivo? Pericolo di interferenza con gli altimetri degli aeroplani e conseguenziali possibili catastrofi in volo da evitare, ovvero quanto non vale per umanità e ambiente (principio di prevenzione del danno), vale invece per gli apparecchi radiomobili. E’ quanto si apprende dall’accordo raggiunto ieri dalla Federazione dell’Aviazione Americana (FAA) e le Telco, tra cui Verizon, il colosso del 5G statunitense nel cui consiglio d’amministrazione sedeva Vittorio Colao ancora in carica fino a 24 ore prima di diventare ministro nel Governo Draghi. “Hanno concordato volontariamente di ritardare l’utilizzo di alcuni C-Band 5G fino a luglio 2023 poiché i vettori aerei lavorano per adattare gli aeroplani per garantire che non subiscano interferenze“, annuncia il canale di all news Cnbc. La contesa ruota intorno alla pericolosità della C-Band 5G, cioé alla banda usata dal 5G nello spettro di frequenza radio della microonde centimetriche compresa tra i 4 e gli 8 Ghz., usate sin dagli anni ’70 del secolo scorso in ambito militare e TV. La contestata C-Band si trova anche tra le due bande Wi-Fi a 2,4 GHz e 5 GHz: in Italia, oltre alle 700 Mhz riconvertite dalle televisioni e disponibili dal 1 Luglio 2022, le bande pioniere del 5G prevedono pure la banda dei 3,6-3,8 GHz ma anche le temutissime microonde millimetriche a 26,5-27,5 GHz.

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La paura di interferenze tra la sommatoria multipla di radiofrequenze del wireless di quinta generazione e la strumentazione di bordo degli aerei già nei mesi precedenti aveva portato ad una vera e propria levata di scudi da parte delle compagnie di volo, previsti persino disastri se il 5G avesse preso piede come invece adesso scongiurato, in attesa di verifiche. L’assenza di studi ambientali e sanitari preliminari si ripercuote anche nell’assenza di test sulla strumentazione elettronica dei velivoli in aria, in particolar modo sugli altimetri: un problema serio se si pensa a cosa potrebbe accadere coi voli in quota o in atterraggio, colmi di persone magari in viaggio per il periodo estivo. Verizon ha affermato ieri limiterà la “distribuzione della nostra rete 5G negli aeroporti in un approccio graduale nei prossimi mesi“. AT&T, società telefonica statunitense con sede in Texas, ha invece comunicato di aver volontariamente “scelto in buona fede di attuare queste misure precauzionali più personalizzate in modo che le compagnie aeree abbiano più tempo per adattare le apparecchiature“. Si parla quindi di filtri, di schermature. Gli altimetri degli aeroplani forniscono dati sull’altezza di un aereo dal suolo e sono cruciali per l’atterraggio in caso di maltempo, motivo per cui il conflitto con l’implementazione del 5G ha già portato ad interruzioni in alcuni aeroporti statunitensi all’inizio di quest’anno.

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Dopo l’accordo tra Telco e aviazione, la questione adesso è rinviata di un anno, ma il dubbio è se a Luglio 2023 gli aeromobili potranno essere o meno tutti dotati di filtri elettromagnetici in grado di schermare le interferenze del 5G sugli altimetri è molto più di un’incognita. Gli amministratori delegati delle compagnie aeree americane già il 17 gennaio 2022 avevano avvertito di un’imminente crisi “catastrofica” dell’aviazione che avrebbe potuto bloccare quasi tutto il traffico a causa del dispiegamento del 5G.

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