Sindrome dell’Avana o Elettrosensibilità? Moskowitz: “è un’arma, nazione a rischio”. Tra 007 è guerra d’elettrosmog?

di Maurizio Martucci

Circa 150 casi tra Cuba (L’Avana), Austria (Vienna), Germania (Berlino),Cina (Guanghzhou), esattamente come ai tempi della Guerra Fredda era già avvenuto nell’ex Unione Sovietica (Mosca).Vertigini, mal di testa, stanchezza, nausea, ansia, alterazioni sensoriali, deficit all’udito e perdite di memoria, Danni cognitivi permanenti, poi in alcuni casi il tumore, fino alla morte: l’hanno chiamata Sindrome dell’Avana e preoccupa seriamente il presidente americano Joe Biden (ha fortemente voluto due task force di studio), colpito principalmente il corpo diplomatico USA in servizio nelle ambasciate e nei consolati a stelle e strisce in giro per il mondo. “Molti funzionari hanno accusato i sintomi anni dopo aver segnalato un incidente – riporta ABC News mentre ad alcuni sono state diagnosticate lesioni cerebrali traumatiche“. Potrebbe sembrare strano ma si tratta di una vera e propria sindrome intelligente, potremmo dire col misurino, in grado di decidere chi e cosa colpire, calibrata con minuziosa scientificità come una freccia scagliata sull’obiettivo sul corpo diplomatico, se a lamentarsene è sempre e solo il personale impiegato (e loro famigliari). Non solo, perché di recente ha avvertito e denunciato questi disturbi anomali anche un membro della delegazione d’intelligence del capo della CIA in visita India così come un funzionario del Consiglio di sicurezza nazionale a passeggio nell’Ellipse Park, a sud della Casa Bianca, mentre il volo da Singapore in Vietnam di Kamala Harris, vice presidente USA, ha dovuto subire un’inatteso ritardo. Motivo? Sempre lo stesso, Sindrome dell’Avana

Le cronache continuano a parlare di mistero, ma rileggendole con più attenzione, incrociati gli studi scientifici e il parere degli esperti, sembra che di misterioso ci sia in realtà davvero poco, se non la difficoltà e l’imbarazzo di dire le cose per come realmente stanno. In pieno lancio del 5G e dell’inizio dell’iperconnessione permanente e ubiquitaria dell‘Internet delle cose, siamo di fronte ad una nuova guerra di spionaggio ingaggiata tra gli 007? Parrebbe proprio così se la Germania indaga su un presento attacco di armi soniche, mentre Joel M. Moskowitz, ricercatore statunitense presso la facoltà della School of Public Health dell’Università della California, Berkeley, sostiene addirittura come si tratti d’Elettrosensibilità (EHS), cioé della malattia dell’Era Elettromagnetica, di effetti non termici ma biologici correlati all’esposizione ai campi elettromagnetici, microonde e radiofrequenze, esattamente come confermato nel rapporto del comitato di esperti delle Accademia Nazionale delle Scienze americane che parla di Sindrome da irradiazioni a microonde, evidenziando come “l’energia a radiofrequenza diretta e pulsata sembra essere la spiegazione più plausibile“. Proprio Moskowitz sostiene che “se la mia ipotesi è corretta, la fonte di esposizione per la Sindrome dell’Avana è un’arma, se solo una minoranza di individui esposti sono suscettibili di sviluppare gravi sintomi associati con l’EHS: si stanno mettendo a rischio i segreti della nostra nazione!” Si tratterebbe quindi di una rivisitazione aggiornata e corretta di quanto già visto ai tempi della Guerra Fredda, quando l’ambasciata americana di Mosca venne letteralmente bombardata di radiazioni per monitorare le comunicazioni orali nell’ufficio dell’ambasciatore.

Infatti, come racconto nel mio ultimo libro d’inchiesta #STOP5G, salute, ambiente, geopolitica, privacy, transumanesimo e controllo sociale: libro-inchiesta sui lati oscuri del futuro digitale (Terra Nuova Edizioni, 281 pagine, 18,00 €), dal 1953 al 1976 le radiofrequenze a microonde non ionizzanti tra 2,5 e i 4 Ghz con soli cinque microwatt per centimetro quadrato (quindi ben al di sotto del livello di potenza dei forni a microonde e dello standard bluetooth usato nei sistemi auricolari senza fili per smartphone e telefoni cellulari) furono usate per ‘bombardare’ l’Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca attraverso un radar nascosto in un edificio lontano circa 100 metri dall’obiettivo. Si pensò allo spionaggio, agli 007, all’attentato diplomatico senza prove, tanto che alcuni funzionari americani avanzarono il sospetto che le microonde avrebbero potuto interferire con le strumentazioni in dotazione, al punto da bloccare le loro apparecchiature di intelligence. Ma si pensò pure all’uso del wireless per il controllo mentale o per attivare dispositivi di monitoraggio elettronici nascosti dai sovietici nell’ambasciata. Qualcuno, consapevole degli effetti biologici delle radiofrequenze, ipotizzò anche un’azione condotta per far ammalare le persone, per procurare malattia tra i diplomartici. Ne seguì uno studio, però mai pubblicato a revisione paritaria, in cui vennero confrontati i dati di 4.388 dipendenti (1.827 avevano prestato servizio nell’ex Unione Sovietica)e in cui si sosteneva che non emergevano prove dell’impatto negativo dell’esposizione a radiofrequenze. Lo stesso impianto metodologico dello studio fu però contestato”. Ma nell’ottobre 2021 sulla rivista Science Advances dell’American Association for the Advancement of Science è stato pubblicato uno studio dell’esercito e dell’aeronautica degli Stati Uniti che ha rilevato come le microonde pulsate . attenzione: conformi agli attuali standard di sicurezza – potrebbero potenzialmente causare lesioni cerebrali traumatiche. Da qui la logica previsione: sarà una guerra di spionaggio a decretare definitivamente il riconoscimento internazionale dell’Elettrosensibilità come malattia ambientale altamente invalidante e correlata alle radiofrequenze? Alla faccia del negazionismo e della teoria dei soli effetti termici da surriscaldamento… se a pagarne dazio sono i diplomatici e non il popolo (bue).

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