1° Meeting nazionale STOP 5G, Giuseppe Teodoro (comitati di Roma): “In Parlamento un disegno di legge per regolamentare le antenne!”

E’ stato un grande successo: sala piena, circa 150 partecipanti, a cui dobbiamo aggiungere le numerose persone collegate in diretta radiofonica dall’America e i 10.000 che hanno seguito lo streaming sulla Web TV. Tra i numerosi e qualificati interventi offerti dai relatori intervenuti a Vicovaro nel 1° meeting nazionale STOP 5G, riportiamo la testimonianza di Giuseppe Teodoro (figura di riferimento nella lotta contro l’elettrosmog nella città di Roma) che ha annunciato la presentazione ij Parlamento di un disegno di legge per regolarizzare la localizzazione delle antenne di telefonia mobile nei Regolamenti comunali. In esclusiva su OASI SANA riportiamo integralmente il testo dell’intervento.

Parto dall’assunto che la realtà di una metropoli, quale è Roma, non può essere paragonata a quella di altri contesti urbani della nostra Penisola, sia per dimensione territoriale, che per qualità e quantità dei conflitti.

La lotta all’Elettrosmog a Roma, ribattezzata non a caso dai comitati civici come vera e propria “battaglia di civiltà”, ha una storia che ha abbracciato tutto l’arco temporale dell’evoluzione delle tecnologie di comunicazione mobile.

Dai primi anni 2000 ad oggi la Capitale è stata attraversata da decine, centinaia di iniziative di mobilitazione, dirette a rivendicare, non il reticolo del proprio orticello, del proprio giardino (la c.d. Sindrome Nimby), ma il diritto di partecipare alle scelte strategiche di governo del territorio ed a sensibilizzare gli amministratori pro-tempore sul deprecabile far west elettromagnetico, che imperversava indisturbato.

Potremmo dire che a Roma l’indecoroso fenomeno di “Antenna Selvaggia” si è accresciuto, per gravità, al pari di quello dell’abusivismo edilizio, ed ha contribuito ad assegnare alla città il triste primato di “più grande discarica elettromagnetica d’Europa”, con le sue oltre 5 mila antenne, torri, tralicci, ripetitori e srb, dislocate confusamente secondo criteri utili solo agli operatori TLC.

Insomma, la Capitale è divenuta ostaggio di migliaia di “protuberanze elettromagnetiche”, che oltre a rendere insicura la popolazione per i rischi connessi ad una esposizione ubiquitaria e subdola dei CEM, ha finito per mortificare lo skyline più bello del mondo, il più protetto, dichiarato “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco!

Con l’avvento del 5G, per le caratteristiche peculiari di tale tecnologia, le 5 mila antenne esistenti sono purtroppo destinate a moltiplicarsi, raddoppiando o triplicando il loro numero, con effetti devastanti per il territorio e la sua popolazione.

Ma Roma, attraverso i suoi abitanti riuniti in comitati e associazione, ha maturato una coscienza civica qualificata e indomita, che nel tempo ha “costretto” i suoi governanti a riconoscere la necessità di disciplinare tale fenomeno, dotandola di un Regolamento.

Tralascio ora qui, per ragioni di tempo, le tormentate vicende che hanno accompagnato e seguìto l’approvazione del Regolamento capitolino (Del. 26/2015). Un evento storico per Roma, atteso da decenni e ribattezzato Regolamento “delle tre P” (perché recepiva i principi di Partecipazione, Precauzione, Pianificazione). Purtroppo sono trascorsi quasi 4 anni e ancora lo stesso non risulta applicato nei suoi contenuti, mancando l’elemento fondamentale della Pianificazione. Una inqualificabile inerzia, che non trova giustificazione alcuna!

E cos’è un Regolamento? E’ uno strumento di pianificazione settoriale urbanistico, riconosciuto dalla Legge Quadro 36/2001, all’art. 8, 6° comma ai comuni, per la gestione razionale e coerente del fenomeno di proliferazione impetuoso di impianti tecnologici (“I comuni possono dotarsi di un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti radioelettrici, di radiodiffusione e di telefonia mobile nonché al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”)

Ora, e qui vengo alla proposta che vorrei sottoporre a questa qualificata Assemblea, l’osservazione della realtà ha condotto a dimostrare che la gran parte dei comuni, che volontariamente si sono dotati di strumenti urbanistici di pianificazione per gestire il moltiplicarsi caotico e indisciplinato di tali infrastrutture, hanno conseguito contestualmente gli obiettivi di:

  1. Ridurre l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici;
  2. Garantire un efficiente servizio di copertura delle reti;
  3. Diminuire sensibilmente il conflitto sociale che aveva sospinto le proteste;
  4. Rappresentare sotto il profilo urbanistico una visione dello skyline ordinata e gradevole.

Da qui l’idea di presentare una proposta di legge, che, recependo il principio di rafforzamento dei poteri di pianificazione territoriale assegnati agli enti locali, persegue l’obiettivo di coniugare le rispettive esigenze, di tutela della popolazione nei centri urbani e di copertura delle reti telefoniche.

Oggi qui sono felice di annunciare che martedì prossimo, in Aula del Senato, sarà presentato il disegno di legge che va in questa direzione.

Se un progetto simile fosse recepito anche alla Camera, attraverso una convergenza di giudizi, anche trasversalmente, da parte di uno o più gruppi parlamentari, con molta probabilità si otterrebbe il risultato di invertire la rotta, che oggi porta a spogliare gli enti locali di poteri e funzioni, rafforzandone al contrario le competenze, in un’ottica virtuosa di efficiente gestione del territorio.

Giuseppe Teodoro

Coordinamento comitati romani contro l’elettrosmog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...