di Maurizio Martucci
Dopo l’annuncio shock di Robert F. Kennedy Jr. di voler dotare entro i prossimi 4 anni ogni cittadino americano di un dispositivo intelligente attaccato al corpo per inviare in tempo reale i dati sanitari (es. glicemia) alle multinazionali di Big Tech, adesso spunta un articolo scientifico “sulla possibilità di usare dispositivi Smart Dust per controllare le funzioni del corpo umano per migliorare la salute“, ormai assodato come “tecnologie avanzate come l’Intelligenza artificiale, l’Internet delle cose e Smart Dust siano destinate a trasformare non solo la vita umana, ma anche la natura umana stessa.” Un vero e proprio proclama transumanista per la mutazione della specie nella fusione del fisico col biologico e digitale già al centro del mio libro inchiesta TecnoUomo 2030, ora pure in Tecnologia Smart Dust: convergenza tra virtuale e fisico. Sesta conferenza internazionale virtuale, documento di 8 pagine come “percorso per una società della conoscenza per la gestione dei rischi e l’innovazione“, redatto il 13 Gennaio 2025 dai ricercatori serbi Aleksandar M. Filipović e Željko Bjelajac col russo Lazar Stošić all’indomani della conferenza tenuta ad Ottobre 2024 nel Centro di Ricerca sui Sistemi Complessi – Istituto di Matematica dell’Accademia Serba delle Scienze e delle Arti.”SmartDust, in particolare, offre possibilità senza precedenti per integrare minuscoli dispositivi intelligenti nella biologia umana, portando alla convergenza di sistemi digitali e biologici. Questa integrazione, spesso discussa nel contesto del transumanesimo, solleva interrogativi etici ed esistenziali, sfumando i confini tra il mondo fisico e quello digitale. Mentre la convergenza tecnologica promette di migliorare le capacità intellettuali, fisiche e mentali, pone anche sfide legate al controllo, all’identità e alla privacy. La potenziale comparsa di entità bio-cyber – esseri umani potenziati dall’intelligenza artificiale – segna un profondo cambiamento nella condizione umana, che potrebbe portare a cambiamenti irreversibili nell’evoluzione umana e nelle strutture sociali. Entrando in questa era, è fondamentale esplorare approcci equilibrati che proteggano l’essenza dell’umanità, garantendo che la tecnologia funga da strumento di miglioramento piuttosto che da forza di sottomissione.”
Maurizio Martucci in Svizzera: “la prova delle nanotecnologie nei corpi si trova al cimitero?” – VIDEO CHIASSOTV

Internet delle cose e dei corpi: Kennedy lancia la campagna, nel 2030 ogni americano indosserà i dispositivi della Silicon Valley
Nell’articolo scientifico pubblicato sul portale di scienza aperta Zenodo, si sostiene che i dispositivi Smart Dust utilizzano il sistema operativo TinyOS incorporato, che è il sistema operativo prevalente utilizzato sui dispositivi connessi all’Internet delle cose, chiarendo come “ai fini del presente documento, faremo riferimento a una definizione che definisce la “convergenza tecnologica” come “un nuovo fenomeno socio-biotecnico caratterizzato da tre aspetti fondamentali: la crescente ubiquità e la distribuzione completa delle capacità di rilevamento e di calcolo sia sugli oggetti fisici che sugli organismi biologici; l’erosione delle chiare distinzioni tra i domini fisico, digitale e biologico a causa di nuove tecnologie come l’Intelligenza artificiale (IA), l’editing genetico, la nanotecnologia, l’ingegneria biomedica, la neurotecnologia e la robotica.”
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Proprio come ho volutamente sottolineato su OASI SANA nell’articolo Internet delle cose e dei corpi: Kennedy lancia la campagna, nel 2030 ogni americano indosserà i dispositivi della Silicon Valley, dove però si parla di dispositivi intelligenti attaccati – quindi esterni al corpo – gli autori della ricerca sostengono come attraverso i dispositivi intelligent interni al corpo, ovvero tecnologia Smart Dust, si arriva al TecnoUomo dell’Internet dei corpi, dove “i sensori possono raccogliere dati sull’ambiente e sugli individui, che potrebbero essere utilizzati impropriamente a fini di sorveglianza, profilazione o controllo.” E ancora: “Come accade con molte tecnologie, esiste il rischio che SmartDust venga utilizzato in modo improprio per scopi non etici, come applicazioni militari o esperimenti non consensuali. (…) Quando Smart Dust viene utilizzato come parte dell’Internet dei corpi la libertà di scelta verrà necessariamente messa in discussione.” Inquietante un passaggio alla fine del documento, dove viene sottolineato come siamo al punto di non ritorno: se le nanotecnologie saranno (o sono già?) inserite nei corpi umani, sarà impossibile tornare indietro, con buona pace di madre natura. “Inoltre, l’integrazione di Smart Dust e delle entità biocibernetiche solleva questioni fondamentali sulla ridefinizione dei diritti umani, poiché rimodella il rapporto tra tecnologia e umanità (…) Inoltre, una volta implementati miliardi di dispositivi Smart Dust, neutralizzarli sarà estremamente difficile.”
“Col 5G si potrà creare una rete di corpi connessi col wireless” – DOCUMENTO SCIENTIFICO

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