VERGOGNOSA SENTENZA Giudice della Nuova Zelanda ordina: per il Wi-Fi tagliate gli alberi (e via le api). Il 5G è contro natura, ennesima prova! ESCLUSIVA OASI SANA

di Maurizio Martucci

Come spesso capita a chi ha l’ingrato compito di fare inchiesta alla ricerca di verità scomode, sulla denuncia del taglio degli alberi in favore del 5G siamo stati duramente attaccati. Etichettati come bufalari dal solito sito specializzato in fake news all’amatriciana, sbeffeggiati da Sindaci interrogati da cittadini sull’anomalo (e sincronico) taglio di verde pubblico nel lancio del wireless di quinta generazione. Insomma, la solita macchina del fango ad orologeria s’è messa in moto contro di noi, colpevoli di aver scritto un’inchiesta esclusiva corredata da dati incontrovertibili e ricerche scientifiche condotte da autorevoli università ed enti pubblici che certificano, nero su bianco, l’incompatibilità di radiofrequenze e trasmissione dati a microonde millimetriche col verde, come poi ribadito dall’Alleanza Italiana Stop 5G in conferenza a Montecitorio e in un’interrogazione parlamentare al Senato girata al Ministro dell’Ambiente (che, guarda caso, ancora non risponde!). Si, purtroppo è tutto vero. Checché ne dicano i soloni del complottismo: gli alberi, le foglie e gli arbusti sono un ostacolo al 5G come per il Wi-Fi. E la prova provata, stavolta, arriva persino da una sentenza emessa da un giudice di un tribunale d’appello di uno Stato del Commonwealth. Non bufale un tanto al chilo! Ma giurisprudenza.

L’Alta Corte della Nuova Zelanda (Distretto di Auckland) il 3 Settembre 2018 ha infatti emesso una sentenza sentinella che, se presa come parametro, potrebbe aprire la strada alla legalizzazione dell’abbattimento dei cicli naturali in favore del pericolo invisibile. “Un’indebita interferenza con un segnale Wi-Fi causato da alberi potrebbe costituire un’indebita interferenza con l’uso ragionevole e il godimento della terra”. La vicenda giudiziaria inizia nel 2014, dopo che la proprietaria di un’immobile di Kaipara Flats (località nel distretto di Rodney, parte settentrionale della regione di Auckland) porta in tribunale i suoi vicini di casa perché i loro alberi risulterebbero un ostacolo all’irradiazione del Wi-Fi proveniente da un palo esterno (radiofrequenze definite ‘essenziali’ ai fini del lavoro della ricorrente, che per altro lamenta anche una fobia per le api, di stanza sull’albero). In primo grado, sull’elettromagnetismo la spuntano però natura e patrimonio pubblico, inclusi i valori culturali dei Maori (richiamati nel dispositivo in nostro possesso). La prima provvisoria sentenza emessa a Novembre 2016 è stata definita rispetto ai due aspetti del reclamo (api e Wi-Fi)”, relegati nel patrimonio comune della Nuova Zelanda, tesori che non possono certo essere sacrificate per il Wi-Fi. Particolare da non sottovalutare le api: avevano nidificato proprio sull’albero incriminato.

Secondo round. La parte soccombente non accetta il verdetto, impugna e ricorre in appello. L’Alta Corte si avvale di nuove perizie e consulenze tecniche. Un esperto afferma che il segnale può liberamente circolare nell’etere finendo nei dispositivi dei consumatori solo se non ostruito, confermando che “gli alberi potrebbero ostruire una libera fruizione del segnale”, la cosiddetta zona di Fresnel. Così alla fine, scartata anche l’ipotesi del ragionevole cablaggio, in aula la spunta il wireless grazie alla Legge neozelandese numero 333.

Il tribunale ordina al proprietario di tagliare l’albero, con lui foglie, frutti, rami e fiori, facendo di tutta l’erba un fascio persino con le api, perché d’ostacolo ad un diritto legale, cioè l’essenziale Wi-Fi, senza il quale i ricorrenti non sarebbero potuti restare in quella casa: “Questa decisione è interessante perché ritiene che, in alcune circostanze, il vicino A può richiedere il taglio degli alberi, o la rimozione, la riparazione o l’alterazione di una struttura, sulla terra di proprietà del vicino B, dove gli alberi o la struttura interferiscono indebitamente con la connettività wireless del vicino A“, affermano sull’oceanica isola del Pacifico. Adesso c’è pure il caso giudiziario: si tagliano alberi per far posto alle antenne! Bufalaro chi dice il contrario.

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO AUTORE E FONTE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...