di Maurizio Martucci
Il perdono presidenziale nello sconto sui 20 anni di carcere in cambio della verità. E’ questa la formula ricattatoria formulata a Donald Trump dall’avvocato di Ghislaine Maxwell, la criminale ex compagna e sodale del pedofilo Epstein, figlia di Robert (ricco imprenditore, ex parlamentare britannico e agente dell’israeliano Mossad), audita senza successo oggi dalla Commissione di vigilanza della Camera americana. “Avrebbe risposto alle domande se le fosse stata concessa la grazia dal presidente Trump.” Secondo le indiscrezioni formulate al New York Times dal legale della reclusa, se parlasse“potrebbe scagionare sia Trump che l’ex presidente Bill Clinton, entrambi con legami documentati con il signor Epstein, da qualsiasi accusa di illecito.”

I files Epstein sono lo scandalo più orribile e scabroso della nostra storia, riguarda i potenti del mondo. Crimini, ricatti e delitti perpetrati per decenni da un sistema nell’ombra, alimentato nei piani alti da impunità e connivenze inquietanti. I nomi più gettonati sono dei presidenti americani Trump, Bush, Obama, Clinton, coinvolti a vario titolo nei documenti di un’inchiesta che fa tremare i polsi e sconvolge l’opinione pubblica, non solo statunitense. Poi l’ex primo ministro d’Israele, Ehud Barak, la famiglia reale d’Inghilterra col principe Andrea, i grandi banchieri di Bank of America e la dinastia dei Rothschild. Infine i guru della Silicon Valley, i padrini delle recenti politiche vaccinali, di dichiarata pandemia planetaria, 5G, transumanesimo, robotica e Intelligenza artificiale: Bill Gates, Jeff Bezos, Peter Thiel, Mark Zucherberg, Elon Musk e Reid Hoffman, sono citati decine di migliaia di volte. C’è pure il disegnatore dei Simpson e artisti di musica e mondo dello spettacolo. Tutti nella piramide criminale disegnata da Jeffrey Epstein e dell’ex compagna Ghislaine Maxwell, menti e manovratori di una struttura rompicapo, oggi pozzo senza fine. Lui è stato dichiarato morto nel 2019, tra molti dubbi e una controversa condanna per sfruttamento alla prostituzione. Lei è ancora in carcere, sconta una pena di 20 anni. La perversione sessuale, il macabro e l’odio verso la vita sono il filo rosso di tutta l’inchiesta, divisa almeno su tre livelli. Il primo, la base piramidale, sono efferati abusi sessuali, rapimenti, sevizie e stupro di minori, bambine tra l’infanzia e l’adolescenza, dagli 11 anni in poi, come a volerne succhiare il sangue dello sviluppo.
“Epstein, una piramide a tre livelli: pedofilia, ricatto da intelligence, cannibalismo rituale.” Maurizio Martucci su Le Ali del Brujo – VIDEO
Almeno 1.200 le ragazzine coinvolte, un adescamento pedofilo fuori le scuole per poi indirizzarle nelle ville del mostro, pure nell’isola dell’orco ai Caraibi. Una lussuosa palazzina a Manhattan, una faraonica residenza a Palm Beach, un ranch nel New Mexico, pure un elicottero e due aerei privati. Era la prova iniziatica, il passaggio preliminare. Solo quelle più promettenti finivano al secondo livello, trasformate in arma di ricatto verso i big. La trappola al miele. Qui l’inquietante ombra dell’intelligence, gli 007 di Mossad e CIA, i potenti servizi segreti nella disponibilità di filmati, registrazioni, foto, video, documenti compromettenti. In questo secondo livello entravano in ballo i legami di Epstein con personaggi chiave e i suoi rapporti con l’establishmentpolitico, istituzionale, finanziario dell’Occidente. Poi il terzo livello, quello più occulto, nell’alto della piramide, riguarda efferati crimini, mutilazioni di bambini, cannibalismo e antropofagia di corpi, spregevoli delitti. Ci sono testimonianze agghiaccianti, descrizioni nei particolari, affermazioni rilasciate nei video, carte, email. Si tratta di sacrifici umani che rimandano alla storia medievale delle Pasque di sangue e alla figura del Beato Simonino da Trento, un culto rimosso dal calendario cattolico solo nel 1965. Ma nel caso Epstein, il sangue degli innocenti avrebbe avuto matrice doppia e sacrificale: il brivido adrenalinico nei carnefici e la bevanda offerta alle divinità infernali. Dal sito ufficiale del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti sono disponibili 300 gigabyte di materiale compromettente, oltre 3 milioni e mezzo di documenti rilasciati, altrettanti ancora segreti, bloccati tra incomprensibili omissis e cancellazioni arbitrarie. Siamo solo all’inizio.
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